domenica 25 agosto 2013

Limiti agli sbiancanti dentali


COMUNICATO STAMPA

Nuovo regolamento UE sugli sbiancanti dentali. Solo dal dentista quelli potenti.

 

L’UE interviene per tutelare la salute dei consumatori contro i rischi degli sbiancanti dentali. A segnalarlo è Giovanni D’AGATA, presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti” che rileva come con due regolamenti le istituzioni europee hanno introdotto, a partire dall'11 luglio 2013, alcune modifiche riguardanti i prodotti per lo sbiancamento o lo schiarimento dei denti (sbiancanti dentali)  con concentrazione > 0,1 % e  ≤ 6 % di perossido di idrogeno.

Data la natura vincolante dei due regolamenti in questione, gli stessi  sono obbligatori in tutti i loro elementi e direttamente applicabili in ciascuno degli stati membri dell’Unione europea.

In particolare, a far data dall'11 luglio scorso i prodotti cosmetici a base di perossido di idrogeno (H2O2), devono essere conformi alle disposizioni delle due disposizione di seguito citate:

- Regolamento (CE) N. 1223/2009 sui prodotti cosmetici, del Parlamento europeo e del Consiglio del 30 novembre 2009, che sostituisce la direttiva 76/768/CEE del Consiglio del 27 luglio 1976, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai prodotti cosmetici, e tutte le sue successive direttive di modifica per adeguamento degli allegati al progresso tecnico.

- Regolamento (UE) N. 344/2013 della Commissione del 4 aprile 2013, che modifica gli allegati II, III, V e VI del Regolamento (CE) n. 1223/2009.

Per ciò che concerne le modifiche essenziali alla normativa precedente bisogna fare particolare riferimento all’allegato III, numero d’ordine 12, del  Regolamento (UE) N. 344/2013, che prevede che a partire dall’11 luglio 2013:

1. In primo luogo che i prodotti per lo sbiancamento o lo schiarimento dei denti (sbiancanti dentali)  con concentrazione > 0,1 % e  ≤ 6 % di perossido di idrogeno, presente o liberato, attualmente classificati come dispositivi medici e marcati CE ai sensi della Direttiva 93/42/CEE, non possono più essere immessi sul mercato come tali ma solo come cosmetici in conformità ai due regolamenti.

2. I prodotti sbiancanti dentali con concentrazione > 0,1 % ≤ 6 % di perossido di idrogeno, presente o liberato, classificati come dispositivi medici e marcati CE già presenti sul mercato non possono essere venduti o distribuiti al consumatore finale.

3. I prodotti con una concentrazione > 0,1 % ≤ 6 % possono essere venduti esclusivamente dai dentisti a cui viene riservata, sotto la loro diretta supervisione, la prima utilizzazione. In seguito, il prodotto deve essere fornito al consumatore per completare il ciclo di utilizzo.

4. I prodotti per lo sbiancamento dei denti con una concentrazione di perossido di idrogeno inferiore allo 0,1% possono invece continuare ad essere venduti in farmacia.

 

lunedì 19 agosto 2013

Smartphone e tablet, in pericolo la vista dei vostri figli.


COMUNICATO STAMPA

 

Smartphone e tablet, in pericolo la vista dei vostri figli.

Nei centri oculistici e oftalmologici sono sempre di più i bambini e i giovani che si presentano con occhi infiammati ed emicranie. Il parere di alcuni esperti

 

Se è sotto gli occhi di tutti la rivoluzione sociale determinata dalla diffusione di smartphone, pad e tablet il cui utilizzo è diventato fenomeno di massa, non sono però ancora definite le conseguenze che questo massivo uso da  parte di tutte le categorie di cittadini, di tutte le età, possa portare al singolo ed al modo d’interagire della collettività. È certo però che una buona regola è quella di fare sin da subito attenzione alla salute degli occhi dei più piccoli per non parlare di quella mentale. Non si contano più, infatti, i genitori che hanno voluto o vorranno soddisfare il desiderio dei propri figli di possedere uno smartphone, un pad o un tablet.

Ma prima di avere chiaro il quadro se l’utilizzo da parte dei bambini possa causare patologie psichiche, in attesa di studi in merito, Giovanni D’AGATA, presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, ritiene doveroso riportare quanto sostenuto da alcuni esperti oftalmologi e oculisti sui rischi per gli occhi dei più giovani.

Partiamo da ciò che sostiene Jan Vonderlin, portavoce della clinica oftalmologica di Zurigo Pallas secondo cui "L'intenso utilizzo di smartphone rappresenta un problema" di cui bisogna tenere conto per la salute dei propri figli. In particolare, sarebbero proprio i più giovani a soffrire di disturbi nella capacità di concentrazione. Ciò perché gli occhi e di conseguenza il cervello sono sottoposti a uno sforzo maggiore quando devono fissare costantemente uno schermo così piccolo come lo è quello di uno smartphone o di un tablet. Un affaticamento che può essere causa di occhi infiammati, lacrimanti e irritati. Tali dati vengono dalla constatazione diretta dei pazienti che si presentano negli ambulatori o nelle cliniche oculistiche per i quali è possibile verificare che la ragione del loro problema ha origine proprio nell'utilizzo eccessivo di smartphone e tablet e tutti questi nuovi strumenti messi a disposizione dalle  nuove tecnologie. Tanto che è stato possibile verificare che tra i giovani è stato osservato un aumento dell'utilizzo di collirio.

Inoltre, sempre a detta degli esperti, la sindrome di visione a questi schermi può portare anche ad un indebolimento della capacità di messa a fuoco, tant’è che un giovane su 10 avrebbe difficoltà a mettere a fuoco un oggetto che si trova nelle sue vicinanze. Mentre è noto che negli ultimi anni sono aumentati, e di molto, i casi di sindrome di visione al computer.

Su un articolo apparso sul quotidiano Daily Mail di giovedì scorso, l'oftalmologo inglese David Allamby, ha addirittura azzardato un ipotesi drammatica sulle conseguenze future che questi abusi potranno comportare sulla popolazione vivente: fino alla metà dei bambini che oggi hanno 10 anni, tra venti anni potranno diventare miopi. La causa sarebbe da attribuire al vizio che hanno tanti ragazzi di stare con lo sguardo fisso a brevissima distanza, a volte a soli 10 centimetri, ai piccoli schermi degli smartphone per lunghi periodi di tempi, che si protraggono per ore.

Dall’altra parte vi è però chi tra gli addetti ai lavori chi contesta le considerazioni giunte dal Regno Unito. Sempre dalla Svizzera, in particolare dall'Istituto di optometria all'Alta Scuola della Svizzera Nord-Occidentale, il direttore Roger Crelier, ha rilevato come non vi siano studi dimostranti la relazione tra l'utilizzo degli smartphones e la miopia. E ha precisato che "con l'utilizzo normale di smartphones non sussistono pericoli per la propria vista".

È ovvio però che per lo “Sportello dei Diritti” la prudenza non è mai troppa e se proprio non si può fare a meno ad evitare di acquistare uno smartphone o un tablet ai propri pargoli è giusto, però, educarli ad un utilizzo corretto per evitare o comunque ridurre qualsiasi rischio per il futuro.

 

Noleggiatori abusivi

http://www3.varesenews.it/gallarate_malpensa/allontanati-dall-aeroporto-i-noleggiatori-di-carrelli-per-bagagli-269539.html

lunedì 12 agosto 2013

Patenti taroccate facili da acquistare su internet

Patenti taroccate facili da acquistare su internet Non solo i contrassegni falsi delle assicurazioni Rcauto, che come lo “Sportello dei Diritti", ha più volte segnalato, sono ormai troppo spesso oggetto di "scoperta" da parte delle forze di polizia stradale di tutto il Paese, ora un altro fenomeno ha preso piede agevolato dalla semplicità con cui sarebbe facile acquistare tramite la rete: le patenti false su internet. Online, infatti, si possono reperire appositi siti, quasi tutti americani dove chi ha bisogno di una patente o un permesso internazionale di guida può agevolmente acquistarlo via internet e ricevere a domicilio a modiche cifre ossia ad un prezzo attorno ai 75 dollari Usa, circa 56 euro. Una propria foto in formato digitale, un pagamento online, un click e via e la patente dopo qualche giorno arriva con il corriere a casa. Di recente, solo per fare un esempio nella sola zona di Parma sono stati sequestrati tre documenti simili, ma di questi fatti che riguardano in particolare cittadini stranieri fermati dalla polizia stradale o dalle municipali se ne segnalano un po' in tutta Italia anche perché il passaparola ha fatto presto a diffondersi sia per la semplicità con cui é possibile ottenere questi documenti che per l'offerta a bassissimo costo che ovviamente appare assai allettante a chi ha bisogno della patente ma non é riuscito a prenderla sia per le difficoltà con la lingua italiana che per gli alti costi dei corsi di guida. Ovviamente per tutti scatta il deferimento in Procura per guida senza patente e poco dopo arriva la condanna ad una pesante ammenda, di solito con apposito decreto penale. Il crescente numero di denunce di questo tipo, fa propendere per definire quello delle patenti taroccate un fenomeno forse più pericoloso dei contrassegni falsificati della Rcauto perché a differenza di quest'ultimo gli automobilisti beccati alla guida potrebbero essere completamente inesperti e non conoscere anche le più elementari regole della circolazione o comunque non essere pronti per la guida in UE. É ovvio che pur in assenza di numeri certi, spiega Giovanni D'Agata, presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti" solo l'intensificarsi di controlli sulle strade potrà evitare che questi soggetti improvvisati alla guida possano causare danni gravi e vittime, ma é attraverso un'opera di informazione specie fra le comunità degli immigrati anche per il tramite delle associazioni di volontariato, gli uffici stranieri delle questure e le Prefetture che si potrà prevenire il fenomeno comunicando i rischi per sé stessi in termini di conseguenze penali per guida senza patente e possesso di documenti contraffatti e soprattutto per gli altri in merito alla sicurezza stradale.

domenica 11 agosto 2013

Pericolo per gli uomini

Pescato un pesce "mangia-testicoli": Avviso ai bagnanti: «Tenete su i costumi»
11-Agosto-2013
ROMA - Un pesce simile al Piranha ma dalla dentatura differente e con una predisposizione che fa paura ai bagnanti: morde i testicoli dell'uomo. Si chiama Pacu, solitamente si trova nelle acque del fiume Orinoco, in Amazzonia, ma è stato avvistato anche in Nuova Guinea e Texas. Nei giorni scorsi, però, un esemplare è stato pescato nello stretto che separa la Svezia dalla Danimarca, segnalandone la presenza anche nelle acque europee. Lo ha riferito il quotidiano danese Ekstrabladet citando esperti del museo di Storia Naturale.

Il Pacu non dovrebbe nuocere all'uomo, ma «ma è anche vero che ha un morso abbastanza rilevante, ci sono stati incidenti in altri Paesi, come in Papua Nuova Guinea dove ad alcuni uomini sono stati strappati via i testicoli» ha dichiarato Henrik Carl, biologo marino al Museo di Storia Naturale danese. «Mordono perché sono affamati e i testicoli si adattano alla loro bocca», ha raccontato al quotidiano svedese The Local.
L'esemplare pescato misurava 21,5 centimetri, ma possono arrivare ai 90 per un peso di 45 kg. La raccomandazione dell'Università di Copenhagen ai bagnanti è stata, comunque, di tenere addosso il costume da bagno.

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venerdì 9 agosto 2013

Le Poste intervengano sui Postamat

Sindacato Europeo dei Lavoratori sito: http://www.sindacatoeuropeolavoratori.it/ e-mail: segreteria-generale@sindacatoeuropeolavoratori.it all’att.ne Simona Giorgetti Direttore Comunicazione Esterna email: segreteriace@posteitaliane.it telefono: 06.59587631; fax: 06.59587647 RELAZIONE CON I MEDIA responsabile: Pierpaolo Cito email: citopier@posteitaliane.it telefono: 06.59589008 Ufficio Stampa Nazionale responsabile: Patrizia Lombardo email: patrizia.lombardo@posteitaliane.it Le Poste intervengano sui Postamat Un paio di giorni fa c’era la coda al Postamat di Poste Italiane a Vergiate. (VA) Avvicinatomi per prelevare ho sentito le lamentele degli utenti che non riuscivano a prelevare a causa dei riflessi della luce solare. Non esiste un modo più sicuro per fare prelevare i soldi? Non c’è possibilità di mettere una tendina parasole per ovviare all’inconveniente? Una maggiore attenzione e sensibilità di Poste Italiane potrebbe con una modica spesa ovviare all’inconveniente. Giuseppe Criseo Segretario Generale Sindacato Europeo dei Lavoratori http://www.sindacatoeuropeolavoratori.it/ Malpensa,09.08.2013

domenica 4 agosto 2013

L’Italia inondata di prodotti contraffatti. Dalle sigarette, alla moda, all'alimentare. L'estate il picco di vendite


COMUNICATO STAMPA

 

L’Italia inondata di prodotti contraffatti. Dalle sigarette, alla moda, all'alimentare. L'estate il picco di vendite

 

In questi ultimi due anni, le dogane e la polizia tributaria hanno sequestrato decine di milioni sigarette contraffatte, che com'é noto, possono essere anche più pericolose per la salute dei consumatori. Nel 2010, c'era stato un declino, ma la quantità aumenta ancora.

Le statistiche per l'anno 2012 hanno confermato che il mercato del falso tocca ogni settore del commercio dove si possono fare ancora guadagni che anzi, con la crisi, aumentano per i prodotti contraffatti perché l'italiano medio non rinuncia alla griffe anche se taroccata. L'anno scorso, sarebbero stati bloccati profumi o cosmetici contraffatti alle dogane per una cifra pari a più del doppio rispetto al 2011, come pure capi di abbigliamento e accessori, orologi e gioielli, giocattoli per bambini o farmaci, prodotti alimentari, tutti contraffatti e quasi tutti provenienti dai mercati asiatici. Con l'avvento dell'estate, sottolinea Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, aumentano anche le vendite al dettaglio di questi prodotti perché le spiagge e le giornate più lunghe consentono un incremento delle vendite certamente superiore alle medie invernali.

Il problema, però, per arginare il fenomeno che tanto danno fa alla tipicità dei nostri prodotti e alle industrie di ogni settore impegnate a far valere i propri marchi, non sono tanto i dettaglianti, giacché le sanzioni previste dalla legge sono diventate sempre più pesanti e gravose per chi vende al pubblico tali beni, ma é la facilità con cui continuano a giungere sul mercato interno i prodotti contraffatti che riescono ancora ad eludere le dogane e i controlli all'interno dell'area Ue dove di frontiere fisiche non ce n'è più. É un fiume in piena che é difficile da contenere, ma che solo una politica comunitaria e non solo italiana dei controlli più accorta potrà disincentivare.

 

sabato 3 agosto 2013

Antidolorifici Ibuprofene richiamati in Canada per errore di etichettatura


COMUNICATO STAMPA

 

Antidolorifici Ibuprofene richiamati in Canada per errore di etichettatura.

Le etichette attuali affermano erroneamente che i prodotti sono confezionati con tappo a prova di bambino. Lo "Sportello dei Diritti" chiede se il problema riguarda anche l'Ue e l'Italia

 

Nella costante attività di monitoraggio delle allerte lanciate dalle autorità sanitarie internazionali e di ogni paese, lo “Sportello dei Diritti”, in data odierna segnala quella lanciata dal Ministero della Sanità canadese che ha emesso un advisory nel quale afferma che centinaia di Safeway Ibuprofene Liquid Capsules (200 mg capsule, 72 in ogni contenitore) e Ibuprofene capsule liquide (200 mg, 72 capsule in una bottiglia) sono stati richiamati a causa di un errore di etichettatura.

Attualmente, le etichette sulle bottigliette riporterebbero erroneamente la dicitura che sono confezionati con un tappo a prova di bambino. I prodotti, in realtà potrebbero rappresentare un rischio per i bambini che potrebbero aprire la bottiglia e ingerirne il contenuto.

Il dicastero della Salute del Canada ha avvertito che il rischio di ingestione da parte dei bambini può causare un'overdose di ibuprofene e gravi conseguenze per la salute tra cui convulsioni, insufficienza renale, problemi cardiaci sino al coma. I primi sintomi di sovradosaggio comprendono nausea, vomito, letargia e dolore addominale. L'istituzione del paese nordamericano ha consigliato i consumatori che sono in possesso attualmente del farmaco, di tenerlo fuori dalla portata dei bambini e restituire le bottiglie in questione dove sono state acquistate. Alla luce di tale allerta,Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, chiede alle autorità sanitarie europee ed italiane se il problema riguarda anche l'Ue o l'Italia ed in caso affermativo di adottare urgentemente analoghe misure.