domenica 28 aprile 2013

Bovino senza corna

COMUNICATO STAMPA

Team di scienziati crea il primo bovino senza corna per ridurre il rischio di lesioni per gli agricoltori e altri animali. La mucca geneticamente modificata sarà sempre la stessa come gli altri animali meno le corna. I ricercatori hanno utilizzato una sofisticata tecnica gene-modifica per aggiungere un DNA extra-cromosomale.

Gli scienziati stanno alterando geneticamente i bovini eliminando le corna nel tentativo di renderli più sicuri. La mucca da latte geneticamente modificata sarà identica in ogni modo agli altri animali, ma senza le corna, per ridurre il rischio di lesioni per gli agricoltori, gli escursionisti e gli altri animali.Gli scienziati hanno utilizzato tecniche di modifica del gene per inserire un DNA extra-cromosomale che è conosciuto per fermare la crescita del corno in altri razze di bestiame. L'idea si basa su di una ricerca scozzese che permette agli scienziati di fare precise modifiche al DNA.
Gli scienziati dell'Istituto Roslin di Edimburgo stanno lavorando con Scott Fahrenkrug, professore di genetica presso l'Università del Minnesota, che sta cercando di creare le mucche senza corna utilizzando questa tecnica.
In un’intervista al Sunday Times il professore Fahrenkrug ha dichiarato: “ abbiamo già creato milioni di cellule modificate. Entro le prossime settimane useremo la tecnica di clonazione per girare alcune di quelle cellule nei 40 embrioni impiantandole in femmine di una mandria nel Midwest in America,”. “La creazione di vacche da latte senza corno farebbe diminuire la sofferenza degli animali, proteggendo le persone e tagliando i costi”.
Giovanni D'Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, evidenzia la controversa e avanzata tecnica della genetica e della ricerca scientifica per scopi che sconfinano nell'etica e nel buon senso.
Siamo contrari alla ricerca scientifica eseguita in questo modo, poiché crediamo ci sia sempre una volontà deliberata di sostituirsi al Creatore e modificare il delicato equilibrio biologico degli esseri viventi. Non sempre modificando i geni si ottengono i risultati sperati, soprattutto a lungo termine non possiamo sapere che tipo di implicazioni tutto questo potrà avere. La selezione di caratteristiche genetiche da parte dell'uomo darebbe il via alla creazione di una razza "superiore", omologata e conformata a regole di estetica e di selezione, non consone alla decisione dell'uomo.

venerdì 26 aprile 2013

Presunta combine nel derby Bari - Lecce del 2011. Lo "Sportello dei Diritti" pronto a costituirsi parte civile nell'udienza del 9 maggio

COMUNICATO STAMPA

Presunta combine nel derby Bari – Lecce del 2011. Lo “Sportello dei Diritti” pronto a costituirsi parte civile come associazione e anche per gli abbonati e gli scommettitori nell’udienza del 9 maggio

Dopo quel derby per i tifosi del Lecce e del Bari, ma per tutti gli amanti del calcio e dello sport in generale, una partita di pallone non è più la stessa. Se il processo dovesse accertare delle responsabilità penali a carico degli imputati, infatti, a chi crede ancora nello spirito che dovrebbe essere sempre insito nello sport e nella lealtà delle competizioni, quello sarà un punto di non ritorno, anche perché le due città capoluoghi di provincia pugliesi sono già state abbondantemente scosse dai dettagli emersi a seguito dei procedimenti sportivi arrivati impietosi e rapidi come soventemente accade. Perché, non lo abbiamo detto noi: tutto si, ma non il derby.
Ma adesso tocca alla Giustizia della Repubblica, quando il 9 maggio avrà inizio il processo per frode sportiva presso il Tribunale di Bari su quella partita Bari – Lecce del 15 maggio 2011 del campionato della massima serie.
Gli avvenimenti sono balzati alle cronache, infatti, per una presunta combine che a seguito di indagini condotte dal Procuratore Capo di Bari Antonio Laudati e dal PM Ciro Angelillis, oggi vede imputati Pierandrea Semeraro, in qualità di presidente dell’US Lecce all’epoca dei fatti, l’imprenditore leccese Carlo Quarta ed il barese Marcello Di Lorenzo.
Alla luce di questo nuovo capitolo di un vero e proprio incubo per i tifosi, sportivi e scommettitori, lo “Sportello dei Diritti” che da anni si batte per la trasparenza e la correttezza del mondo dello sport, con numerosi interventi nel settore, si costituirà parte civile per garantire adeguata rappresentanza alla necessaria tutela dei supremi valori che dovrebbero essere permanentemente insiti in ogni competizione sportiva, come tiene a sottolineare il presidente e fondatore Giovanni D’Agata.
A rappresentare l’associazione, gli avvocati Francesco Toto e Francesco D’Agata, già impegnati nelle difese di consumatori ed utenti a partire dal processo per i “piccoli azionisti Alitalia”, ai quali si potranno rivolgere anche gli abbonati, i tifosi e gli scommettitori che si sentono lesi dagli accadimenti e che potranno contattare l’associazione agli indirizzi email: info@sportellodeidiritti.org e dagatagiovanni@virgilio.it o ai numeri 3208496515 e 0832520457.

"Fish pedicure e manicure" allerta dalla Francia. In Italia ancora silenzio

COMUNICATO STAMPA

"Fish pedicure e manicure" allerta dalla Francia. La tecnica estetica con i pesci che rosicchiano la pelle oggetto di avvertimento da parte dell’Agenzia per la sicurezza della salute francese (ANSES). In Italia ancora silenzio

È una vera e propria moda che sta esplodendo a livello mondiale dopo essere partita dalla Turchia già meta di “pellegrinaggi” estetici per avere piedi, mani e più in generale la pelle liscia come la seta. Si tratta del trattamento estetico noto come “Fish Pedicure” e manicure che consiste nel mettere a mollo in acqua a 30 °C circa, piedi ma anche mani o persino tutto il corpo, mentre una moltitudine di "pesciolini dottore" del tipo "Garra Rufa", rosicchia la superficie della cute liberandola dalle parti morte e dalle escrescenze.
Per la verità la tecnica viene utilizzata anche per rilassarsi in quanto già il semplice contatto con i Garra Rufa produrrebbe un effetto distensivo globale, ma anche perché i loro delicati e simultanei sfioramenti favoriscono la circolazione sanguigna, liberando i pori ostruiti.
Peraltro, questi pesciolini nel rimuovere la pelle secca, rilascerebbero contemporaneamente uno speciale enzima, il "Dithranol", che agisce rapidamente sulla rigenerazione cutanea, favorendo una rapida rinascita della pelle molto più soffice, liscia e vellutata.
Mentre tale pratica veniva ritenuta pressoché innocua anche se numerosi stati federali degli USA (14 per la precisione) l’avevano già vietata per implicazioni di natura igienica in quanto l’acqua delle vasche se non cambiata in continuazione poteva essere fonte di trasmissione di batteri e virus tra un trattamento e l’altro specie se aveva determinato sanguinazione al paziente, proprio mercoledì scorso in Francia, l’ANSES (agenzia nazionale per la sicurezza alimentare, ambientale e del lavoro), ha lanciato un avvertimento circa i rischi della pratica estetica in questione, che testualmente "raccomanda la stretta supervisione della pratica per evitare il rischio di infezione".
Ciò anche perché è impossibile miscelare un disinfettante nelle vasche di acqua perché avrebbe ucciso i pesciolini.
Ed inoltre, "alcuni utenti (diabetici, immunodepressi, gli utenti con lesioni cutanee ai piedi) sono soggetti della popolazione sensibili a un maggior rischio di infezione", ha aggiunto. Peraltro, la "fish pedicure" può anche essere attrattiva per "persone con un ispessimento della pelle, che può essere portatrice di funghi, aumentando così da un lato, il rischio di contaminazione dell'acqua e d'altra parte, una maggiore suscettibilità alle infezioni".
L'Agenzia conclude che esiste un potenziale rischio di trasmissione di agenti patogeni, ma a causa della mancanza di dati, non è attualmente possibile quantificare questo rischio. Si raccomanda pertanto l'acquisizione dei dati per caratterizzare più accuratamente il rischio per la salute e individuare casi di infezione. L’ente francese ha, peraltro, sostenuto la necessità di un quadro normativo adeguato per la pratica del "fish pedicure".
In Italia, invece, nessuna informazione hanno diffuso le istituzioni sanitarie circa i potenziali rischi di questa pratica che si sta diffondendo anche nel Nostro Paese pressoché senza alcun controllo, mentre sino a qualche anno fa i nostri connazionali viaggiavano sino alla Turchia per provare tale tecnica. È giunto, quindi, il momento, rileva Giovanni D’Agata, fondatore e presidente dello “Sportello dei Diritti” che le nostre autorità nazionali a tutela della salute interrompano il silenzio in materia per diffondere delle linee guida obbligatorie per tutti i centri estetici che offrono questo procedimento estetico.

giovedì 25 aprile 2013

Nulla la cartella esattoriale erroneamente notificata con semplice affissione al portone di un edificio invece che alla porta di abitazione

COMUNICATO STAMPA

Equitalia e Agenzia delle Entrate affossate. Nulla la cartella esattoriale erroneamente notificata con semplice affissione al portone di un edificio invece che alla porta di abitazione. Importante sentenza della Commissione Tributaria Regionale di Bari Sezione Staccata di Lecce.

E a dir poco interessante la sentenza 77/22/13 nella causa avente registro generale n. 3834/11 della Commissione Tributaria Regionale di Bari, Sezione Staccata di Lecce, depositata il 22 aprile scorso con la quale, anche in appello, è stata annullata una cartella esattoriale di Equitalia erroneamente notificata con semplice affissione al portone di un edificio invece che alla porta di abitazione.
Nel caso di specie, la contribuente signora V. F. difesa dall’avv. Maurizio Villani aveva proposto ricorso tributario sia avverso il silenzio rifiuto formatosi su una propria istanza di autotutela nella quale aveva lamentato l’inesistenza della notifica di avvisi di accertamento per un totale della non indifferente somma di 314.949,67 euro, per violazione dell’articolo 140 del codice di procedura civile in quanto il messo notificatore aveva provveduto alla notifica degli avvisi ricorrendo alla procedura prevista dal suddetto articolo, ma limitandosi ad affiggere l’avviso di deposito, in busta sigillata, sul portone esterno dell’edificio ove risiedeva la contribuente e non sulla porta dell’abitazione come prevede la disciplina, nonché avverso la successiva cartella esattoriale notificata dall’agente della riscossione per mancanza degli atti presupposti (i citati avvisi di accertamento).
I giudici della Commissione Tributaria provinciale di Lecce avevano dato ragione in prima istanza alle doglianze della contribuente, mentre l’Agenzia dell’Entrate - Direzione Provinciale di Lecce proponeva appello avverso tale decisione.
I giudici dell’appello investiti della questione hanno rigettato il ricorso dell’Amministrazione Finanziaria ritenendo la “pretesa fiscale azionata con la cartella impugnata…illegittima,… poiché dalla documentazione in atti non risultano correttamente esperite le formalità di notifica degli avvisi di accertamento”.
Nel dettaglio, la corte di secondo grado, sulla scia di un precedente della Corte di Cassazione (n. 4812/98), ha rilevato che “l’affissione dell’avviso di deposito sarebbe dovuto avvenire sulla porta dell’abitazione e non sul portone d’ingresso condominiale”. Ma v’è di più: “il venir meno anche di un solo adempimento fra quelli indicati dall’articolo 140 c.p.c. conduce alla conseguenza della nullità della notifica”.
Per Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, la sentenza in questione è importante per far comprendere, ancora una volta, che la notifica degli atti tributari deve essere fatta in modo corretto, altrimenti il ruolo può essere annullato totalmente come nel caso di specie.


domenica 21 aprile 2013

Si reclutano anoressiche fuori dall'ospedale

COMUNICATO STAMPA

Anoressia: si fermi il reclutamento delle modelle fuori dall’ospedale per anoressiche. Delegati di un'agenzia di modelle si sono appostati fuori dal Centro di Stoccolma per i disturbi alimentari a cercare ragazze anoressiche

La macchina della moda non si è fermata neppure davanti ad un ospedale in cui vengono ricoverate persone che hanno problemi di alimentazione. La denuncia proviene dalla direttrice della clinica, Anna-Maria af Sandeberg. Secondo quanto riporta l'agenzia di stampa svedese TT, incaricati di un'agenzia di modelle si sono piazzati all'esterno dell'edificio del Centro di Stoccolma per i disturbi alimentari e hanno aspettato che le ragazze uscissero per la loro quotidiana passeggiata per scoprire tra le giovani anoressiche che vi sono curate, quelle più adatte a calcare le passerelle.
La direttrice ha spiegato che tra i 1700 pazienti dell'ospedale, il più grande di tutto il paese per la cura dell'anoressia, vi sono persone molto malate, alcune delle quali costrette in sedia a rotelle.
Il caso delle modelle troppo magre è da tempo discusso nel mondo della moda e della pubblicità, a tal punto da spingere lo stato di Israele, primo al mondo, a varare recentemente una legge che proibisce di sfilare alle modelle troppo magre. In una recente indagine in Italia, è emerso che i ben il 20% delle ragazzine tra gli 11 e i 17 anni soffre di disturbi alimentari. Non esiste lo stesso problema per i ragazzi. Il dato peggiora con l’età: dopo i 17 anni ne sono coinvolte il 30% delle giovani.
Per Giovanni D'Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, è un episodio ripugnante e contrario all'etica. Il problema dell'anoressia appare sempre più drammatico, in una società che propone modelli e immagini pubblicitarie che inneggiano ad un concetto di forma fisica spesso distorto, che induce milioni di ragazzi e ragazze a dichiarare guerra al cibo. Viene molto spesso ricondotto dagli esperti ad una causa unica individuabile determinata dagli stilisti e le loro modelle, indicati molte volte come i principali responsabili di un problema che magari ha forse anche altre origini, ben più complesse e gravi. In mancanza di un codice etico in Italia che regolamenta la materia, lo “Sportello dei Diritti” sollecita all’industria della moda ad approvare un regolamento in cui vengono imposte alcune regole nel settore che spazzino via definitivamente agenzie come quella che è andata a cercare ragazze grissino fuori da un ospedale.

sabato 20 aprile 2013

Diritti civili: Corte di Strasburgo, stop alla schedatura degli innocenti

COMUNICATO STAMPA

Diritti civili: Corte di Strasburgo, stop alla schedatura degli innocenti. Detenere le impronte digitali di una persona non condannata viola il diritto alla privacy. Il fatto: un cittadino francese assolto perché innocente chiese alle autorità di rimuovere i suoi dati sensibili dall’archivio telematico nazionale

Detenere le impronte digitali di una persona non condannata per un reato viola il suo diritto al rispetto della vita privata. Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti dell’uomo con una sentenza di condanna emessa il 18 u.s. nei confronti della Francia, che teoricamente può essere applicata a tutti i 47 Paesi che aderiscono al Consiglio d’Europa e quindi anche all’Italia.
Il caso riguarda un cittadino francese oggetto di due diverse indagini sul furto di libri a cui sono state prelevate le impronte digitali nel 2004 e poi nel 2005. La prima indagine si è conclusa con un'assoluzione, la seconda con un non luogo a procedere. Quando l’uomo ha chiesto alle autorità di rimuovere le sue impronte digitali dal database nazionale, queste hanno acconsentito solo per quelle prelevate nel 2004.
Motivazioni che hanno indotto Giovanni D'Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, a ripetere un fermo e chiaro invito alla moderazione nell'uso di questi strumenti, in quanto è troppo invasivo della sfera personale e della libertà individuale. Ciò per evitare gravi ripercussioni per i diritti individuali in caso di violazione delle misure di sicurezza, di accessi di persone non autorizzate o comunque di abuso delle informazioni memorizzate. La tecnica delle impronte digitali, inoltre, non solo non è sicura ma, sfidata com'è anche dalle tecnologie della falsificazione, diviene pericolosa, rendendo possibile la disseminazione delle impronte all'insaputa dell'interessato, in occasioni e luoghi che questi non ha mai frequentato. Senza contare, inoltre, che solo nelle apparenze le impronte digitali possono essere definite uno strumento neutrale. Hanno un forte valore simbolico: chi le raccoglie sembra quasi che si impadronisca del corpo altrui.

venerdì 19 aprile 2013

Italia Oggi: Mef, ritorna il fondo di solidarietà per i mutui

Mef, ritorna il fondo di solidarietà per i mutui

Dal 27 aprile prossimo torna operativo il Fondo di Solidarietà per i mutui prima casa del Mef che consente la sospensione, fino a 18 mesi, del pagamen...

Fonte: http://www.italiaoggi.it/news/dettaglio_news.asp?id=201304181726052742&chkAgenzie=ITALIAOGGI

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giovedì 18 aprile 2013

Rc auto: stop al "decreto ammazza risarcimenti". Uno scandalo tutto italiano

COMUNICATO STAMPA

Vergogna! Il Ministero della Salute sul “decreto ammazza risarcimenti” in sintonia con le compagnie assicurative vuole abbattere il valore dei risarcimenti dei danneggiati e vittime della strada rispetto alle Tabelle di Milano. Lo “Sportello dei Diritti” con l’AIFVS (Associazione Familiari Vittime della Strada) che ha dichiarato di respingere i tentativi di mediazione al ribasso e che sostiene i diritti delle vittime. Non tollereremo l’ennesimo favore alla lobby delle compagnie. Uno scandalo che denunceremo in ogni sede!

Continua la battaglia contro il decreto soprannominato, a ragione, “ammazza risarcimenti” che vuole abbattere sino al 60 % il valore delle liquidazioni in favore dei danneggiati e vittime della strada rispetto alla più equa Tabella del Tribunale di Milano, ormai generalmente riconosciuta dalla giurisprudenza a tutti i livelli come la più giusta e corretta per garantire un degno ristoro a seguito dei danni biologici e più genericamente non patrimoniali subiti a seguito di sinistri stradali.
L’inciucio è servito, come si evince dal comunicato dell’AIFVS (Associazione Familiari Vittime della Strada) che riportiamo integralmente, perché siamo increduli nel riportare quanto accaduto presso il Ministero della Salute che dovrebbe tutelare i diritti dei cittadini e delle vittime degli incidenti stradali, mentre pare si sia letteralmente schierato a favore della potente lobby delle compagnie assicurative, degnamente rappresentata da codesto governo in prorogatio, per un abbattimento dei risarcimenti e quindi per un’umiliazione di quei diritti sacrosanti che la giurisprudenza nel corso degli anni ha riconosciuto in ragione di superiori valori costituzionalmente garantiti.
“Oggi una delegazione di esperti dell’Associazione Familiari Vittime della Strada, guidata dalla Presidente Giuseppa Cassaniti Mastrojeni, è stata ricevuta al Ministero della Salute sulla questione del decreto ammazza risarcimemti.
Ha partecipato alla riunione anche una delegazione dell’ANIA.
Gli esponenti del Ministero hanno manifestato sin dall’inizio una sintonia con le posizioni assicurative, richiamando una presunta correlazione tra risarcimenti e premi e tentando una ingiustificata mediazione al ribasso sui diritti fondamentali delle Vittime.
Inoltre, il Ministero non ha voluto prendere atto che il decreto è superato dalla giurisprudenza e dagli atti parlamentari, sostenendo di fatto una prassi risarcitoria del tutto inadeguata.
Nonostante ripetute richieste di chiarimento, il Ministero non ha fornito alcuna indicazione sul percorso futuro del decreto ammazza risarcimenti
L’Associazione ha fornito ampia documentazione scritta a motivazione delle sue contestazioni alla tabella, insieme alla mozione presentata dall’On. Boccuzzi lo scorso 16 aprile”.
Lo “Sportello dei Diritti”, nella persona del fondatore Giovanni D'Agata, si unisce al grido d’allarme e alla posizione dell’AIFVS che ha comunicato che “non intende avallare un simile tentativo riduzionista e si appellerà al Presidente della Repubblica, ai Presidenti di Camera e Senato per impedire un ulteriore danno alle Vittime”.

mercoledì 17 aprile 2013

Boom di malattie sessuali

COMUNICATO STAMPA

Boom di malattie sessuali. Aumentano notevolmente i casi di infezione da clamidia. Il gruppo più colpito è costituito da giovani donne tra i 15 ei 25 anni. Colpa spesso dell'imprudenza dei ragazzi, ancora poco attenti ai rapporti protetti. Le Malattie Sessualmente Trasmesse sono un’emergenza di cui si può e si deve parlare

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, l’infezione da Chlamydia trachomatis (Ct) è l’infezione batterica sessualmente trasmessa più comune tra le donne ed è in continua crescita. Con 54 milioni di nuovi casi l’anno in tutto il mondo in alcune nazioni come la Gran Bretagna sono un vero e proprio serbatoio. Le donne appaiono più suscettibili degli uomini all’infezione da Ct per fattori anatomici (come per esempio la maggiore estensione dell’area genitale e l’ectopia ghiandolare) e sono maggiormente esposte alle sue complicanze perché nella donna l’infezione è più spesso asintomatica. In particolare, l’infezione da Ct è più diffusa tra le donne giovani (tra 15 e 25 anni), che più facilmente possono andare incontro a gravi complicanze, quali la malattia infiammatoria pelvica (Mip) e l’infertilità. Tuttavia, l'infezione non è limitata in particolare a un gruppo a rischio sia uomini che donne.
In Italia, non sono disponibili dati sulla diffusione nazionale dell’infezione da Ct, perché questa non è una patologia a notifica obbligatoria. Tuttavia i dati del sistema di sorveglianza sentinella delle infezioni sessualmente trasmesse (Ist) basato su laboratori di microbiologia indicano una prevalenza di Ct pari al 2,3%. Più di un terzo (36,0%) delle donne positive a Ct non presentava sintomi genito-urinari al momento del prelievo del campione, quota che saliva al 56,0% tra le donne gravide. In particolare, la prevalenza di Ct è risultata significativamente più elevata nelle donne con due o più partner negli ultimi sei mesi (11,1%), nelle giovani (15-24 anni) (6,8%), in quelle che avevano utilizzato la pillola negli ultimi sei mesi (4,6%) e nelle straniere (2,8%). Tuttavia non è dato stabilire il numero di casi non diagnosticati che potrebbero fare aumentare sensibilmente la percentuale degli infetti. A conferma le preoccupazioni dell'Associazione microbiologi clinici che ha segnalato il rischio nei prossimi anni della crescita in maniera esponenziale del numero delle malattie sessuali. Nel nostro paese, comunque, le più diffuse sono i condilomi (33,0%), mentre si registra un calo di gonorrea e sifilide.
Per Giovanni D'Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, oggi, le Malattie Sessualmente Trasmesse sono un’emergenza di cui si può e si deve parlare. Molti sanno che esistono, ma pochi le conoscono davvero e forse non tutti sanno che sono malattie infettive causate da batteri, virus, funghi o parassiti. Fondamentale, è la prevenzione che si attua attraverso il rispetto di alcune norme igieniche e comportamentali mentre la diagnosi precoce resta l’unica soluzione per favorire la riuscita delle terapie.

venerdì 12 aprile 2013

3,39 milioni di auto giapponesi richiamate per l'airbag

COMUNICATO STAMPA

3,39 milioni di auto giapponesi richiamate per l'airbag. La misura riguarda anche automobili vendute in Italia

3,39 milioni di veicoli prodotti da Toyota, Nissan, Honda e Mazda, saranno richiamati nel mondo a causa di problemi riscontrati agli airbag. La misura riguarda anche automobili vendute in Italia. Secondo quanto comunicato dal ministero del Trasporti di Tokyo, i veicoli in questione sono stati assemblati tra il 2000 e il 2004.Per Toyota si tratta di 10 mila vetture, soprattutto i modelli Yaris, Avensis e Corolla. Si tratta di modelli risalenti al periodo 2000-2003. In particolare Toyota si è fatta carico di contattare ogni singolo cliente, non appena le informazioni di un difetto all'airbag dovessero confermarsi. L’avaria nei casi peggiori consiste in caso di incidente nella non apertura dell'airbag del passeggero che rischia di non gonfiarsi. Sino ad oggi non vi sono notizie di feriti o morti in relazione al difetto scoperto.
Per quanto attiene a Nissan, le automobili coinvolte dovrebbero essere 2241. Oggetto dell’anomalia l'airbag del passeggero nei modelli X-trail, Patrol, Pathfinder e Navara prodotti tra il 2000 e il 2004. Per ragioni di sicurezza Giovanni D'Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, rilancia l’appello e le raccomandazioni delle case automobilistiche interessate fatte ai clienti che sono invitati a portare le rispettive vetture in garage. Gli airbag in questione sono stati realizzati dall'azienda giapponese Takata.

mercoledì 10 aprile 2013

Il rischio per le bottiglie in policarbonato

COMUNICATO STAMPA

Francia: nuovo ammonimento contro il bisfenolo A dalla ANSES. Sotto la lente d’ingrandimento bottiglie per l’acqua in policarbonato e scontrini

In Italia continua a parlarsene poco, mentre nel resto d’Europa ed in particolare in Francia, la questione dei prodotti che contengono il famigerato BPA (bisfenolo A) è costantemente sotto monitoraggio e alla pubblica attenzione.
Da ultimo, la francese ANSES, (Agenzia nazionale per la sicurezza sanitaria, l' alimentazione, l'ambiente e il lavoro) ha lanciato nella giornata di ieri un nuovo avvertimento sugli effetti sulla salute del bisfenolo A ancora ampiamente utilizzato in prodotti che vengono a contatto soprattutto in donne in stato di gravidanza ed i cassieri che risultano, particolarmente esposti alla sostanza e quindi ai suoi effetti.
In una "valutazione dei rischi per la salute associati al bisfenolo A," l’ANSES "conferma" gli effetti potenzialmente nocivi del BPA - sostanza classificata come "distruttore endocrino" - che fa seguito ad altri analoghi allarmi lanciati dalla stessa agenzia a partire da settembre 2011. In quel momento, il direttore generale dell’ente, Marc Mortureux, invitò i produttori e gli utenti a sostituire questa sostanza per quanto possibile "in un approccio di prevenzione".
Questa volta, però l'ente pubblico si spinge oltre nel proseguire e rilanciare la sfida, prendendo in considerazione i rischi di esposizioni reali della popolazione al bisfenolo A attraverso il cibo, aria respirabile e il contatto con la pelle.
Sulla base di studi condotti su animali che hanno riguardato anche i livelli di esposizione, l’ANSES ha verificato «un potenziale rischio per il feto delle donne in gravidanza a rischio". "Gli effetti sono identificati in un cambiamento nella struttura della ghiandola mammaria nel nascituro che può favorire lo sviluppo, in seguito, di tumori". La popolazione è esposta al BPA attraverso la dieta (80% della contaminazione) soprattutto con lattine spesso contengono all'interno un vernice che a loro volta sono composte da BPA.
L’ente governativo, inoltre, ha richiamato l'attenzione sulle bottiglie di plastica tipo "policarbonato" utilizzate per l'acqua. Queste costituirebbero "una fonte sostanziale di esposizione al bisfenolo A". Alcune professioni sono più esposte di altre: ciò è particolarmente vero per i lavoratori che vengono a contatto con la carta termica che contiene BPA, come per esempio i cassieri per gli scontrini.
Per questi due casi, la preoccupazione è maggiore per le donne in gravidanza, a causa dei rischi per i nascituri. L'agenzia parla di loro per le "situazioni di rischio specifico associato all’utilizzo di carta termica e il consumo di acqua in bottiglie in policarbonato". Nel bambino non ancora nato, oltre ad un possibile aumento del rischio di cancro al seno, il BPA potrebbe influenzare "il cervello e il comportamento, il metabolismo e l'obesità o il tratto riproduttivo femminile".
Proposta legislativa alla Commissione europea
A seguito di questo nuovo allarme e immediatamente, il ministro dell'Ecologia Delphine Batho ha annunciato che proporrà alla Commissione europea l’introduzione di un divieto assoluto per la vendita di prodotti che contengono BPA.
Ha anche chiesto all’ente governativo di esaminare altri interferenti endocrini sospetti. Vi è da dire che dopo la prima indagine dell’ANSES, la Francia aveva deciso di vietare il BPA nei contenitori per alimenti, a partire da quelli per i neonati nel 2013, e quelle per la popolazione in generale nel 2015.
In tal senso l’agenzia ha sottolineato che "La nuova normativa dovrebbe portare ad una significativa riduzione del livello di esposizione al bisfenolo A," che comunque rimane preoccupata per i prodotti di sostituzione utilizzati dall'industria. "In particolare, in assenza di ulteriori dati scientifici, l'Agenzia non incoraggia l'utilizzo di altri bisfenoli come alternativa al bisfenolo A". i Bisfenolo M, S, B, AP, FA, F e BADGE, infatti, "condividono una comune struttura chimica ai composti della famiglia bisfenoli", ha rilevato l'ente, che ha chiesto "la massima cautela."
La rete di associazioni ambientaliste di Health Association (RES) ha applaudito alla "coraggiosa relazione" che arriva a calcolare i "valori di riferimento tossicologici tra 5000 e 20000 volte inferiori a" quelli individuati dall’EFSA (Agenzia europea per la sicurezza alimentare).
Questi valori sono così bassi che indirizzano ad un graduale divieto sull'uso di BPA che rendono il rapporto francese come una "sconfessione chiara" per l'EFSA.
Il monito che arriva dalla Francia, spiega Giovanni D'Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, dovrebbe far allertare le autorità italiane che invece si sono limitate ad applicare la normativa europea meno restrittiva e diremmo meno salutista.
È chiaro, però che alla luce di questi nuovi dati e dell’autorevolezza della fonte, le istituzioni sanitarie italiane a partire dal Ministero della Salute dovrebbero attivarsi per indagini analoghe o ancor meglio per introdurre un divieto generalizzato di vendita di prodotti che contengono BPA in concentrazioni superiori a quelle individuate dal rapporto francese.
Il consiglio per i consumatori è comunque quello di utilizzare prodotti “free BPA” specie per le categorie più esposte e a rischio come le puerpere che a questo punto, nella fase della gravidanza dovrebbero bere acqua da bottiglie di vetro o non a base di policarbonato.

lunedì 8 aprile 2013

Carne di cane al ristorante in Marocco

COMUNICATO STAMPA

Frodi alimentari. Notizie terrificanti dal Marocco: dopo quella di cavallo e di pecora ora la carne di cane è servita nei ristoranti

Lo scandalo della carne si sparge a macchia d’olio e preoccupa i consumatori. Ultimo caso è quello del Marocco le cui autorità di polizia hanno bloccato a Casablanca un uomo che trasportava nel suo veicolo, le carcasse di 37 cani destinate a ristoranti della Medina nella città vecchia. La scoperta è avvenuta casualmente, dopo che il conducente aveva effettuato una infrazione al codice della strada. Secondo i primi rilievi, gli animali, le cui carcasse erano perfettamente scuoiate, sarebbero stati sgozzati. Gli inquirenti ora stanno cercando di accertare se l'attività dell'uomo fosse consolidata e soprattutto quali fossero i ristoratori in affari con lui.
È evidente per Giovanni D'Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, l’allarme riguarda la sicurezza dei prodotti che vengono importati dall’estero. In Italia le merci in entrata alle frontiere, sono costantemente monitorati dagli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera che, nel solo 2012, hanno respinto al confine diverse tonnellate di derrate alimentari provenienti soprattutto da Cina, India e Turchia. Per il business della carne ancora una volta, non solo in Europa, si stanno verificando gravi episodi di violazione delle norme igienico sanitarie in particolare per i consumatori di carne di cane che sono ad alto rischio di contrarre la rabbia, il colera, così come la trichinosi. Per l’ennesima volta il commercio di carne è nell’occhio del ciclone nonostante i ripetuti sequestri e ciò fa intuire che si tratta solo della punta di un iceberg.

sabato 6 aprile 2013

Endocrini nei cosmetici

COMUNICATO STAMPA
Endocrini nei cosmetici
L'associazione dei consumatori francese UFC, lunedì scorso ha denunciato la presenza di sostanze chimiche note come perturbatori endocrini in molti prodotti di bellezza, talvolta in concentrazioni elevate, come pure la mancanza di affidabilità di alcune etichette.
L'UFC ha, infatti, annunciato in un comunicato stampa che sono stati scoperte tali sostanze sotto forma di conservanti, antibatterici, filtri solari ed emollienti, aggiunti in prodotti per la bellezza e per l'igiene personale.Nel denunciare tale scoop,l'associazione ha evidenziato che l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e il programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (UNEP) considerano gli endocrini come una minaccia globale per la salute, per esempio per il loro impatto sulla fertilità o per l'insorgere di disturbi neurocomportamentali.Il gruppo a difesa dei consumatori,
lunedì scorso ha pubblicato i risultati dei test con tre altre associazioni su 66 diversi prodotti, alcuni molto noti e commercializzati, con particolare attenzione per il dentifricio Colgate Total per i quali le misurazioni hanno rivelato un contenuto di Triclosan con un probabile effetto sulla tiroide.
L'UFC ha sottolineato che la legislazione europea tiene "conto dei rischi" associati a sostanze che alterano il sistema endocrino, ma l'allarme é scaturito dall'effetto 'cocktail' indotto dall'aggiunta di più prodotti utilizzati in combinazione. L'esposizione a queste molecole è risultata aumentata quando si utilizzano diversi prodotti aventi la stessa molecola, che aumentando le dosi possono raggiungere un livello di rischio significativo. In particolare, è da evidenziare il caso del Triclosan contenuto nei dentifrici e deodoranti che preso isolatamente é in dosi ritenute "accettabili", ma che raggiungono un livello di rischio significativo nel caso, non raro, di utilizzazione di una combinazione di due prodotti. Per esempio il dentifricio Colgate Total presenta 2,09 g/kg di Triclosan, una dose considerata dagli esperti incaricati dall'UFC, come troppo elevata specialmente se combinata con un deodorante contenente Triclosan anche perché porta ad un livello di rischio significativo. L'UFC ha puntato la lente d'ingrandimento anche sul marchio tedesco Nivea ed in particolare sul gel doccia. Nel caso del doccia gel Nivea Ninfea & olio é stato riscontrato un livello di 2,68 g/kg di propylparaben, mentre la raccomandazione del comitato scientifico per la sicurezza dei consumatori (CSSC) che è un organo consultivo dell'Unione europea, stabilisce che la soglia di sicurezza è pari a 2,48 g/kg. Alla luce di tali dati che sono comunque da prendere con le molle perché ancora non oggetto di una ricerca indipendente, Giovanni D'Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, si unisce alla richiesta già effettuata dall'UFC nei confronti della Commissione europea per l'avvio di una ricerca indipendente sull'impatto di queste molecole a lungo termine e per un miglioramento delle norme anche in relazione al possibile «effetto cocktail» di cui abbiamo parlato. Peraltro, le analisi hanno dimostrato che l'ingredienti indicati nelle etichette non erano sempre attendibili, anche per la presenza di sostanze non indicate sulle stesse (come per esempio il fenossietanolo nel sapone liquido Dettol e nel Nivea doccia un gel). Questi perturbatori endocrini o ormonali sono sospettati di avere un impatto sulla fertilità e anche per essere collegati all'aumento del numero di tumori noti come ormone-dipendenti, soprattutto quelli della mammella e della prostata. Basti ricordare, tra tutti il bisfenolo A (BPA), sostanza presente in molti contenitori per alimenti .

mercoledì 3 aprile 2013

Il pesce esotico

COMUNICATO STAMPA
Frodi alimentari: dopo la carne equina ora tocca al Fishgate. Il Pangasio sempre più usato al posto del merluzzo anche per il tradizionale Fish & Chips. Ma il mercato del pesce esotico al posto del tradizionale si va diffondendo in tutta Europa

Non si fa a tempo a denunciare una frode alimentare di massa che subito se ne affaccia un’altra all’orizzonte. Nonostante l’amplificarsi dei controlli e delle tutele per i consumatori imposte dalle sempre più stringenti regole dell’UE, infatti, e dopo la mega truffa dei prodotti con carne equina spacciata come di manzo, ancora una volta un importante comparto del settore alimentare del Regno Unito e non solo, potrebbe trovarsi nell’occhio del ciclone per un nuovo possibile scandalo che coinvolgerebbe nientepopodimeno che il piatto nazionale: il Fish & Chips.
Il più tradizionale piatto della cucina britannica, com’è noto, consiste in filetto di pesce bianco (solitamente gadidi come il merluzzo o l'eglefino) fritto in pastella o impanatura e attorniato da abbondanti patatine, anch'esse fritte, scelte tra le varietà farinose maris piper, king edward o desiree. Viene servito con una spruzzata di sale e di aceto (solitamente di malto), ma può essere accompagnato anche da altre pietanze, spesso piselli (bolliti in modo particolare a formare una zuppa grumosa).
La richiesta mai decrescente di questa pietanza, pare che sia alla base di un’involuzione nella base della preparazione che ne coinvolge l’elemento più importante: alcune indagini tra cui una dell’Università di Salford, riportate anche dalla Bbc, avrebbero rivelato, infatti, che il pesce con cui viene preparato è sempre meno il merluzzo, come richiederebbe la ricetta, ma varietà molto meno pregiate e ovviamente meno costose, provenienti anche da paesi esotici, come il Pangasio vietnamita.
La più prudente delle ricerche sul punto avrebbe svelato che almeno il 7% del pesce smerciato per merluzzo sarebbe invece altro.
È chiaro che tale sorprendete rivelazione da parte della principale tv britannica solleva almeno tre questioni rilevanti. In primo luogo un’evidente violazione dei diritti dei consumatori che in casi del genere subiscono una vera e propria truffa perché non in grado di conoscere con sufficiente certezza se il prodotto acquistato è conforme a quello dichiarato. Dall’altro lato si pongono chiari problemi di sicurezza alimentare e ambientale.
Sono anni, infatti, che anche per l’innalzamento (in melius per i consumatori) del livello della normativa europea nel campo della tracciabilità dei cibi, in tutta l’UE si sono stabilite ferree regole che consentono la possibilità di risalire ai metodi di pesca utilizzati per valutarne l'impatto con l’ecosistema, ed al contempo gli eventuali sistemi di allevamento.
Ciò che sorprende e dovrebbe inquietare anche le autorità sanitarie italiane, sottolinea Giovanni D'Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, è che ricerche analoghe siano state già effettuate non solo in Gran Bretagna, ma anche nel resto dell’Unione ed hanno rivelato che una quantità pari tra un quarto e un terzo dei prodotti a base di pesce contiene specie diverse da quelle specificate sulle etichette.
Vi è da dire che ad oggi non possiamo annunciare se si tratta di un vero e proprio “Fishgate” perché non è semplice quantificare con i sistemi attuali l’esatta ampiezza del fenomeno.
Ma di certo, due ragioni incontrovertibili ci fanno propendere in tal senso anche alla luce della pubblicizzazione della vicenda da parte dell’autorevole tv britannica. Da una parte, infatti, è difficile rintracciare la provenienza di tutto il pesce che giunge nel Vecchio Continente per riversarsi nei mercati dei singoli Paesi europei, perché il pescato proveniente dal mondo intero non trova il suo epicentro di smistamento in uno dei grandi porti europei, ma sorprendentemente all'aeroporto di Francoforte, dove, sempre più spesso le autorità doganali continuano a “scoprire” nuove specie fino ad ora non commercializzate o addirittura ignote al mercato europeo. Dall’altra, il settore merceologico del pesce congelato continua a crescere in maniera esponenziale, quasi incontrollabile per la mole di container che giungono, provenendo dai territori dell’intero globo, ma come in altri mercati la Cina continua a far la parte del leone.
A questo punto, non resta che imporre il rispetto delle regole sulla tracciabilità e sanzionare pesantemente gli importatori e i commercianti di prodotti del pescato che violano le regole del mercato comune.

martedì 2 aprile 2013

Commissioni di vendita Ebay

COMUNICATO STAMPA

EBay aumenta di nuovo le commissioni di vendita portandole al 9,9 per cento. Il sito dominante di aste online, eBay, incrementerà considerevolmente le sue commissioni di vendita a partire da maggio.

EBay, ha comunicato in una e-mail inviata agli utenti registrati questa mattina che " Il costo del valore finale per essere riuscito a vendere un oggetto aumenterà al 9,9 per cento'' La società aveva aumentato la tariffa standard al 7,9 per cento solo 12 mesi fa. L'aumento dovrebbe fornire eBay una miniera d'oro di entrate portando il tasso di commissione da quello attuale del 7,9 per cento al 9,9 per cento con un scatto di più di un quarto. La commissione di eBay è ora quasi il doppio rispetto a quello che era solo due anni fa. Nel 2011 la commissione sul valore finale è stato segnalato per essere solo 5,25 per cento. Tuttavia, a quel tempo vi erano anche le tasse di inserzione. Ora, le prime 40 sono gratuite. Da maggio di quest'anno, eBay aumenterà anche l'importo massimo da $ 100 a $ 250.
Per Giovanni D'Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, ancora una volta vengono violate le regole basilari del mercato. Infatti, nonostante la contrazione dei consumi, i prezzi continuano ad aumentare anzichè grazie anche a questi comportamenti “speculativi”, coerentemente con le regole di mercato, diminuire. Gli aumenti delle tariffe sono assolutamente ingiustificati non solo per la loro entità palesemente esagerata ma anche e soprattutto in considerazione del fatto che a tali rincari non corrisponde un miglioramento del servizio reso all’utenza in grado di giustificare l’esosa pretesa economica.

lunedì 1 aprile 2013

Alle donne saudite e' permesso andare in biciclette

COMUNICATO STAMPA

Alle donne saudite ora è permesso di andare in bicicletta, moto, anche se con restrizioni

La situazione dei diritti umani in Arabia Saudita è considerata generalmente lontana dagli standard occidentali ed in particolare le donne saudite subiscono forti discriminazioni in molti aspetti della loro vita, compresa la famiglia, l'educazione, l'occupazione e il sistema giudiziario. Sulle strade pubbliche alle donne non è permesso di portare una bicicletta o di andarci. È inoltre proibito loro di guidare autoveicoli. Tuttavia in questi ultimi giorni il giornale ARABIA ha comunicato che la polizia religiosa del regno sta permettendo alle donne di guidare moto e biciclette, ma solo in ristrette aree ricreative.
Lunedi il giornale web Al Yawm al Sabi citando un anonimo funzionario della potente polizia religiosa ha riferito che le donne possono andare in bicicletta nei parchi ed in aree ricreative, ma devono essere accompagnate da un parente maschio e vestite dall’abaya, l’indumento femminile utilizzato nei paesi musulmani, dalla testa ai piedi.
L'Arabia Saudita segue un'interpretazione ultraconservatrice dell'Islam e alle donne vieta di guidare. Il giornale non ha comunicato le motivazioni che hanno innescato la revoca del divieto.
Il funzionario inoltre ha dichiarato che le donne non possono utilizzare le biciclette per il trasporto, ma "solo per divertimento'' e che dovrebbero evitare luoghi dove i giovani si riuniscono" per evitare atti persecutori.''
Giovanni D'Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, che si è impegnato per l'emancipazione delle donne accoglie la notizia con la speranza che il percorso avviato possa raggiungere alla piena parità anche in paesi dove tutt’oggi sembra ancora lontana.