martedì 30 luglio 2013

Sky chiede l'impossibile

Miss Kappa

Ebbene sì, mi scappa spesso. A volte trattengo, ma poi devo farlo. Scriverò, dirò tutto. Benvenuti nel blog di Anna Pacifica Colasacco





mercoledì 19 maggio 2010

Non è possibile
Ieri mi ha telefonato l'impiegata di una società di recupero crediti, per conto di Sky. Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre del 2009. Mi chiede come mai. Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno ho lasciato la mia casa e non vi ho più fatto ritorno. Causa terremoto. Il decoder sky giace schiacciato sotto il peso di una parete crollata. Ammutolisce. Quindi si scusa e mi dice che farà presente quanto le ho detto a chi di dovere. Poi, premurosa, mi chiede se ora, dopo un anno, è tutto a posto. Mi dice di amare la mia città, ha avuto la fortuna di visitarla un paio di anni fa. Ne è rimasta affascinata. Ricorda in particolare una scalinata in selci che scendeva dal Duomo verso la basilica di Collemaggio. E mi sale il groppo alla gola. Le dico che abitavo proprio lì. Lei ammutolisce di nuovo. Poi mi invita a raccontarle cosa è la mia città oggi. Ed io lo faccio. Le racconto del centro militarizzato. Le racconto che non posso andare a casa mia quando voglio. Le racconto che, però, i ladri ci vanno indisturbati. Le racconto dei palazzi lasciati lì a morire. Le racconto dei soldi che non ci sono, per ricostruire. E che non ci sono neanche per aiutare noi a sopravvivere. Le racconto che, dal primo luglio, torneremo a pagare le tasse ed i contributi, anche se non lavoriamo. Le racconto che pagheremo l'i.c.i. ed i mutui sulle case distrutte. E ripartiranno regolarmente i pagamenti dei prestiti. Anche per chi non ha più nulla. Che, a luglio, un terremotato con uno stipendio lordo di 2.000 euro vedrà in busta paga 734 euro di retribuzione netta. Che non solo torneremo a pagare le tasse, ma restituiremo subito tutte quelle non pagate dal 6 aprile. Che lo stato non versa ai cittadini senza casa ,che si gestiscono da soli, ben ventisettemila, neanche quel piccolo contributo di 200 euro mensili che dovrebbe aiutarli a pagare un affitto. Che i prezzi degli affitti sono triplicati. Senza nessun controllo.Che io pago ,in un paesino di cinquecento anime, quanto Bertolaso pagava per un'appartamento in via Giulia, a Roma. La sento respirare pesantemente. Le parlo dei nuovi quartieri costruiti a prezzi di residenze di lusso. Le racconto la vita delle persone che abitano lì. Come in alveari senz'anima. Senza neanche un giornalaio. O un bar. Le racconto degli anziani che sono stati sradicati dalla loro terra. Lontani chilometri e chilometri. Le racconto dei professionisti che sono andati via. Delle iscrizioni alle scuole superiori in netto calo. Le racconto di una città che muore. E lei mi risponde, con la voce che le trema. " Non è possibile che non si sappia niente di tutto questo. Non potete restare così. Chiamate i giornalisti televisivi. Dovete dirglielo. Chiamate la stampa. Devono scriverlo."
Anna alle ore 10:33

45 commenti:

giardigno6519 maggio 2010 12:07
Non è tempo di scrivere e io non ho
che il solco della penna e sotto il foglio.
Un inchiostro facile, un dire fragile
tra voci che confondono, che vanno.
E questo è un anno che trattiene i giorni
li lega al calendario. I volti stanno
lì, per caso. Ci chiedono un appiglio,
lo scompiglio di un’altra primavera.
Quasi non ci fossero, come se
svanissero. Sistemali per poco
qui, con le parole. In qualche stanza
chiusa, in una nuova sera. Una nicchia,
e poi fermarli, e poi imparare a dirli,
a riconoscerli dagli occhi almeno.
Tu, punto a capo senza corpo. Tu
rimedio dell’assenza, poesia.
Ivan Fedeli

è tempo di informazione ...
Rispondi

AntonellaMu19 maggio 2010 12:17
Posso solo divulgare...
Rispondi

zefirina19 maggio 2010 12:26
molto commovente, però dove vive questa ragazza??? è vero che l'informazione del regime tace ma per fortuna di questi tempi chi vuol sapere la verità riesce a scovarla
Rispondi

LaGolosastra19 maggio 2010 12:34
.
Rispondi

Agostino19 maggio 2010 13:14
A me è successo qualcosa di simile, con la differenza che io il decoder l'ho recuperato e l'ho inviato indietro. Davvero toccante questa tua testimonianza, con in sottofondo il giro d'Italia che sta per raggiungere L'Aquila. Grazie Anna.
Agostino
Rispondi

Fabrizio19 maggio 2010 13:14
come commentare?

lascio una traccia, ho letto, come spesso, questo tuo intervento, ma non ho parole... commento solo per dimostrare che le informazioni, grazie a blog come il tuo, arrivano... a pochi forse... ma arrivano.

Coraggio...
Rispondi

silvano19 maggio 2010 14:00
Per Zefi: la ragazza lì magari ascolta il tg1 di minzolini, o il tg2, o il tg4, il tg5, la cloaca di italia 1 scusate ma non mi ricordo come si chiama, la chiamerò cloaca di italia1 e così via...tanta gente gente mica lo sa ancora come stanno le cose.
ciao.
Rispondi

dario19 maggio 2010 14:10
Be'... meno male che ci sei tu a raccontarcelo...

pero' suppongo che non sia per niente sufficiente!
Rispondi

fillerouge19 maggio 2010 14:12
lacrime e rabbia
ancora sul mio volto
per l'ignoranza di questa tizia e di tanti altri
per l'informazione taciuta
per l'impotenza che mi sento d'avere

e sempre una piccola fiammella di speranza
che la gente chieda e si informi
e che connetta ciò che sente con chi vota, con chi ci governa.
Rispondi

sR19 maggio 2010 14:21
almeno ha dimostrato umanità questa signorina... almeno quello
Rispondi

Raffaella19 maggio 2010 16:59
ciao anna, sempre toccanti i tuoi post.... più passa il tempo e più mi rendo conto che siamo soli. abbandonati al nostro destino senza uno straccio di futuro per la nostra città e la nostra gente. quelli che provano a far conoscere la realtà delle cose (tu, giusi, federico....) vengono isolati e catalogati dagli stessi aquilani, figuriamoci all'esterno! sono triste e demoralizza, mi sento inutile anche quelle poche volte che riesco a venire la domenica a "scarriolare" con la mia famiglia.... vorrei ritornare indietro nel tempo a prima di quel maledetto 6 aprile per rivedere l'aquila mia e la mia gente. a volte penso che sarebbe più fattibile questo piuttosto che ricostruire la città un giorno. ti abbraccio
Rispondi

Mary Valeriano19 maggio 2010 17:13
Mi sa che in Italia possiamo riempire un buco nero con le cose che non sapiamo sul paese in cui viviamo... Almeno rimane lo web come unico punto di libertà. E' poco, ma c'è. Vi sentite soli, ma almeno ci fate sapere come stano le cose.
Un grande abbraccio Anna, a te e a tutti gli aquilani.
Rispondi

twigabea19 maggio 2010 19:10
facciamo noi ciò che lo stato non fa.
finchè non ci tapperanno la bocca.
grazie per aver scritto questo post
Rispondi

Felipegonzales19 maggio 2010 20:15
Incredibile! viviamo in una dittatura travestita da democrazia.
Rispondi

mIsi@Mistriani19 maggio 2010 22:33
"Non è possibile che non si sappia niente di tutto questo. Non potete restare così. Chiamate i giornalisti televisivi. Dovete dirglielo. Chiamate la stampa. Devono scriverlo."

...
la voce dell'ingenuità[?]
o solo dell'ormai troppo rara UMANITà.
perchè anche a me sembra davvero,IMPOSSIBILE.
eppure così è.indisturbatamente è così,e continua ad esserlo.
Rispondi

GM C20 maggio 2010 08:45
Già! ok dirlo ma... bisogna vedere se c'è qualcuno che ascolta... disposto VERAMENTE ad ascoltare!

Io posso solo augurarvi Buona Fortuna, in modo sincero e sentito... ma non smettete di provare!
Rispondi

FR:D20 maggio 2010 14:59
se la stampa non ascolta e riferisce quello che dice la gente non ascoltate più quella stampa. lo dicono in molti ma forse nessuno ci pensa. il tg1 lo vede sempre meno gente ma ci deve essere qualcosa di forte al suo posto, fa tutto parte di questo sistema di furberie a delinquere.
Rispondi

dario20 maggio 2010 16:42
Infatti, mi pare che in TV (rai, mediaset, la7... altri non ne piglio) non e' che ci sia la scelta di una informazione onesta. L'unica mi pare sia informarsi sulla rete. Ma anche cosi'... bisogna seguire i blog. Personalmente mi fido di quel che dice Anna, perche' la conosco, ma come farei a credere che si tratta di una informazione obiettiva se non la conoscessi? Il punto e' che l'informazione (obiettiva) la dovrebbero fare le TV, le radio, i giornali, mica i blogger (e grazie a dio c'e' l'Anna, altrimenti saremmo tutti conciati come l'operatrice di Sky di cui parla questo blog.
Rispondi

Carlo20 maggio 2010 16:47
Ciao Miss Kappa... come al solito vengo a "leggere" ma oggi devo anche commentare!

Facciamola noi questa benedetta informazione! Se ognuno si impegna a scrivere un post, raccontando di questa storia ed anche delle tante altre che verranno... se ognuno convince anche un solo blogger a fare altrettanto... e quest'ultimo ne convince ancora un'altro... e così via, alla fine, saranno centinaia o anche migliaia di piccole informazioni che viaggeranno in questo nostro Paese che s'illude e dorme!

Buon pomeriggio a te...
Rispondi

Daniele Verzetti il Rockpoeta®21 maggio 2010 13:19
Purtroppo molti ancora non si rendono conto della realtà dell'Aquila.

Un abbraccio forte
Daniele
Rispondi

Anonimo21 maggio 2010 16:11
c'è gente che è lontana dall'informazione e dalla vita semplicemente perché non le lasciano il tempo di vivere. Qualcuno dice "ognuno pensa solo a se stesso", spesso è un problema di egoismo. E' vero. Ma oggi sempre più spesso capita che proprio non ce la fai a vivere un mondo che non sia il tuo. Quello che ti fa pensare a lavorare al call center per 6 ore al giorno per 400 euro, uscita da lì devi pensare a recarti in fretta a casa della signora alla quale tieni il bambino due volte la settimana. Il sabato e la domenica servi i tavoli in pizzeria... No, non ce l'hai una vita e pensi che neanche gli altri ce l'abbiano. La vita in fondo oggi cos'è? Non è per cattiveria o per menefreghismo che molti non se ne occupano. E' che la vita in un modo o nell'altro la stanno togliendo a molti.
Forse il racconto fatto alla signorina al telefono ha avuto un particolare effetto, come quando senti un profumo di dolci e ti ricorda una scena dell'infanzia ormai dimenticata, si sarà per un attimo ricordata che la vita esiste ancora... ma la stanno lasciano morire.
Marta
Rispondi

emanuele22 maggio 2010 14:36
Carissima Miss Kappa,
dopo aver letto il tuo blog sono anche io miss...infatti mi-ss-cappa da piangere. Versare lacrime per la propria nazione è veramente fuori moda, ma è quello che provo. Ho letto nel tuo profilo che sei una rivoluzionaria impenitente. Forse è stata proprio la mancanza di una vera rivoluzione popolare e il bassissimo profilo dei nostri governanti (dall'unità d'Italia e forse anche da prima!) a renderci così poco uniti da far sembrare un'utopia quella di aspirare ad una classe dirigente meno corrotta (almeno un pò) e più attenta alla vita di chi gli paga stipendi faraonici per non fare nulla.
Grazie per non essere caduta in quel tipico torpore che contraddistingue noi italiani, immobili anche di fronte alle peggiori angherie dei caproni che ci governano. Quello che è successo alla tua città potrebbe succedere in qualsiasi parte d'Italia e le persone come te sono ancora troppo poche. Continua così
Rispondi

Monique22 maggio 2010 15:58
io sono sempre senza parole... non è concepibile che questo assurdo silenzio continui.

ti abbraccio Anna e se sarai in zona veso fine giugno magari potremo farci uno Zacapa insieme :*
Rispondi

la Volpe22 maggio 2010 16:30
Non posso far altro che divulgare. D'altra parte se, come dimostrano le elezioni, neanche ad Avezzano sanno cosa sia successo a L'Aquila, significa che la disinformazione procede a passo di marcia. Un abbraccio da un lettore silenzioso.
Rispondi

Roberta24 maggio 2010 15:27
è veramente scandaloso. poi bondi si permette di disertare cannes perchè semplicemente la guzzanti si è presa la briga di raccontare la verità. :(
Rispondi

ROSANNA24 maggio 2010 15:35
a me è successa loa stessa cosa con Telekom, pensare che la signorina del call, center che mi rispose a fine Aprile 2009, si impegnò a staccarmi l'utenza... poi l'agenzia di recupero crediti che mi scrive, io rispondo allegando documenti che attestavano che in quella casa non ci viveva più nessuno dal 6 aprile, per grande senso di umanità detta agenzia mi manda l'ingiunzione del pagamento motivando l'azione con "il comune interessato non è nel cratere"... e tante grazie.
Rispondi

francesco27 maggio 2010 17:56
Vorrei postare il tuo post sul mio blog, è possibile?
francesco
Rispondi

Anna27 maggio 2010 18:04
Certo che puoi, Francesco. Sono sempre contenta quando quello che scrivo viene condiviso.
Grazie!
Rispondi

Lydia28 maggio 2010 19:09
Ciao, mi chiamo Lydia e sono una delle promotrici delle 99 colombe http://www.99colombe.blogspot.com/, non so se ne hai sentito parlare. Un blog nato per dare una mano ad un'aziensa aquilana.
Ti dispiace se pubblico il tuo post, naturalmente citandoti, sul blog?
Rispondi

Genny G.28 maggio 2010 21:33
ho la pelle d'oca.e non conta niente.conta come state voi.e che non so come possiamo aiutarvi..
Rispondi

Anna29 maggio 2010 11:00
Certo Lydia che puoi. Non può che farmi piacere....
Rispondi

fiOrdivanilla30 maggio 2010 05:38
Ciao Anna, ho rabbrividito leggendoti. Fortuna che c'è qualcuno che sa esprimere questa disperazione in parole. i cuori di voi tutti hanno crepe di dolore tanto quanto la terra della vostra terra.
Mi dispiace da morire. E il mio dispiacere immagino sia niente confronto a ciò che provate voi.
Un abbraccio, immenso.
Rispondi

Roby@Warszawa31 maggio 2010 13:24
Ciao,
ti chiedo esplicitamente di poter copia-incollare questo tuo post, o brani di esso, sul social meemi.com, ovviamnte citandone la fonte. Per non dimenticare. Per far sapere la verità.

Altresì ti chiedo esplicitamente di poter copia-incollare questo tuo post, o brani di esso, sul mio blog, citandone la fonte.

In bocca al lupo.


Roberto.
Uno nato in italia e scappato all'estero.
Rispondi

Anonimo02 giugno 2010 01:22
E come al solito ci si dimentica dei fondamenti; della lotta di classe, del conflitto capitale/lavoro, di CHI è riuscito a gettare le basi per concepire e creare una società migliore.La dignità dell'essere umano è data dal tipo di sistema economico nel quale egli vive, dal lavoro stabile e dal benessere diffuso garantito dallo stesso.
la dignità è creata dall'educazione che la società offre ai suoi cittadini. Ma voi non ricordate nessuno. Non ricordate nè Marx , nè Lenin, Volete dimenticare Stalin e togliatti. Voi volete volare più in alto, ma non avete le ali. E con questo non voglio aprire una polemica, ma lo dichiarate. Il Socialismo, quello vero, è anticapitalista. E' Scienza, piccoli borghesi.
Rispondi

blumauri02 giugno 2010 18:29
E'sempre così. Il momento della tragedia è sempre solo l'inizio della tragedia. Dopo si dimentica. Si dimenticaNO..... C'è solo la grande corsa ai soldi, e nessuno ne parla più.
Vorrei copiare e incollare anche io il tuo post sul mio blog se me lo permetti. Un saluto
Rispondi

vittoriobond06 giugno 2010 05:15
ciao, sono Vittorio.
ho ascoltato il racconto del tuo post da una trasmissione di radio popolare di milano.
bellissimo. mi permetterò di segnalarlo ad alcuni amici.
ciao
Rispondi

nico13 giugno 2010 17:00
seguo sempre te e federico! io sono nato a chieti, anche se mi sento siciliano per tante cose. però l'abruzzo è sempre la mia terra. e l'aquila è per me quel nido circondato dalle montagne che non ha eguali. l'ultima volta ci ho ascoltato un concerto del mitico claudio lolli mangiando arrosticini!
non smettete mai di informarci anna, tu, federico e gli altri vostri amici, anche di queste storie che mai verranno raccontate da chi avrebbe il dovere di farlo, ma che tutti devono sapere!
un abbraccio grandissimo
nico
Rispondi

tootsie30 giugno 2010 02:26
cara anna, una volta ti scrissi che certe difficoltà mi avrebbero impedito di poterti seguire con regolarità... ma continuo sempre, a cercarti fra le pagine, a leggere i commenti degli amici, il sostegno di una 'rete' sempre più fitta, oltre i blog, i social-network, per non disperdere e non perdersi.
orbene, questo tuo post è diventato una sorta di "catena di sant'antonio", una e-mail che collega questa fitta rete ad un filo unico e continuo, e travalica i confini.
la e-mail termina aggiungendo un semplice: "Loro non scrivono voi fate girare.", ricevuta e rimandata, con il link al tuo blog. e ora anche pubblicata su "il fatto quotidiano", mercoledì 30 giugno 2010, pg. 8:
"Lettera da L’Aquila
La mia esistenza sotto le macerie e il silenzio delle tv
Questo post è sul blog Miss Kappa
di Anna
IERI MI HA TELEFONATO (...)"
giusto che scrivano, giusto che riportino, perchè a nessuno sia concesso dimenticare, mai, che le sole parole non bastano...
un abbraccio a te, famiglia e amici
patty
Rispondi

Anonimo01 luglio 2010 14:24
Mi è arrivato oggi il tuo post su facebook.
L'ho postato su Friendfeed e uno dei miei contatti mi ha indirizzato a te.
Almeno su internet, l'informazione gira.
ciao
Elena
Rispondi

Ipazia06 luglio 2010 15:32
Anna cara, mi è arrivato via mail senza firma, il tuo pensiero, che ho provveduto a pubblicare sia sulla home page che nei forum e in FaceBook nelle pagine di Mammeonline.

Poi, recuperata la tua firma, l'ho aggiunta all'articolo
http://www.mammeonline.net/l-Aquila-dopo-il-terremoto-i-provvedimenti-del-governo

Non siete soli, vi siamo vicini e come possiamo cerchiamo di darvi voce.
Un abbraccio
Debora Cingano
Rispondi

SeNonNoiChiAltro07 luglio 2010 15:35
Credo che la lettera sollevi problemi reali.

Certo, penso sia poco probabile che un'impiegata addetta al recupero crediti sia sensibile ai problemi delle persone e spenda del tempo per ascoltarli dichiarando il suo amore per l'Aquila e per la scalinata dove guarda caso la persona abitava; ma tutto può essere, le coincidenze poco probabili esistono e non è detto che le persone siano sempre e tutte ciniche.

Detto ciò ho guardato la sostanza della lettera ed ho provato a verificare alcuni contenuti arrivando alla conclusione sopra esposta.

1) La questione delle tasse

Nella lettera c'è scritto "Le racconto che, dal primo luglio, torneremo a pagare le tasse ed i contributi".
Qualcuno in rete sostiene che il pagamento delle tasse in realtà è stato rinviato a fine anno:

15/6/2010 "Soluzione per le tasse a L'Aquila" Letta annuncia un emendamento
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/06/15/news/tasse_l_aquila-4870645/

Ma la notizia riportava una dichiarazione di intenzioni rimaste tali e per tale ragione oggi 7/7 si svolge la protesta a Roma.

30/6/2010 Proroga solo per autonomi e restituzione al 100%:
http://www.abruzzo24ore.tv/news/Il-governo-pagherete-caro-pagherete-tutto/17426.htm

1/7/2010 Tasse, all'Aquila da oggi si torna a pagare. Proroga solo promessa.
http://ilcentro.gelocal.it/laquila/cronaca/2010/06/30/news/tasse-all-aquila-da-oggi-si-torna-a-pagare-proroga-solo-promessa-il-tempo-e-scaduto-2133718?ref=HREC1-10

2) La questione dell'ICI

Nella lettera c'è scritto "Le racconto che pagheremo l'i.c.i. ed i mutui sulle case distrutte.".
Chi dice che questa lettera potrebbe essere una bufala perché l'ICI è stata abolita fa un'obiezione errata e non pertinente. A parte che l'ICI è stata abolita solo per alcune categorie di immobili, la questione semmai è che se l'edificio è dichiarato inagibile o inabitabile sussiste l'esenzione come indicato qui:

http://it.wikipedia.org/wiki/Imposta_comunale_sugli_immobili

Allora resta dimostrato che è una bufala? No. Nella seguente notizia si trova la richiesta dell'ICI da parte del sindaco nonostante gli edifici siano inagibili:

10/12/2009 Perché bisogna pagare una tassa su case distrutte?
http://www.abruzzo24ore.tv/articolo/Perche-bisogna-pagare-una-tassa-su-case-distrutte/668.htm

3) La questione dello stipendio lordo e netto

L'autore dice poi "Che, a luglio, un terremotato con uno stipendio lordo di 2.000 euro vedrà in busta paga 734 euro di retribuzione netta".
Qualcuno obietta che non ci può essere un prelievo in busta paga pari al 63% ( (2.000-734)/2000*100=63,3% ). Credo che i 734 euro si riferiscano allo stipendio al netto della rata per la restituzione delle tasse non pagate in questi mesi. Qui c'è la simulazione fatta sugli stipendi di alcuni impiegati pubblici:

12/5/2010 Restituzione tasse: L'Aquila rischia di volare nel baratro
http://www.abruzzo24ore.tv/news/Restituzione-tasse-L-Aquila-rischia-di-volare-nel-baratro/16548.htm

Considerando lo stipendio lordo mensile di € 2000 per 13 mensilità si ottiene un lordo annuo di 26.000. Prendendo come riferimento lo stipendio lordo di € 30.000 indicato nella simulazione si ottiene:

reddito lordo annuo: € 30.000
reddito lordo mensile (13 mens.): € 2.308
reddito mensile netto con restituzione tasse e imposte: € 840
Incidenza del prelievo sul lordo: (2.308-840)/2.308*100=63,60%

Questa è esattamente l'incidenza per gli importi indicati nella lettera.

Spero di essere stato utile.
Grazie Anna.

Un saluto a tutti.
Rispondi

Alessia (Ale)09 luglio 2010 15:25
Sta girando tra i blogger... spero non ti dispiaccia se copio ed incollo direttamente da te.
in caso contrario avvisami e toglierò immediatamente il post.
un abbraccio
Ale
Rispondi

Italy Calling13 luglio 2010 23:18
Ciao Anna, ho trovato quest'articolo su Italy Indymedia e l'ho tradotto per il mio blog...vivo in Inghilterra da un paio d'anni e da poco ho un blog su cui traduco/scrivo articoli sull'Italia. Di recente ho tradotto un paio di cose sull'Abruzzo e L'Aquila, una situazione che mi fa incazzare come non mai. Non c'ero fisicamente, a prendere botte dai servi del potere a Roma, ma c'ero davvero nel cuore. Resistere, resistere, resistere.
http://italycalling.wordpress.com/2010/07/13/letter-from-a-resident-of-laquila/
Rispondi

alsalto15 luglio 2010 18:45
Questo tuo post e' divenuto una e-mail, io l'ho ricevuta quest'oggi ed ho riconosciuto il post.
Quindi...a furia di spingere, spingere, se si e' in molti si spostano le montagne, eccome se si spostano.
Ed oggi e' il 15/07/2010.
Rispondi

Anonimo16 luglio 2010 12:32
Pubblicata dal direttore di GQ:

http://gq.menstyle.it/56/notizie-da-l-aquila

Elenucci
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Sognatrice incallita, rivoluzionaria mai pentita, utopista nata, don Chisciotte consapevole,insomma, una diversa non integrata, felice di esserlo! Dal 6 aprile 2009 nata a nuova vita, ché quella precedente è stata spezzata. Vita diversa la nuova. Vita da sopravvissuta.
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lunedì 29 luglio 2013

Allerta per aumento di bambini feriti dalla caduta dei televisori. L’invito dello “Sportello dei Diritti” ad ancorare alle pareti o ai mobili TV vecchie e nuove con appositi fissaggi e staffe

Allerta per aumento di bambini feriti dalla caduta dei televisori. L’invito dello “Sportello dei Diritti” ad ancorare alle pareti o ai mobili TV vecchie e nuove con appositi fissaggi e staffe Uno studio americano pubblicato online lunedì scorso sulla rivista Pediatrics, ha rilevato che negli ultimi vent’anni quasi 200.000 bambini americani sono dovuti ricorrere alle cure del pronto soccorso per la caduta di televisori e il tasso di infortuni a causa di questi incidenti a volte mortali è salito notevolmente. I medici e gli esperti di sicurezza dicono che è necessaria una migliore consapevolezza sui rischi con particolare riguardo ai pericoli connessi con l’installazione dei modelli di tv più pesanti e più vecchi in cima a cassettiere e altri mobili per i quali i più piccoli potrebbero cercarvi di salire su. La maggior parte delle lesioni riguardano bambini al di sotto dei cinque anni, e lesioni alla testa e al collo sono le più comuni. Il dottor Gary Smith uno specialista di emergenza pediatrica e presidente del Child Injury Prevention Alliance di Columbus nell’Ohio ha sottolineato che "Questo è un problema che sta aumentando ad un ritmo allarmante". Il dottor Smith ha evidenziato che non è chiaro dai dati in possesso che tipo di apparecchi televisivi sono coinvolti in incidenti o se i modelli più pesanti e vecchi siano i “colpevoli” più comuni. Nel 2011, 12.300 bambini a livello nazionale in USA ha ricevuto un trattamento in pronto soccorso per lesioni TV-correlate, rispetto ai 5.455 del 1990. Il tasso d’infortuni, secondo la ricerca, è quasi raddoppiato, da 0,85 infortuni per 10.000 bambini di età compresa tra i neonati sino ai 17 anni nel 1990 a 1,66 per 10.000 nel 2011. I ricercatori hanno esaminato i dati nazionali ER sulle lesioni non mortali legate alla televisione per i bambini nel periodo compreso tra il 1990 ed il 2011. In molti casi, la tv era stata collocata su un comò e il bambino aveva utilizzato cassetti aperti a mò di scale per salire e raggiungere il televisore sino al rovesciamento dello stesso. I dati del governo federale, dimostrano che nel corso di questi due decenni, ben 215 bambini sono morti a causa di queste lesioni, mentre dal gennaio 2012, almeno sei bambini sono stati uccisi sempre negli USA a causa della caduta dei televisori. Scott Wolfson, portavoce della Consumer Product Safety Commission del governo, ha detto, che da quando i televisori a schermo piatto sono diventati più popolari, molte famiglie spostano i vecchi televisori nelle camere da letto, mettendoli sulle credenze o altri mobili instabili non progettati per trattenerli. Alla luce di tali dati anche perché non è dato conoscere se vi siano analoghe statistiche in Italia, ma di fatti di cronaca connessi a tali accadimenti se ne sono letti e se ne leggono tutt’oggi anche nel Nostro Paese, Giovanni D’Agata presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, condivide quanto espresso dalla Commissione in questione che invita i genitori ad ancorare le proprie TV vecchie e nuove ai mobili, alle pareti o al pavimento con staffe o altri fissaggi appositamente progettati. I televisori inoltre devono essere sempre ancorati a superfici robuste.

ammissibile l’azione collettiva dei contribuenti e ha annullato gli atti di accertamento sugli estimi catastali

COMUNICATO STAMPA Accolto integralmente il primo ricorso collettivo tributario italiano. La 4° Sezione della Commissione Tributaria Provinciale di Lecce con la sentenza n. 2724/13 ha ritenuto ammissibile l’azione collettiva dei contribuenti e ha annullato gli atti di accertamento sugli estimi catastali È con estrema soddisfazione che comunichiamo ai media e alla collettività, nonché ai tributaristi che saranno sicuramente interessati dalla notizia, che in data odierna è stata pubblicata dalla quarta sezione della Commissione Tributaria Provinciale di Lecce la sentenza numero 2724/13 che ha accolto integralmente il ricorso presentato collettivamente dai primi 25 contribuenti leccesi assistiti dall’avvocato Francesco D’Agata con la preziosa e fattiva collaborazione dell’avvocato Maurizio Villani, in relazione alla questione dell’aggiornamento degli estimi catastali a Lecce da parte dell’Agenzia del Territorio su input dell’amministrazione locale. A sottolineare l’importante decisione, che riguarda per la prima volta in Italia un’azione collettiva intrapresa da più contribuenti che hanno impugnato con un unico ricorso altrettanti avvisi di accertamento, è Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” che alla luce di questo successo stigmatizza il comportamento di alcuni detrattori, anche tra le associazioni dei consumatori, che avevano bocciato a priori la via collettiva, senz’altro più economica per i contribuenti e per l’amministrazione della giustizia, prediligendo la presentazione in massa di migliaia ricorsi individuali per la medesima questione di diritto, tanto da far pensare ad un vero e proprio business dei ricorsi. Ciò che però ci preme sottolineare, spiega Giovanni D’Agata, al di là dell’ennesima prova dell’illegittimità degli atti di accertamento in serie per l’aggiornamento degli estimi catastali a Lecce, è che l’accoglimento del primo ricorso collettivo tributario in Italia, che conferma in concreto quanto sostenuto dalla Cassazione con la sentenza numero 4490 del 22 febbraio 2013, apre la strada alla possibilità di intraprendere analoghe azioni per questioni simili che dovessero presentarsi in futuro e che riguardano ragioni di diritto comuni in un settore del diritto, quale quello processuale tributario, nel quale sino ad oggi si riteneva inammissibile il ricorso cumulativo.

domenica 21 luglio 2013

caro benzina e gomme; quando l’automobile costa caro

Il Minambiente, il nuovo decreto direttoriale del 3 luglio 2013, ha fissato un aumento del 13% e del 20% sugli oneri verdi per le gomme di autoveicoli e ciclomotori rispetto al 2012, mentre rimangono praticamente identici quelli per macchine agricole ed industriali e addirittura sono in diminuzione quelli relativi ad autobus e camion.
Dunque da domani l’eco-contributo che gli acquirenti di auto e moto nuove dovranno sborsare ai rivenditori per la copertura dei costi di gestione degli pneumatici in dotazione una volta giunti a fine vita sarà più caro, nella fattispecie il nuovo provvedimento adottato in attuazione del dm 8272011 stabilisce così il passaggio del contributo istituito dal dlgs 152/2006 da 5,25 a 5,40 euro per le auto e da 1,30 ad 1,53 euro per le moto, mentre come detto per autocarri e bus si registra addirittura uno sconto, da 27 – 49,85 euro a 26,97 – 48,79 euro.
L’obiettivo del contributo è il finanziamento del sistema di gestione degli pneumatici divenuti ormai rifiuti. Il sistema è definito dal dlgs 152/2006  e stabilisce che i produttori e importatori di pneumatici devono provvedere in forma singola o associata alla gestione su base annuale di un quantitativo potenziale di pneumatici fuori uso pari a quello delle nuove gomme  dagli stessi soggetti immesso sul mercato nazionale nell’analogo arco temporale.
Il finanziamento di questa gestione è poi messo a carico degli acquirenti finali dallo stesso “Codice ambientale”, sia l’acquisto riguardi i soli pneumatici o che riguardi vetture che li hanno in dotazione, in base al meccanismo stabilito dai decreti ministeriali 82/2011 e 20 gennaio 2012, emanati in attuazione del dlgs 152/2006.
Mentre la riscossione è unica, e a cura del rivenditore del bene, che la indica in fattura, differente invece è la destinazione del contributo in caso di acquisto di soli pneumatici, esso è dal rivenditore direttamente versato al sistema di gestione dei Pfu al quale aderisce; in caso di acquisto di nuova vettura, con gomme, esso viene invece versato allo speciale fondo istituito presso l’Aci per poi passare ai gestori che raccolgono gli pneumatici fuori uso presso gli autodemolitori.
L’ammontare del contributo da pagare è ufficializzato ogni anno dal Minambiente mediante propri decreti direttoriali, decreti nell’ambito dei quali si inserisce ora il nuovo ed omonimo provvedimento 3 luglio 2013, in vigore dal 20 luglio, ossia 15 giorni dopo la sua pubblicazione  sul citato sito web, avvenuta il 5 luglio.
Il rincaro delle gomme però non è il solo rincaro che gli automobilisti italiani sono costretti ad affrontare; infatti è tornato l’incubo 2 euro per quanto riguarda il caro benzina. Proprio come l’estate scorsa i prezzi dei carburanti sono in rapida ascesa e si avvicinano sempre più alla temuta quota 2 euro, quella che nell’immaginario automobilistico collettivo viene vissuta come un vero e proprio abuso.
Del resto però la situazione è veramente drammatica, i distributori non fanno altro che applicare i prezzi delle compagnie e i prezzi esorbitanti si spiegano anche con la necessità di dover far fronte ad una crisi che ha spinto molti benzinai a licenziare la maggior parte dei propri dipendenti perché i costi erano troppo alti.
Secondo una ricerca fatta le regioni più vicine a quota 2 euro sono il Trentino Alto-Adige, l’Emilia Romagna e la Liguria, non solo ma i prezzi più alti si registrano in autostrada dove non ci sono i distributori “no – logo” che ammortizzano i prezzi e comunque, più in generale, lungo le principali arterie del traffico si concentrano i rincari maggiori e i prezzi più salati. Non c’è che dire, per gli automobilisti sarà un’estate rovente sotto molti punti di vista.

Pubblicato da Alessandro Camillini

giovedì 18 luglio 2013

  Deve essere rimborsato il consumatore che si è visto levare l’autoricarica a seguito della scadenza introdotta dalla compagnia telefonica. Il gestore non può stabilire unilateralmente modifiche al contratto con condizioni economiche peggiorative per l’utente


COMUNICATO STAMPA

 

Deve essere rimborsato il consumatore che si è visto levare l’autoricarica a seguito della scadenza introdotta dalla compagnia telefonica. Il gestore non può stabilire unilateralmente modifiche al contratto con condizioni economiche peggiorative per l’utente

 

Basta con gli abusi delle compagnie telefoniche che modificano unilateralmente ed in senso peggiorativo le condizioni contrattuali a carico dei propri utenti.

Ad evidenziarlo Giovanni D’Agata presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, che porta all’attenzione la significativa sentenza del Tribunale di Foggia, la numero 2218/2013 che ha stabilito il diritto al rimborso per l’autoricarica scaduta per l’utente che ha perso il suo credito a seguito della scadenza introdotta dal gestore di telefonia. Ciò in virtù di quanto statuito dalla legge che vieta l’introduzione di condizioni che peggiorano la posizione del consumatore. Tanto vale di più con la normativa “Bersani” del 2007 sulle liberalizzazioni.

Nel caso preso in esame dal tribunale di capitanata che ha accolto la domanda di un consumatore  che aveva chiesto di essere rimborsato di 2.300 euro per il credito corrispondente a una ricarica maturata, ma poi fatta scadere dal gestore in virtù di una modifica contrattuale inserita senza che questi avesse presto il proprio consenso in merito.

Sottolinea il giudice monocratico che in materia di telecomunicazioni, la possibilità di introduzione di vincoli di durata a eventuali offerte promozionali comportanti prezzi più favorevoli per il consumatore, prevista dall'art. 1 del decreto Bersani (D.l. 7/2007), deve essere intesa nel senso che l'operatore può decidere, per il futuro, di incidere sulle modalità di fruizione di crediti acquisiti attraverso offerte promozionali, non anche per quelli acquisiti antecedentemente, definiti al sorgere del rapporto illimitato.

Se però  il togato ha riconosciuto il danno patrimoniale ha tuttavia rigettato, nella fattispecie quello danno non patrimoniale per il quale il consumatore aveva proposto apposita richiesta di risarcimento. In proposito, sulla scia di un precedente di legittimità (in particolare la famosa sentenza della Cassazione n. 26972/2008 pronunciata a Sezioni Unite) secondo cui "il danno non patrimoniale è categoria generale non suscettiva di suddivisione in sottocategorie variamente etichettate. In particolare, non può farsi riferimento ad una generica sottocategoria denominata danno esistenziale  perché attraverso questa si finisce per portare anche il danno non patrimoniale nell'atipicità, sia pure attraverso l'individuazione della apparente tipica figura categoriale del danno esistenziale, in cui tuttavia confluiscono fattispecie non necessariamente previste dalla norma ai fini della risarcibilità di tale tipo di danno, mentre tale situazione non è voluta dal legislatore ordinario né è necessitata dall'interpretazione costituzionale dell'art. 2059 c.c., che rimane soddisfatta dalla tutela risarcitoria di specifici valori della persona presidiati da diritti inviolabili secondo Costituzione. Il riferimento a determinati tipi di pregiudizio, in vario modo denominati (danno morale, danno biologico , danno da perdita del rapporto parentale), risponde ad esigenze descrittive, ma non implica il riconoscimento di distinte categorie di danno. È compito del giudice accertare l'effettiva consistenza del pregiudizio allegato, a prescindere dal nome attribuitogli, individuando quali ripercussioni negative sul valore - uomo si siano verificate e provvedendo alla loro integrale riparazione".

Alla compagnia telefonica non resta che pagare il danno patrimoniale e le spese di lite che seguono la sua soccombenza.

 

martedì 16 luglio 2013

Cartella di pagamento di Equitalia nulla se notificata con raccomandata ar. La Corte tributaria provinciale di Roma ha accolto il ricorso del contribuente per una cartella relativa all’Irpef


COMUNICATO STAMPA

 

Cartella di pagamento di Equitalia nulla se notificata con raccomandata ar. La Corte tributaria provinciale di Roma ha accolto il ricorso del contribuente per una cartella relativa all’Irpef

 

Sulla scia di altri precedenti giurisprudenziali in materia di notifica a mezzo posta della cartella di pagamento Giovanni D’Agata presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, segnala la sentenza n. 247/2013 della Corte Tributaria Provinciale di Roma che ha stabilito che è nulla la cartella di pagamento Irpef notificata dal concessionario della riscossione con raccomandata con ricevuta di ritorno.

Nel caso di specie è stato accolto il ricorso di una contribuente che chiedeva l’annullamento della cartella di pagamento notificata da Equitalia a mezzo del servizio postale.

Per i giudici della corte capitolina, la cartella di pagamento al pari degli altri avvisi non è un atto processuale e, come tale, non può essere oggetto di invio mediante raccomandata. Ciò perché, dallo sviluppo normativo che ha portato all'attuale formulazione della norma, si evince che per la notifica a mezzo posta il legislatore in un primo momento aveva previsto che fosse fatta direttamente da parte dell'esattore che provvedeva all'invio della raccomandata con avviso di ricevimento secondo due fasi procedimentali distinte ovvero consegna materiale della cartella dal concessionario – esattore all'agente postale e successivamente notifica da parte dell'agente postale che agisce come ausiliario dell'agente notificatore, mentre a far data dal 01/07/1999 l'intenzione del legislatore e' stata quella di escludere l'esattore oggi concessionario dalla notificazione mediante servizio postale e conseguentemente l'agente della riscossione non può consegnare materialmente la cartella all'agente postale secondo le fasi sopra descritte, ma deve avvalersi degli ufficiali della riscossione (di cui al d. lgs. n. 112 del 13/0411999) o di altri soggetti abilitati nelle forme previste dalla legge per eseguire la notifica per il tramite del servizio postale.

 

lunedì 8 luglio 2013

Il morbillo fa ancora paura


COMUNICATO STAMPA

L'epidemia di morbillo e di varicella di cui l'OMS non sembra accorgersi. Nuovi casi in Italia ed in Europa. Dobbiamo preoccuparci?

Nonostante il morbillo sia da eliminare nel nostro Paese e nel resto d’Europa, continuano a verificarsi epidemie. Nel periodo 2010-2012 il sistema di sorveglianza speciale del morbillo ha raccolto più di 8000 segnalazioni solo in Italia. Il numero è certamente non trascurabile tenendo conto che in questi ultimi giorni in Veneto sono stati segnalati casi di complicanze da morbillo e varicella in persone non vaccinate. Sul sito della Ulss 13 Mirano, il 10 giugno 2013, sono stati segnalati due casi di gravi complicanze da morbillo e varicella in persone non vaccinate. Il primo riguarda una giovane donna che a fine aprile è stata ricoverata presso l’ospedale dove lavora, con diagnosi di morbillo. Successivamente la donna è stata ricoverata una seconda volta per l’insorgenza di una neurite ottica con gravissima compromissione della vista in entrambi gli occhi. Il caso di varicella riguarda, invece, un’infermiera che lavora in una casa di cura per anziani e a cui è stata diagnosticata una meningite virale da varicella. La fonte di contagio di quest’ultima è stata individuata in un altro operatore sanitario in servizio presso la stessa struttura. Nella Svizzera centrale e in Ticino sono stati registrati dall'inizio di giugno rispettivamente 29 e 8 casi di morbillo. In altri cinque cantoni le persone che hanno contratto la malattia infettiva sono state cinque, una per cantone, viene indicato oggi nel bollettino dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). La maggior parte dei malati non erano stati vaccinati. Nella sola ultima settimana le persone che si sono ammalate di morbillo sono state 27, viene precisato. Nei primi sei mesi i casi registrati sono stati 68, già più di quelli segnalati nell'intero anno scorso (63), sottolinea l'UFSP.

Tra il 1 marzo 2012 e il 28 febbraio 2013, 29 Paesi dell’Unione europea (Ue) e dello Spazio economico europeo (See) più la Croazia hanno segnalato 8499 casi di morbillo pari a un’incidenza di 16,6 casi/milione di abitanti, dato di molto superiore all’obiettivo di un caso per milione che definisce l’eliminazione della malattia. Da segnalare inoltre che i dati non sono completi per tutti i 12 mesi considerati, visto che il Lussemburgo non ha fornito i dati degli ultimi 4 mesi di rilevazione, il Belgio non li ha forniti per i mesi di gennaio e febbraio 2013 e i Paesi Bassi per il mese di febbraio 2013. Il 94% dei casi segnalati proviene da 5 Paesi: Romania (4087), Regno Unito (2314), Francia (679), Italia (592) e Spagna (334). Le incidenze più elevate sono state riportate in Romania (190,9 casi per milione di abitanti), Regno Unito (37 casi/milione), Irlanda (23,9 casi/milione), Francia (10,4 casi/milione), Italia (9,8 casi/milione) e Spagna (7,2 casi/milione). Sedici Paesi hanno riferito meno di 1 caso di morbillo per milione di abitanti (soglia target di eliminazione). L’82% dei casi di cui si conosceva lo stato vaccinale (6655) si è verificato in persone non vaccinate. Non sono stati riportati decessi ma sei casi sono stati complicati da encefalite acuta. Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto Ecdc “Measles and rubella monitoring - April 2013”, pubblicato nel mese di maggio 2013. I dati sulla rosolia, raccolti in 26 Paesi dell’Ue e del See, indicano che tra il 1 marzo 2012 e il 28 febbraio 2013, sono stati segnalati 21.549 casi. Di questi, il 99% è stato rilevato in Romania (11.020 casi, 514,6 casi/milione di abitanti) e Polonia (10.326, 270,3 casi/milione). Mancano tuttavia i dati del Lussemburgo per gli ultimi 4 mesi della rilevazione, dell’Italia per l’intero periodo in esame e di Grecia e Paesi Bassi per il mese di febbraio 2013.

Il morbillo è contagioso da cinque giorni prima delle manifestazioni cutanee fino a cinque giorni dopo l'inizio della malattia e può avere complicanze (encefalite, polmonite e otite media).

Per Giovanni D’Agata presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti” è fondamentale ricordare che il morbillo e la varicella possono portare a gravi complicanze, come purtroppo testimoniano i i casi descritti. E la prima difesa nasce innanzitutto dall'essere informati e dal conoscere.

 

sabato 6 luglio 2013

Stop all’Agenzia delle Entrate che non motiva la richiesta di adozione delle misure cautelari come il sequestro conservativo dei beni dell’azienda.

Stop all’Agenzia delle Entrate che non motiva la richiesta di adozione delle misure cautelari come il sequestro conservativo dei beni dell’azienda. La C.T.P. di Lecce rigetta con una sentenza di rilevanza nazionale l’istanza dell’Ufficio Fiscale. Basta con gli eccessi da parte della P.A. contro i contribuenti Una sentenza di rilevanza nazionale la numero 226/02/13 della Commissione Tributaria Provinciale di Lecce – Sezione 2 -, depositata il 02/07/2013, che ha rigettato la richiesta di adozione delle misure cautelari nei confronti dell’Istituto Provinciale di Vigilanza “La Velialpol S.r.l.”. L’Agenzia delle Entrate di Lecce aveva chiesto l’adozione di misure cautelari, con il sequestro conservativo di tutti i beni mobili registrati, per la somma complessiva di € 14.149.860,00 (pari al doppio del credito fiscale vantato). I giudici tributari hanno accolto le tesi difensive dell’impresa rappresentata in giudizio dall’avvocato Maurizio Villani ed hanno annullato la suddetta richiesta per la mancanza assoluta dei presupposti di cui all’art. 22 D.Lgs. n. 472/97, in quanto l’Ufficio fiscale non ha motivato i recuperi che intendeva operare. Infatti, l’art. 22, comma 1, D.Lgs. n. 472 del 18.12.1997 prevede che in base all’avviso di accertamento o al processo verbale di constatazione, l’Ufficio fiscale quando ha fondato timore di perdere la garanzia del proprio credito, può chiedere, con istanza motivata, al Presidente della Commissione Tributaria Provinciale competente l’iscrizione di ipoteca sui beni del contribuente e l’autorizzazione a procedere, a mezzo di ufficiale giudiziario, al sequestro conservativo di tutti i beni, compresa l’azienda. Logicamente, devono ricorrere tassativamente e congiuntamente i due presupposti del fumus boni iuris e del periculum in mora. Nella fattispecie, l’Agenzia delle Entrate di Lecce non solo non ha evidenziato le motivazioni per il recupero fiscale, ma non ha neppure dimostrato la pericolosità del contribuente nel disfarsi dei propri beni. Infatti, La Velialpol S.r.l., difesa dal noto tributarista leccese, ha eccepito sia la genericità dei rilievi fiscali contestati sia la correttezza contabile, fiscale e finanziaria, che non giustificavano affatto l’adozione di misure cautelari che avrebbero compromesso la stabilità della società stessa. Giovanni D’Agata presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, tiene a sottolineare l’importanza della decisione in questione, per lanciare un segnale forte agli uffici fiscali che non devono chiedere misure cautelari invasive, che potrebbero determinare il fallimento delle società, senza prove motivate e documentate, soprattutto in un momento economico di grave crisi come l’attuale dove si deve favorire lo sviluppo delle aziende e non certo determinarne la definitiva cancellazione dal mercato.

martedì 2 luglio 2013

Interessi di mora più cari dal 1° maggio 2013. Sulle cartelle esattoriali ci sarà una calda estate. La pubblica denuncia dello "Sportello dei Diritti"

 
Interessi di mora più cari dal 1° maggio 2013. Sulle cartelle esattoriali ci sarà una calda estate.
La pubblica denuncia dello "Sportello dei Diritti"

Ci dicono che il Fisco sarebbe diventato più "umano" e sensibile ai problemi dei cittadini anche in ragione della crisi economica, ma ci prendono letteralmente "in giro". Perché se da una parte con il cosiddetto decreto "Fare" ci buttano un po' di fumo negli occhi, dall'altra tolgono dalle tasche degli italiani, nel silenzio pressoché generale di una politica bipartisan complice di disparità e diseguaglianze.
Questa volta, in tal senso, lo “Sportello dei Diritti”, spiega il fondatore Giovanni D'Agata, attraverso un articolata disamina da parte degli avvocati tributaristi Maurizio Villani e Idalisa Lamorgese della normativa vigente e dei recenti provvedimenti, denuncia pubblicamente lo scandalo degli interessi moratori applicati in caso di ritardo nel pagamento di imposte, tributi e sanzioni che in un momento di gravissima e profonda crisi economica aumentano per effetto di sciagurate misure, andando così a gravare ancor di più sulle condizioni a dir poco precarie delle famiglie e delle imprese italiane e creano scompensi e diseguaglianze quando a rimborsare, al contrario dev'essere il Fisco. Di seguito, andiamo a spiegare attraverso la dettagliata analisi dei due tributaristi, cosa sta accadendo in materia nel nostro Paese per invocare un intervento immediato del governo volto a perequare tali divergenze e a ridurre gli aggravi a carico dei contribuenti.
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L’art. 1, comma 150, della legge 24 dicembre 2007 n. 244 stabilisce che “Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, emanato ai sensi dell’articolo 13, comma 1, della legge 13 maggio 1999, n. 133, sono stabilite le misure, anche differenziate, degli interessi per il versamento, la riscossione e i rimborsi di ogni tributo, anche in ipotesi diverse da quelle previste dall’articolo 13 del decreto-legge 30 dicembre 1993, n. 557, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1994, n. 133, nei limiti di tre punti percentuali di differenza rispetto al tasso di interesse fissato ai sensi dell’articolo 1284 del codice civile, salva la determinazione degli interessi di mora ai sensi dell’articolo 30 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e successive modificazioni”.
L’articolo 30 del citato D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 stabilisce che: “Decorso inutilmente il termine previsto dall’articolo 25, comma 2, sulle somme iscritte a ruolo, escluse le sanzioni pecuniarie tributarie e gli interessi, si applicano, a partire dalla data della notifica della cartella e fino alla data del pagamento, gli interessi di mora al tasso determinato annualmente con decreto del Ministro delle Finanze con riguardo alla media dei tassi bancari attivi”.
Premesso ciò, per la prima volta, dopo tre anni, con provvedimento del direttore dell’Agenzia dell’Entrate del 4 marzo scorso emesso - appunto - ai sensi e per gli effetti dell’articolo 30 del D.P.R.  29 settembre 1973, n. 602 gli interessi di mora (quelli dovuti dal debitore per il ritardo nel pagamento) tornano a salire e in un momento in cui è particolarmente difficile per cittadini e imprese onorare gli impegni assunti, sia per effetto della congiuntura economica sfavorevole ma anche a causa della contrazione del canale di accesso al capitale di credito erogato da banche e istituti finanziari, tale previsione non può certamente accogliersi con favore.
Di conseguenza, a far data dal 1° maggio 2013 il nuovo tasso su base annua è salito dal 4,5504% al 5,2233% e, pertanto, pagare in ritardo una cartella esattoriale (dopo il 61° giorno dalla data di notifica della cartella di pagamento) costerà di più.
In sostanza, se il debitore non provvede al pagamento dell’importo dovuto nel termine di 60 giorni, scattano oltre agli interessi di mora maturati giornalmente dalla data di notifica sulle somme iscritte a ruolo, anche eventuali spese connesse al mancato o ritardato pagamento.
Nelle “motivazioni” del provvedimento ministeriale si legge testualmente che: “…..Considerato che, come detto, l’art. 30 prevede una determinazione annuale del tasso di interesse in questione, è stata interessata la Banca d’Italia che, con nota dell’8 febbraio 2013, ha stimato al 5,2233% la media dei tassi bancari attivi con riferimento al periodo 1.1.2012 – 31.12.2012. Il presente provvedimento fissa, dunque, con effetto dal 1° maggio 2013, al 5,2233% in ragione annuale, la misura del tasso di interesse da applicare nelle ipotesi di ritardato pagamento delle somme iscritte a ruolo, di cui all’articolo 30 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602.”
A tal proposito non si può trascurare di sottolineare che nel tempo vari decreti ministeriali si sono succeduti modificando, di volta in volta, l’ammontare dei tassi di interesse applicabili, ma ancora non si è risolto il problema della disparità di trattamento sull’applicazione degli interessi. Infatti, continuiamo a chiederci in base a quale criterio e a quale norma di legge vi sia una differenza tra gli interessi spettanti all’Amministrazione Finanziaria e gli interessi che si applicano ai rimborsi in favore del contribuente.
Infatti - come noto - sulle somme dovute dai cittadini contribuenti o dall’Amministrazione Finanziaria maturano ovviamente degli interessi a favore dell’una o dell’altra parte a seconda delle diverse situazioni.
Orbene, l’ammontare dei tassi di interesse sono stabiliti dalla legge o dai decreti ministeriali in misura assai differente a seconda che creditore della somma su cui tali interessi si applicano sia il contribuente o l’Amministrazione Finanziaria.
Al contrario, è giusto dire che tale disparità non esiste in materia di tributi locali in quanto vi è una disposizione di legge che espressamente fissa l’ammontare degli interessi sui ritardati versamenti e quelli sui ritardati rimborsi nella stessa misura. In particolare, l’accertamento dei tributi locali è disciplinato dalla Legge 27 dicembre 2006 n. 296, che ne ha uniformato la disciplina. Per quel che qui interessa, giova porre l’attenzione sull’articolo 1, comma 165, che regolamenta la materia degli interessi applicabili ai tributi locali, stabilendo che i relativi tassi siano uguali per le ipotesi di versamento in ritardo dell’imposta da parte del contribuente e per le ipotesi di ritardati rimborsi nei confronti dei contribuenti. Infatti, l’art. 1, comma 165, suddetto stabilisce testualmente dispone che: “La misura annua degli interessi è determinata, da ciascun ente impositore, nei limiti di tre punti percentuali di differenza rispetto al tasso di interesse legale. Gli interessi sono calcolati con maturazione giorno per giorno con decorrenza dal giorno in cui sono divenuti esigibili. Interessi nella stessa misura spettano al contribuente per le somme ad esso dovute a decorrere dalla data dell’eseguito versamento”.
Esaminiamo adesso, riprendendo anche un nostro elaborato di poco tempo fa, come tale disparità di trattamento emerga in maniera rilevante soprattutto in materia di imposte sul reddito, di imposta sul valore aggiunto e di imposta di registro.
Imposte sul reddito.
Per i ritardati versamenti il contribuente dovrà pagare:
a)      gli interessi sulle somme accertate.
L’articolo 20 del D.P.R. 29 settembre 1973 n. 602,  stabilisce che: “Sulle imposte o sulle maggiori imposte dovute in base alla liquidazione ed al controllo formale della dichiarazione od all’accertamento d’ufficio si applicano, a partire dal giorno successivo a quello di scadenza del pagamento e fino alla data di consegna al concessionario dei ruoli nei quali tali imposte sono iscritte, gli interessi al tasso del 4 per cento annuo”.
b)     gli interessi per dilazione del pagamento.
L’articolo 21 del D.P.R. 29 settembre 1973 n. 602, stabilisce che: “Sulle somme il cui pagamento è stato rateizzato o sospeso ai sensi dell’articolo 19, comma 1, si applicano gli interessi al tasso del 4,5 per cento annuo”.
c)      gli interessi di mora per ritardo nel pagamento delle somme iscritte a ruolo.
L’articolo 30 del D.P.R 29 settembre 1973 n. 602, stabilisce che: “Decorso inutilmente il termine previsto dall’art. 25, comma 2, sulle somme iscritte a ruolo si applicano, a partire dalla data della notifica della cartella di pagamento e fino alla data del pagamento, gli interessi di mora al tasso determinato annualmente con decreto del Ministro delle Finanze con riguardo alla media dei tassi bancari attivi”. (Interessi che - come detto - a partire dal 1° maggio 2013 ammontano al 5,2233%).
Nei casi di ritardati rimborsi da parte dell’Amministrazione Finanziaria di somme indebitamente versate dal contribuente, l’articolo 1, comma 1, del D. M. 21 maggio 2009 stabilisce che: “ Gli interessi per ritardato rimborso di imposte pagate e per rimborsi eseguiti mediante procedura automatizzata, previsti dagli articoli 44 e 44-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, sono dovuti nella misura del 2 per cento annuo e dell’1 per cento semestrale, a decorrere dal 1° gennaio 2010”.
Iva.
In materia di Iva (Imposta sul Valore Aggiunto) si rileva una genericità delle disposizioni riguardanti gli interessi applicabili ai ritardati versamenti dell’imposta, a seguito dell’abrogazione, avvenuta ai sensi dell’articolo 37, comma 1, del D. Lgs. 26 febbraio 1999, n. 46 del comma 3 dell’articolo 60 del D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 633 il quale stabiliva che: “Sulle somme dovute a norma dei precedenti commi si applicano gli interessi calcolati al saggio indicato nell’art. 38-bis, con decorrenza dal sessantesimo giorno successivo alla scadenza del termine del 5 marzo dell’anno solare cui si riferisce l’accertamento o la rettifica.”
Pertanto, al ritardato pagamento delle somme dovute dal contribuente si applicava sino al 1999 il tasso di interesse nella stessa misura stabilita per i ritardati rimborsi Iva da parte dell’amministrazione finanziaria, disciplinati appunto dall’art. 38-bis del D.P.R. 633/1972.
Per quanto concerne gli interessi applicabili sulle somme accertate, l’art. 3-bis del D. Lgs. 18 dicembre 1997 n. 462, introdotto dalla  legge n. 244 del 24 dicembre 2007, disciplina la rateazione delle somme dovute a seguito di liquidazione automatica, fissando il relativo tasso di interessi applicabile al 3,5 per cento annuo. Infatti, l’articolo sopra citato al comma 3 stabilisce che: “L’importo della prima rata deve essere versato entro il termine di trenta giorni dal ricevimento della comunicazione. Sull’importo delle rate successive sono dovuti gli interessi al tasso del 3,5 per cento annuo, calcolati dal primo giorno del secondo mese successivo a quello di elaborazione della comunicazione. Le rate trimestrali nella quali il pagamento è dilazionato scadono l’ultimo giorno di ciascun trimestre”.
Venendo alla disciplina degli interessi applicabili sui rimborsi in materia di Iva, gli articoli cui fare riferimento sono gli artt. 38-bis, 38-bis1, 38-bis2 e 38-ter del D.P.R. 633/1972.
La misura dell’interesse annuo di cui all’art. 38-bis sopra citato è stata, poi, rideterminata dall’articolo 1, comma 2, del D. M. 21 maggio 2009 con effetto a decorrere dal 1° gennaio 2010. Infatti, l’articolo 1, comma 2, del D. M. 21 maggio 2009 così recita: “Gli interessi per i rimborsi in materia di imposta sul valore aggiunto, previsti dagli articoli 38-bis e 38-ter del D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 633, sono dovuti nella misura del 2 per cento annuo, a decorrere dall’1 gennaio 2010”.
Imposta di registro.
In materia di imposta di registro, rileva, ai fini della nostra analisi, il comma 4 dell’articolo 55 del D.P.R. 26 aprile 1986 n. 131.
Il suddetto articolo disciplina in particolare la riscossione dell’imposta successivamente alla registrazione e stabilisce che: “Il pagamento dell’imposta complementare, dovuta in base all’accertamento del valore imponibile o alla presentazione di una delle denunce previste dall’articolo 19, deve essere eseguito entro sessanta giorni da quello in cui è avvenuta la notifica della relativa liquidazione.
Il pagamento delle imposte suppletive deve essere eseguito entro sessanta giorni da quello in cui è avvenuta la notifica della relativa liquidazione.
Il pagamento delle imposte e delle sanzioni amministrative eseguito successivamente alla registrazione deve risultare da apposita quietanza indicante gli estremi di registrazione dell’atto e le generalità del soggetto che ha eseguito il pagamento.
Per gli interessi di mora si applicano le disposizioni delle leggi 26 gennaio 1961, n. 29, 28 marzo 1962, n. 147 e 18 aprile 1978, n. 130”.
Come evidenziato, l’articolo 55 del D.P.R. 26 aprile 1986 n. 131 al comma 4 richiama, per l’applicazione degli interessi di mora, la legge del 26 gennaio 1961, n. 29 che stabilisce quanto segue.
Art. 1 “Sulle somme dovute all’Erario per tasse e imposte indirette sugli affari si applicano gli interessi moratori nella misura semestrale dell’1,375 per cento da computarsi per ogni semestre compiuto”.
Art. 2 “Gli interessi si computano a decorrere dal giorno in cui il tributo è divenuto esigibile ai sensi delle vigenti disposizioni”.
Art. 3 “In caso di omissione di formalità o di omessa autotassazione, o di insufficiente o mancata denuncia, gli interessi si computano dal giorno in cui la tassa o l’imposta sarebbe stata dovuta se la formalità fosse stata eseguita o l’autotassazione effettuata o la denuncia presentata in forma completa e fedele”.
Art. 4 “Gli interessi sono dovuti indipendentemente dall’applicazione di ogni penalità o sopratassa prevista dalle singole leggi tributarie”.
Art. 5 “Sulle somme pagate per tasse e imposte indirette sugli affari e ritenute non dovute a seguito di provvedimento in sede amministrativa o giudiziaria spettano al contribuente gli interessi di mora nella misura di cui al precedente art. 1 a decorrere dalla data della domanda di rimborso”.
In realtà, come già detto, anche con riferimento a questa fattispecie, il D. M. 21 maggio 2009 ha modificato la misura del tasso di interesse sia per quanto concerne il ritardato pagamento da parte del contribuente sia per quanto concerne il ritardato rimborso da parte dell’Amministrazione Finanziaria.
Infatti, con riferimento al ritardato pagamento da parte del contribuente, l’articolo 6, comma 2, lett. b, del D. M. 21 maggio 2009 stabilisce che: “A decorrere dal 1° gennaio 2010 sono stabiliti al tasso del 3,5 per cento annuo gli interessi relativi alle somme dovute a seguito di pagamento dell’imposta di registro, di donazione, ipotecaria e catastale entro i termini previsti dagli articoli 54, comma 5, e 55, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131”.
Mentre, con riferimento ai rimborsi da parte dell’Amministrazione Finanziaria, l’articolo 1, comma 4, del D. M. 21 maggio 2009 dispone che: “Gli interessi per i rimborsi delle somme non dovute per tasse e imposte indirette sugli affari, previsti dagli articoli 1 e 5 della legge 26 gennaio 1961, n. 29 sono dovuti nella misura dell’1 per cento per ogni semestre compiuto, a decorrere dal 1° gennaio 2010”.
Da quanto chiarito si evince, dunque, e si ribadisce, che ancora una volta le posizioni del Fisco e del contribuente non sono su un piano di parità.
Perché il Fisco quando rimborsa applica interessi inferiori rispetto a quanto richiede dal contribuente in caso di accertamento o iscrizione a ruolo?
Ci sono gli estremi di una illegittimità costituzionale, in violazione del principio di uguaglianza di cui all’articolo 3 della Costituzione. Il pagamento degli interessi di mora deve avvenire nella stessa misura e non può essere diverso a seconda che creditore di tali somme sia l’Amministrazione Finanziaria o il contribuente.
È quindi auspicabile un intervento del Legislatore, che sani questa illegittima disparità di trattamento tra il fisco ed il cittadino-contribuente, che riveda alcuni aspetti della riscossione dei tributi, introducendo elementi di flessibilità che consentano di contemperare la tutela degli interessi erariali con quella, altrettanto fondamentale, di preservare la sopravvivenza economica delle famiglie e delle imprese colpite dalla crisi.