lunedì 27 maggio 2013

Basta aumenti anche in provincia di Varese

                              

                                http://lagrandefamiglia-consumatori.blogspot.it/ 
                                  ASSOCIAZIONE   A TUTELA DEI CONSUMATORI
                                           e-mail: aeroportomalpensa@gmail.com
                                           tel.3473142298

                               logo la grande famiglia (1) []

                                     comunicato ai consumatori 

         Aumenti, aumenti, aumenti anche in provincia di Varese

Abbiamo sottomano una circolare inviata alle agenzie automobilistiche con cui si prospettano aumenti, che potevano essere retroattivi e invece bontà loro, sono entrati immediatamente in vigore.
La Provincia di Varese con delibera 147 del 13.05.2013 ha aumentato del 30% le tariffe Ipt.
Cosa è l'Ipt? Questo è quanto si trova nel sito dell'Aci:”
Importo dell’imposta provinciale di trascrizione (IPT)
L’IPT è un’imposta dovuta per ciascun veicolo al momento di alcune richieste all’ufficio provinciale ACI (PRA) il cui importo base è stabilito con Decreto del Ministero delle Finanze.
Le 
Province possono deliberare di aumentare l’importo stabilito dal Ministero fino ad un massimo del 30%: consultare la tabella riassuntiva per conoscere gli importi IPT deliberati da ciascuna provincia”
Gli aumenti ci sono stati ovunque e la Provincia di Varese, ha applicato il massimo.
Nel momento di crisi terribile ciascuno si arrangia come può, ma gli enti pubblici come la Provincia ( che dovevano essere aboliti n.d.r.) non ci fanno una bella figura a chiedere ed esigere immediatamente gli aumenti e pure nella misura più alta possibile.
Tutto legale ma opportuno?

Giuseppe Criseo

                Presidente associazione consumatori La Grande Famiglia”
                     http://lagrandefamiglia-consumatori.blogspot.it/ 

              Presidente  associazione automobilisti 
               “Auto Nostra”
                http://autonostra.it/ 

                Segreteria Generale Sindacato Europeo dei Lavoratori
                http://www.sindacatoeuropeolavoratori.it/ 

                                           p.s. segue documento in questione
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sabato 25 maggio 2013

Occhio alla "truffa delle monetine"

COMUNICATO STAMPA

Occhio alla "truffa delle monetine". Furbastri nei parcheggi dei supermercati che con una semplice scusa distraggono le vittime per rubare borse o portafogli. Ma c’è anche la variante della richiesta delle indicazioni stradali

I furbastri se le inventano di tutte ormai per racimolare qualche euro. E a volte la truffa funziona finché non vengono scoperti o i cittadini iniziano a prestare un po’ più attenzione come quella che Giovanni D’Agata presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti” invita a tenere dopo aver letto quanto sta accadendo in provincia di Como.
Arrivano da lì, infatti, le segnalazioni, circa una diecina, della nuova truffa soprannominata “delle monetine” per il particolare e semplice stratagemma utilizzato per arraffare qualcosa dalle malcapitate vittime, in particolare donne, che una volta riempito il carrello della spesa nei centri commerciali di periferia ritornano presso la propria auto.
Nel frangente, il farabutto punta la donna mentre sta caricando le buste della spesa, e lascia cadere a terra qualche spicciolo. Subito dopo con fare cortese avvisa la sfortunata che le sono cadute dalla tasca o dalla borsetta. La sventurata, il più delle volte ci casca e raccoglie le monetine dal suolo. Proprio in quell'attimo di distrazione un complice arraffa la borsa o il portafogli dall'auto e si dilegua.
Se prima erano soprattutto gli anziani ad essere colpiti da tali raggiri oggi le vittime sono di tutte le età.
Ma la truffa prevede già una variante sempre con l'intervento di due malfattori: una a bordo di un'auto che chiede indicazioni stradali, la seconda che apre lo sportello e prende al volo la refurtiva approfittando della distrazione del malcapitato.

venerdì 24 maggio 2013

Guerra ai gratta e vinci

Il sindacato non può stare a guardare mentre una parte della popolazione si rovina con i “gratta e vinci”
L’illusione di arricchirsi è tanta e lo Stato ci guadagna; questo è l’aspetto eticamente più riprovevole
Invece di contrastare il fenomeno, con la repressione ma anche con l’educazione nelle scuole, è preminente l’aspetto economico
L’allarme che lanciamo ci porta a fare alleanza con chi la vede come noi e si sta battendo concretamente.
Appoggiamo e appoggeremo in tutte le sedi l’azione di Riccardo Vizzino di Napoli col suo esposto al Ministro della Sanità.
GIUSEPPE CRISEO
Segretario Generale – Sindacato Europeo dei Lavoratori-www.sindacatoeuropeolavoratori.it
http://www.sindacatoeuropeolavoratori.it/?p=2934

giovedì 23 maggio 2013

Occhio alla "truffa delle monetine".

COMUNICATO STAMPA

Occhio alla "truffa delle monetine". Furbastri nei parcheggi dei supermercati che con una semplice scusa distraggono le vittime per rubare borse o portafogli. Ma c’è anche la variante della richiesta delle indicazioni stradali

I furbastri se le inventano di tutte ormai per racimolare qualche euro. E a volte la truffa funziona finché non vengono scoperti o i cittadini iniziano a prestare un po’ più attenzione come quella che Giovanni D’Agata presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti” invita a tenere dopo aver letto quanto sta accadendo in provincia di Como.
Arrivano da lì, infatti, le segnalazioni, circa una diecina, della nuova truffa soprannominata “delle monetine” per il particolare e semplice stratagemma utilizzato per arraffare qualcosa dalle malcapitate vittime, in particolare donne, che una volta riempito il carrello della spesa nei centri commerciali di periferia ritornano presso la propria auto.
Nel frangente, il farabutto punta la donna mentre sta caricando le buste della spesa, e lascia cadere a terra qualche spicciolo. Subito dopo con fare cortese avvisa la sfortunata che le sono cadute dalla tasca o dalla borsetta. La sventurata, il più delle volte ci casca e raccoglie le monetine dal suolo. Proprio in quell'attimo di distrazione un complice arraffa la borsa o il portafogli dall'auto e si dilegua.
Se prima erano soprattutto gli anziani ad essere colpiti da tali raggiri oggi le vittime sono di tutte le età.
Ma la truffa prevede già una variante sempre con l'intervento di due malfattori: una a bordo di un'auto che chiede indicazioni stradali, la seconda che apre lo sportello e prende al volo la refurtiva approfittando della distrazione del malcapitato.

lunedì 20 maggio 2013

Crudeltà sugli animali: ultima frontiera delle scommesse clandestine, il trunking

COMUNICATO STAMPA

Crudeltà sugli animali: ultima frontiera delle scommesse clandestine, il trunking. Dagli Stati Uniti arriva la nuova moda di chiudere due animali in un bagagliaio e di scommettere su quale uscirà vivo

Di gran moda in Florida a Miami il trunking è l’evoluzione del combattimento tra cani che si sta diffondendo a macchia d’olio nel mondo delle scommesse clandestine. Consiste nel chiudere nel retro di un furgone oppure nel portabagagli di un’auto (trunk, in inglese) due esemplari, spesso pitbull, dopo essere stati aizzati l’uno contro l’altro per rendere ancora più crudeli i combattimenti clandestini.
Fino a qualche tempo fa si pensava che il trunking fosse solo una leggenda metropolitana. In realtà, questa sanguinosa attività, ultima frontiera delle scommesse clandestine, viene praticata davvero, come hanno dimostrato le indagini del Miami Dade Animal Service Department, il corpo della polizia di Miami, in Florida, che si occupa di crimini che riguardano gli animali.
A questo punto gli scommettitori accendono l’autoradio a tutto volume, affinché nessuno capisca cosa sta succedendo nel bagagliaio, e iniziano a vagare senza meta per le strade.
Quando la lotta tra i cani termina e il trambusto cessa, l’auto si ferma e gli scommettitori aprono il bagagliaio: il cane sopravvissuto sarà il vincitore, quello morto o moribondo verrà abbandonato ai margini della strada. Visto che il “ring” nel quale combattono i cani è in continuo movimento, rintracciare chi pratica il trunking è molto difficile per la polizia che, al momento, sta cercando di prevenire il problema, applicando la legge che prevede il divieto di possedere pitbull nella contea di Miami.
Per Giovanni D’Agata, presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, ancora una volta ci rendiamo conto dell’atrocità a cui l’uomo può arrivare pur di fare soldi facili. Bisogna fermare subito questa crudelta' anche perché a quanto pare questa sconvolgente moda per i combattimenti tra cani si sta diffondendo anche in Italia. Infatti è notizia di questi giorni che è in corso una vera e propria ondata di furti di cani molossi che ha spinto la Polizia ad indagare, dal momento che tutti gli esemplari sono spariti dalle loro abitazioni soltanto nelle ultime settimane. Le forze dell’ordine presumono che tutto possa ricondursi a vere organizzazioni criminali che hanno come vittime i cani.
È praticamente ovvio che i molossi rubati potrebbero essere utilizzati sul mercato dei combattimenti clandestini tra cani, un traffico vergognoso.
Si presume che la sorte che tocca agli animali coinvolti in questo genere di illecito è quella di essere addestrati alla violenza o, in alternativa, utilizzati come cani-cavia, ossia divenire vittime dei loro simili.

domenica 19 maggio 2013

Premia, vedi frana


Maltempo in Piemonte: chiusa per frana la statale 659

PREMIA - E’ stata chiusa per una frana la strada statale 659 “delle valli Antigorio e Formazza” a Premia, nella provincia piemontese del Verbano Cusio Ossola. Lo comunica l’Anas. La statale è stata provvisoriamente chiusa al traffico in corrispondenza del km 17,100, a Premia, a tutte le categorie di veicoli e in entrambe le direzioni, a causa del movimento franoso e di alcuni detriti caduti sulla sede stradale. Il personale dell`Anas è presente sul posto per ripristinare la circolazione il prima possibile, in piena sicurezza per gli utenti“.

(La frana a Premia, foto di Giuseppe Criseo)


sabato 18 maggio 2013

sabato 18 maggio 2013

Sicurezza dei farmaci. La UE raccomanda la sospensione dei medicinali contenenti il miorilassante Tetrazepam

COMUNICATO STAMPA
Sicurezza dei farmaci. Gli organismi di vigilanza farmacologica UE raccomandano la sospensione dei medicinali contenenti il miorilassante Tetrazepam.

Nell’attività a tutela della salute Giovanni D’Agata presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, informa che il Comitato di valutazione dei rischi per la farmacovigilanza (PRAC) dell’EMA (European Medicines Agency) ha concluso che, a seguito di segnalazioni di reazioni cutanee rare ma gravi e talvolta pericolose per la vita, i benefici di medicinali contenenti Tetrazepam non superano più i rischi. Questi farmaci devono essere quindi sospesi in tutta l'Unione europea ( UE ).La raccomandazione del PRAC è stata notificata al Gruppo di Coordinamento per il Mutuo Riconoscimento e le Procedure Decentrate – Medicinali ad uso Umano (CMDH), cui spetterà la posizione definitiva.A seguito di segnalazioni di gravi reazioni cutanee in Francia, l'Agenzia nazionale francese per la sicurezza della salute e dei prodotti medicinali (ASNM) ha condotto una revisione dei dati su tutti gli effetti collaterali di questi medicinali, in particolare sulle reazioni cutanee, registrati nella banca dati del sistema di farmacovigilanza nazionale francese.
La revisione ha dimostrato che gli effetti indesiderati a carico della cute si sono verificati a un tasso più elevato rispetto ad altre benzodiazepine (farmaci della stessa classe del Tetrazepam). Inoltre, alcune reazioni cutanee riportate sono state molto gravi, includendo casi di sindrome di Stevens-Johnson (SJS), necrolisi epidermica tossica (TEN), eritema multiforme e eruzione da farmaci con eosinofilia e sintomi sistemici (sindrome DRESS).Data la gravità delle reazioni cutanee riportate, l'Agenzia dei medicinali francese ha chiesto al PRAC di rivedere con urgenza l'uso di medicinali contenenti Tetrazepam in tutte le indicazioni.Il PRAC ha valutato tutti i dati disponibili sul rischio di reazioni cutanee con Tetrazepam sulla base dei dati post-marketing in Europa e la letteratura pubblicata. Anche i soggetti interessati (operatori sanitari, pazienti e pubblico in generale) sono stati invitati a presentare informazioni rilevanti ai fini della valutazione.Il PRAC ha concluso che Tetrazepam è associato a un rischio basso di reazioni cutanee gravi, ma maggiore rispetto ad altre benzodiazepine.Il Comitato ha inoltre osservato che, alla luce dei rischi identificati, i dati disponibili sulla sua efficacia non erano sufficienti al fine di sostenerne l’uso nelle indicazioni autorizzate: il trattamento di contratture muscolari dolorose (come mal di schiena e dolore al collo) e la spasticità (eccessiva rigidità dei muscoli). Il PRAC ha considerato che non sono state identificate misure per ridurre sufficientemente il rischio di gravi reazioni cutanee con i medicinali contenenti Tetrazepam date le incertezze sui benefici. Pertanto, il Comitato ha concluso che il rapporto beneficio-rischio di questi medicinali è negativo, e ha raccomandato che le autorizzazioni all'immissione in commercio siano sospese in tutta l'Unione Europea.Il Tetrazepam appartiene alla classe delle benzodiazepine; è assunto per via orale per il trattamento di contratture muscolari dolorose (accorciamento sostenuto di tessuto muscolare) e spasticità (eccessiva rigidità dei muscoli).I medicinali contenenti Tetrazepam sono stati approvati a partire dal 1960 tramite procedure nazionali in diversi Stati membri dell'UE (Austria, Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Polonia, Romania, Slovacchia e Spagna), e sono disponibili su prescrizione sotto vari nomi commerciali come Myolastan e come farmaci generici.Le benzodiazepine agiscono legandosi a determinati recettori nel cervello, aumentando così l'attività di una sostanza chiamata Acido gamma-ammino butirrico (GABA). Il GABA diminuisce l'eccitabilità di molte cellule cerebrali. Aumentando l'attività del GABA, le benzodiazepine hanno un effetto calmante sulle varie funzioni del cervello. In particolare, Tetrazepam è utilizzato per i suoi effetti miorilassanti.

domenica 12 maggio 2013

La vostra risposta presto a questa lettera sarа apprezzato.

Buona giornata a te amico mio.

E 'comprensibile che si potrebbe essere un po' preoccupato perchй tu non mi conosci, ma io ho una proposta lucroso business di reciproco interesse a condividere con voi. Ho avuto il tuo riferimento nella mia ricerca di qualcuno che si adatta al mio rapporto di lavoro proposto.

Io sono il dottor Giovanni C.C. Chak. un sudcoreano nazionalitа, felicemente sposato con figli, e io sono il Presidente del Comitato per la Remunerazione Broad. Della Hang Seng Bank Ltd di Hong Kong. Ho un suggerimento commerciali riservate per te. Avrт bisogno di te per aiutarmi in esecuzione di un progetto imprenditoriale da Hong Kong al vostro paese. Esso comporta il trasferimento di una grossa somma di denaro. Tutto ciт che riguarda questa operazione deve essere fatto legalmente senza intoppi. Si prega di cercare di osservare la massima discrezione in tutte le questioni concernenti questo problema.

Una volta che i fondi sono stati trasferiti con successo sul tuo conto, potremo condividere il rapporto da concordare con entrambi. Io preferisco che mi raggiunge sul mio indirizzo email privato di seguito (johnccchan@yahoo.cn) e, infine, dopo che io fornirvi ulteriori informazioni circa questa operazione. Se siete interessati, si prega di inoltrare la seguente a me con urgenza:

1. nomi completi
2. occupazione
3. Numero di telefono privato
4. Indirizzo attuale

Per favore, se non siete interessati cancellare questa e-mail e non mi caccia, perchй sto mettendo la mia carriera e la vita della mia famiglia in gioco con questa impresa. Anche se non risica non rosica и.

La vostra risposta presto a questa lettera sarа apprezzato.

Cordiali saluti,

Dr. John Chak.
Hang Seng Bank Limited
Hong Kong. (Asia)
E-mail: - johnccchan@yahoo.cn

Multata 27 volte con gli apparecchi elettronici ai varchi delle ZTL. Trappole per far soldi

COMUNICATO STAMPA
Multe seriali con gli apparecchi elettronici ai varchi delle ZTL. Trappole per far soldi. Il caso emblematico di un’autovettura multata 27 volte a Lecce. Non solo la sanzione amministrativa ma anche 442,20 euro per costi di notifica. Se non servono a “far cassa” allora si chiuda il traffico dei centri storici alle autovetture

Lo diciamo da tempo e la battaglia dello “Sportello dei Diritti” contro le multe seriali effettuate con gli apparecchi elettronici ai varchi delle ZTL trova la sua continua ragion d’essere nella malcelata esigenza di “far cassa” a danno degli automobilisti, perché in questo caso non c’è la “scusa” della sicurezza stradale come con gli autovelox e i photored, ma solo una decantata pretesa di tutela dei centri storici o di determinate zone dei centri urbani.
Tale assunto, però, cozza con tutta evidenza con la possibilità delle amministrazioni comunali di chiudere completamente al traffico le zone storiche o quelle di particolare interesse o dotarle di dissuasori mobili per consentirne solo ed esclusivamente agli autorizzati, quelli veri, il transito. L’evidenza in questione viene palesemente smentita dall’apposizione di strumenti di rilevazione che h 24 o in determinate ore fotografano il transito dei veicoli per “batostare” quelli non autorizzati con risultati come quello che stiamo per raccontare con ingenti ricavi per i comuni che riguardano non solo i proventi derivanti dalle sanzioni pecuniarie, ma anche costi notevoli per spese accessorie e di notifica a carico dei malcapitati proprietari dei mezzi.
L’ultimo cittadino che si è rivolto allo “Sportello dei Diritti” in data odierna, portava in dote con sé ben 27 verbali per attraversamento dei varchi della ZTL posti nel centro storico di Lecce d’importo variabile tra i 76,00 e gli 80,00 (perché nel frattempo è aumentata la sanzione prevista), i cui soli costi complessivi di notifica e accessori raggiungono la ragguardevole cifra di € 442,20 perché oscillanti tra i 16,20 e i 16,60 euro a verbale notificato. Non solo, quindi, la multa ma anche ben 442,20 euro che potevano non essere addebitati mediante una sola notifica dei suddetti verbali.
Certo, si tratta di casi limite ed il comportamento del cittadino è censurabile sotto il profilo comportamentale, ma anche questa volta Giovanni D’Agata presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti” è costretto ad evidenziare il comportamento della P.A. troppo impegnata a “far cassa” piuttosto che a trovare soluzioni efficaci per lo scopo effettivo cui dovrebbe orientarsi se è quello della tutela dei centri urbani.
Ed allora, ancora una volta rivolgiamo un appello alle amministrazioni comunali, in questo caso a quella leccese, affinché faccia scelte politiche efficaci e decida una volta per tutte se chiudere il centro storico al traffico utilizzando gli strumenti appropriati e necessari quali i dissuasori mobili o se voglia perseverare in quest’atteggiamento che non a torto viene percepito come un modo di rimpinguare le casse comunali.

venerdì 10 maggio 2013

Debiti nei confronti di banche, finanziarie e privati. Al via le procedure a tutela dei debitori consumatori

COMUNICATO STAMPA

Procedure di composizione delle crisi da sovraindebitamento. In un momento di grande crisi per tutto il Paese lo “Sportello dei Diritti” in collaborazione con il “Centro Nazionale di Mediazione e Conciliazione” ha attivato in tutt’Italia con successo molteplici procedure a tutela dei debitori consumatori

Con l’introduzione della legge numero 3 del 27 gennaio 2012 da parte dello scorso governo così come modificata dal D.L. numero 179 del 18 ottobre 2012, è stata introdotta in Italia una procedura per ridare fiato alle famiglie e ai consumatori in grave crisi per debiti nei confronti di banche, finanziarie e privati.
La pubblicizzazione dell’indebitamento, soprattutto del cosiddetto “credito al consumo” ha ridotto, infatti, sul lastrico una percentuale elevatissima di famiglie, mentre molte si trovano in seria difficoltà ad arrivare alla fine del mese.
Per contrastare lo strapotere delle banche e delle finanziarie, il provvedimento in questione ha reso possibile dare respiro ai consumatori indebitati sino al collo permettendo di soddisfare i creditori anche con redditi futuri e con piani di risanamento compatibili con le proprie capacità reddituali al netto delle spese necessarie al sostentamento dignitoso proprio e della propria famiglia.
Il tutto con omologa del giudice competente presso il Tribunale ove risiede il debitore in difficoltà.
A seguito della messa a regime della procedura, lo “Sportello dei Diritti” in collaborazione con il “Centro Nazionale di Mediazione e Conciliazione” (www.cnmc.it), ha attivato in tutt’Italia con grande successo e gradimento dei debitori consumatori molteplici procedure che hanno consentito di rifiatare alle famiglie in disagio.
Per tali ragioni, Giovanni D’Agata presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, esprime la massima soddisfazione per il lavoro svolto a tutela dei debitori-consumatori e comunica che tutti i consumatori interessati potranno continuare a contattare lo staff dell’associazione all’indirizzo email info@sportellodeidiritti.org oppure su info@cnmcaprilegroup.it o ai recapiti telefonici 0832390067 o al 3297385540.

domenica 5 maggio 2013

La lobby delle compagnie assicurative stende i suoi tentacoli anche sull'opposizione?

COMUNICATO STAMPA

La lobby delle compagnie assicurative stende i suoi tentacoli anche sull’opposizione? La stupefacente mozione di SEL con prima firma del capogruppo Migliore

Non possiamo non essere sorpresi dall’iniziativa di SEL che pur essendo partito dichiaratosi all’opposizione ha presentato una stupefacente mozione alla Camera dei deputati a prima firma del capogruppo on. Gennaro Migliore che prevede d’investire il governo oltreché di una serie di provvedimenti condivisibili, ma anche alcuni evidentemente pro compagnie assicurative che elenchiamo nell’ordine e che sono oggetto di battaglie in senso contrario da parte di chi veramente vuole tutelare i danneggiati e gli assicurati come lo “Sportello dei Diritti”.
Tra le altre cose, ci preme evidenziare che SEL chiede al governo di: fissare a 15 giorni i termini di prescrizione per la denuncia di un sinistro; ad introdurre il divieto di cessione del credito assicurativo; ad approvare rapidamente i provvedimenti di attuazione, ancora fermi, derivanti dalle misure sulle liberalizzazioni varate nel 2012 con riferimento al settore assicurativo.
Venendo alla prima richiesta ci sembra veramente assurda se si pensa che ridurre a 15 giorni il termine decadenziale (è evidente anche l’incongruenza con il termine “prescrizione” frutto di una svista o di frettolosità) per la denuncia di un sinistro è un danno concreto nei confronti di tutti i danneggiati per una serie evidente di ragioni logico – giuridiche che vanno dalla difficoltà di reperimento di tutti i dati delle controparti, alla possibilità di essere impossibilitati ad agire immediatamente perché feriti e via discorrendo, tant’è che sino ad oggi la giurisprudenza ha assunto ragionevolmente posizioni d’interpretazione estensiva dell’istituto della decadenza e della prescrizione proprio per una sorta di favor nei confronti dei danneggiati e delle vittime della strada.
Per ciò che concerne la cosiddetta “cessione di credito” al carrozziere, giova precisare che siamo sulla stessa posizione espressa dalla Federcarrozzieri che ha rilevato come questo sia uno strumento utile al consumatore, che, in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo, non viene costretto, all’atto del ritiro dell’auto riparata, a sborsare denaro, liberandolo quindi da tutte le problematiche legate al risarcimento. Con tale strumento, quindi, si fornisce al consumatore un servizio che consiste nell’evitare di anticipare delle somme e poi attendere tempi di risarcimento che, in alcuni casi, sono molto lunghi.
Per ciò che riguarda l’attuazione degli ulteriori provvedimenti previsti nella scorsa legislatura e non attuati, risulta chiaro che anche il precedente governo abbia preso tempo perché la loro messa a regime avrebbe portato ulteriori scompensi a favore delle compagnie assicurative e in danno delle vittime della strada, senza portare alcun beneficio per le tariffe assicurative.
È evidente, quindi, che i firmatari di questa mozione non abbiano approfondito nei dettagli l’argomento. Togliere strumenti utili ai consumatori ed eliminare tutele ormai conclamate per riportarle nell’alveo della potentissima lobby delle assicurazioni, non solo non produce un effetto migliorativo in senso economico, ma riduce gli spazi a garanzia dei danneggiati e delle vittime della strada, oltreché dell’indotto dei carrozzieri ed autoriparatori che occupa migliaia di lavoratori in tutt’Italia.
Alla luce di tali osservazioni, ampiamente condivise tra le associazioni delle diverse categorie, ma anche dalle Vittime delle Strada, Giovanni D'Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, si rivolge a SEL per un immediato ritiro della mozione in questione nelle parti evidenziate, anche perché ancora una volta ci pare che se alcuni partiti politici hanno espressi riferimenti nei CDA delle compagnie assicurative, altri che dovrebbero essere all’opposizione e quindi al di fuori del sistema attuale, si trincerano dietro le posizioni di alcune associazioni dei consumatori che non solo siedono stabilmente al tavolo ministeriale da cui traggono preziose risorse, ma che si ritrovano in posizione di conflitto d’interesse con le stesse compagnie annoverando presenze nei direttivi della Fondazione ANIA per la sicurezza Stradale e nel Forum ANIA consumatori.
Noi dello “Sportello dei Diritti”, diciamo basta agli inciuci e si a tutele reciproche per danneggiati – vittime della strada e assicurati che possono essere garantite da un miglioramento del sistema attuale non solo attraverso la messa a regime dei sistemi antifrode e di una più efficace normativa antitrust, ma soprattutto partendo da quella controrivoluzione che da tempo andiamo richiedendo che dovrebbe portare al superamento dell’”indennizzo diretto”.

sabato 4 maggio 2013

Focolaio di infezione da virus dell'epatite A nei viaggiatori di ritorno dall'Egitto

COMUNICATO STAMPA

Focolaio di infezione da virus dell'epatite A nei viaggiatori di ritorno dall'Egitto: fonte di infezione sotto inchiesta

Tra il 1° novembre 2012 e il 30 aprile 2013, sono stati confermati dall’ECDC (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) 15 casi e 89 casi probabili di infezioni da virus dell'epatite A, tutti del sottotipo IB, sono stati segnalati in 14 paesi UE. Tutti i casi hanno una storia di viaggio in Egitto.
La pressoché univoca certezza dell’origine dell’infezione è dovuta al fatto che 15 di questi casi, identificati in tre paesi diversi, presentano sequenze identiche di acido ribonucleico (RNA), che possono essere messe in relazione ad un focolaio multistato confermato con le esposizioni che si verificano in quel paese.
Le indagini epidemiologiche preliminari nei paesi colpiti non riguardano definitivamente qualsiasi particolare fonte di infezione. Tenendo conto di ciò, i cittadini non vaccinati dell’UE in viaggio in Egitto e particolarmente per la regione del Mar Rosso, possono ancora essere esposti. Ulteriori casi di epatite A sono suscettibili di essere segnalati nei paesi colpiti, con la possibilità di ulteriori stati casi di segnalazione legati al focolaio.
L’ECDC e la Commissione europea, in cooperazione con i paesi interessati e l'OMS (organizzazione mondiale della sanità), hanno fatto comunque sapere che continueranno a monitorare da vicino questo evento e aggiorneranno la valutazione del rischio non appena si renderanno disponibili nuove informazioni pertinenti. Inoltre, tutti gli stakeholder europei opereranno in stretta collaborazione con le autorità egiziane per indagare circa l'origine dell'infezione.
Per Giovanni D'Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, comunque, le raccomandazioni per le vaccinazioni dovrebbero essere evidenziate per coloro che viaggiano in aree dove l'epatite A è endemica.