sabato 28 dicembre 2013

Sequestro di diverse tonnellate di carne di cavallo in Belgio. Una parte del lotto di questa carne risulta già venduta in Italia


COMUNICATO STAMPA

 

Sequestro di diverse tonnellate di carne di cavallo in Belgio. Una parte del lotto di questa carne risulta già venduta in Italia

 

L'Agenzia Federale per la Sicurezza della Catena Alimentare (FASFC) belga ha sequestrato venerdì molte tonnellate di carne di cavallo di una società belga dopo che aveva ricevuto informazioni dalle autorità francesi nel contesto dell'identificazione di frodi evidenziate in Francia.

Le autorità francesi hanno avviato indagini sulla presunta frode per l'identificazione dei cavalli durante il primo trimestre del 2013. Gli equini, che provenivano da individui, centri equestri e laboratori farmaceutici, dove erano utilizzati per la produzione di siero equino purificato, sarebbero stati rivenduti per il consumo.

La Francia ha informato il Belgio, che il 23 dicembre, 17,5 tonnellate di questa partita di carne erano state consegnate ad una società belga.

La FASFC ha sequestrato in loco parte di queste carni, congelate, senza prelevare dei campioni in questa fase in attesa di nuove istruzioni da parte delle autorità francesi. La carne in questione, proveniente da questa presunta frode, tuttavia, nel frattempo era stato mischiata con altra per formare una partita totale di 82 tonnellate di carne. Questo lotto potrebbe essere comunque rintracciato.

Tra febbraio e marzo 2013, 1,6 tonnellate di questo lotto erano già state vendute come carne fresca in una ventina di macellerie in Belgio.

Nell'impresa sono state sequestrate circa 16,8 tonnellate di questo lotto di carne. La maggior parte del lotto è stata distribuita in tutta Europa, particolarmente in Francia, in Olanda ed anche in Italia. La FASFC ha informato le autorità competenti dei paesi interessati.

In un comunicato contenente una dichiarazione dal procuratore della Repubblica di Marsiglia, dottor Brice Robin, l’agenzia federale belga ha dichiarato che il sequestro in questione non è stato fatto perché le carni sono inadatte al consumo in quanto nocive per la salute umana. La frode è prima di tutto amministrativa e non sanitaria, come confermato dal portavoce dell'agenzia federale Jean-Paul Denuit. Quest'ultimo ha aggiunto in tal senso che le autorità francesi hanno inviato al Belgio informazioni e non un avvertimento.

Per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, associazione che ha più volte richiamato l’attenzione delle autorità e dei consumatori sulle numerose frodi che riguardano il commercio di carni nell’area UE, quest’ennesima truffa alimentare dimostra che esistono problemi di identificazione dei cavalli ma anche di altri tipi di animali, in vari paesi europei.
Mentre l’associazione ribadendo quanto denunciato dalle agenzie alimentari belga e francese, ha sollevato molte volte questo problema, è da rilevare che sia la Commissione europea che le autorità italiane non hanno ancora espletato azioni concrete per armonizzare i controlli in diversi Stati membri per la corretta applicazione delle normative europee in tutta l'Unione.
 

venerdì 27 dicembre 2013

Bambini smartphone e tablet, c'è preoccupazione  tra gli esperti  


COMUNICATO STAMPA

 

Bambini smartphone e tablet, c'è preoccupazione  tra gli esperti
 
Un vero e proprio boom che non conosce un rallentamento ormai da diversi anni, quello della vendita di smartphone e tablet, favorito da una miriade di promozioni commerciali rivolte ad ogni fascia della popolazione, compreso i bambini che oggi più che mai, diventano un bersaglio indiretto delle vendite di tali prodotti informatici.
Ma se è un modo, almeno apparente di far girare un economia in crisi da anni, perché alla fine la pressoché totalità degli utili finisce nelle casse delle multinazionali dell’elettronica e della telefonia, in realtà non si stanno comprendendo gli effetti sociali specie in termini di sviluppo cognitivo, relazionale ed educativo sull’ultima generazione di italiani.
Ed oggi, tablet e smartphone, certamente il must del regalo di Natale 2013, sono nel mirino degli esperti che stanno iniziando ad evidenziare i pericoli che questi oggetti tecnologici possono riguardare i più piccoli. Anche perché la loro facilità di utilizzo è tale, che bambini piccolissimi, anche di 3 anni o meno, sono in grado di accedere agevolmente alle funzioni di base ed utilizzarli.
Il fenomeno più  preoccupante, peraltro, è da rinvenire nel comportamento dei genitori che mettono a disposizione dei propri figli tali apparecchi per tenerli a bada e non doverli gestire e quindi educare. Un dato che, se si somma ai momenti che li si abbandona davanti alla tv o ai videogiochi, lascia ben poco al tempo necessario da dedicare all’educazione della prole per avviarla alla vita.
Dimitri Christakis, medico dell’ospedale pediatrico di Seattle, ha evidenziato che “Niente è però più importante per lo sviluppo sociale del bambino del tempo che passano con i genitori”.
Se è vero che i giochi hanno valore educativo - evidenzia il medico - ma se si usa il tablet solo per guardare video allora non vi è alcuna differenza con la televisione.
Né ad oggi sono stati dimostrati eventuali benefici di uno schermo per lo sviluppo dei bambini, ed anzi, troppo tempo davanti alla TV è stato connesso a problemi comportamentali e un ritardo nello sviluppo sociale.
In attesa di studi più approfonditi, che probabilmente arriveranno tra anni e quindi troppo tardi  per comprendere i reali effetti di questo fenomeno di massa sulle nuove generazioni, Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, si unisce al coro di preoccupazione degli esperti, rivolgendo un appello a tutti i genitori affinché evitino di lasciare in balìa di questi strumenti i propri piccoli, cercando di riservare ogni momento utile della giornata a dedicarsi a loro in maniera quanto più tradizionale è possibile.  
 

mercoledì 18 dicembre 2013

Mobbing. Risarcito per la depressione il dipendente cui sono stati affidati compiti marginali e impediti gli aggiornamenti

COMUNICATO STAMPA

Mobbing. Risarcito per la depressione il dipendente cui sono stati affidati compiti marginali e  impediti gli aggiornamenti. Liquidato il danno non patrimoniale da dequalificazione professionale sulla base del 50 % dello stipendio lordo

Un'importante decisione sulla piaga del mobbing arriva dal tribunale di Milano, che Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, associazione da sempre impegnata in difesa delle vittime di vessazioni sul luogo di lavoro ritiene utile portare all'attenzione di quanti subiscono angherie e soprusi.

Con la sentenza 1012/13, il giudice del lavoro designato, ha riconosciuto il diritto al risarcito del danno biologico - conseguenza dell’ansia e della depressione - nonché morale, al lavoratore cui non siano stati consentiti gli aggiornamenti e affidati compiti marginali rispetto al bagaglio professionale acquisito con gli studi e l’esperienza, sulla base di un'assunta incompatibilità ambientale. Secondo il tribunale di Milano il risarcimento dovuto per la dequalificazione dev'essere liquidato in relazione al 50 % dello stipendio lordo. Nel caso di specie il tribunale meneghino ha accolto il ricorso degli eredi di un medico oculista, assegnato a compiti marginali, in particolare alle dimissioni dei pazienti, privato della facoltà di operare e visitare nonché di ottenere aggiornamenti professionali. Nella fattispecie, il dottore era stato in primo luogo trasferito poiché l'azienda lamentava una non meglio precisata incompatibilità ambientale e poi a seguito di un ricorso in via d’urgenza risultato vittorioso, otteneva il ritorno in sede, ma, come accade sovente, con mansioni mortificanti. In conseguenza di tale scelta aziendale, il medico decide di ricorrere contro l'Asl per domandare il risarcimento del danno biologico, a causa di una lieve sindrome ansioso-depressiva, e morale, determinati dalla nuova difficile situazione lavorativa, significando la sussistenza di mobbing a suo carico. Indipendentemente dalla verifica della condotta mobbizzante da parte dei superiori, il giudice ha comunque accolto le sue doglianze, essendo stato comprovato il demansionamento che ha causato la frustrazione e le complicazioni dello stato di salute. Anche perché é lo stesso magistrato a rilevare che «non vi è dubbio di genere alcuno che la dequalificazione professionale è uno degli elementi che, senza vincolo di esclusività e tanto meno di esaustività, concorre a definire il concetto di "mobbing"».

La sentenza in questione é da ritenersi più che significativa in quanto il giudicante ha rilevato come il mobbing evochi «una condotta del datore di lavoro, o del superiore gerarchico, sistematica e protratta nel tempo, tenuta nei confronti del lavoratore nell’ambiente di lavoro, che si risolve in sistematici e reiterati comportamenti ostili che finiscono per assumere forme di prevaricazione o di persecuzione psicologica da cui può conseguire la mortificazione morale e l’emarginazione del dipendente con effetto lesivo del suo equilibrio fisiopsichico e del complesso della sua personalità. Ai fini della configurabilità della condotta lesiva del datore di lavoro sono, pertanto. rilevanti: a) la molteplicità dei comportamenti di carattere persecutorio, illeciti o anche leciti se considerati singolarmente, che siano stati posti in essere in modo miratamente sistematico e prolungato con intento vessatorio; b) l’evento lesivo della salute o della personalità del dipendente; c) il nesso eziologico tra la condotta del datore, o del superiore gerarchico, e il pregiudizio all’integrità psico-fisica del lavoratore; d) la prova dell’elemento soggettivo, cioè dell’intento persecutorio».

In virtù del riconoscimento del nesso di causalità tra le lesioni subite ed il comportamento datoriale, il tribunale ha riconosciuto nei confronti degli eredi del medico un risarcimento di 13 mila euro a fronte del danno biologico la cui dimostrazione è stata circoscritta a dodici mesi, da dicembre 2007 e dicembre dell’anno successivo. Ma vi é di più. Per determinare l'ulteriore danno non patrimoniale il giudice ha basato la sua valutazione sulla base del 50 % dello stipendio lordo, stabilendo che a ciascuno degli eredi fossero liquidati 30 mila euro.

La decisione in questione si pone in accordo con il recente orientamento giurisprudenziale della Cassazione, che con la sentenza 25729/13, ha ritenuto risarcire un ispettore retrocesso a mero addetto alle vendite, con un importo pari al 50 % dello stipendio lordo.

 

martedì 10 dicembre 2013

L'invenzione che potrebbe salvare la vita di molti ciclisti e pedoni. Un guanto crea gli indicatori di direzione. Arrivano le “frecce”

COMUNICATO STAMPA

 

L'invenzione che potrebbe salvare la vita di molti ciclisti e pedoni. Un guanto crea gli indicatori di direzione. Arrivano le “frecce”

 

Sembra la scoperta dell’acqua calda ma nessuno l’aveva portata all’attenzione del pubblico prima d’ora.

È stata realizzato da un ex -dipendente americano di Google un guanto dotato di lampeggianti che opererà semplicemente incollando il pollice all'indice per segnalare la direzione che intendono prendere ciclisti e altri piccoli utenti della strada.

Zach Vorhies, è questo il nome dell’inventore, aveva già creato in precedenza uno zaino dotato di LED ma  poi ha avuto l’idea di creare guanti utilizzabili dai ciclisti, ma anche da chi fa jogging o pattinatori di indicatori di direzioni o più semplicemente di quelle che conosciamo con il nome di “frecce”.

Per realizzare il suo progetto, Zach Vorhies, che risiede a San Francisco, ha lanciato lunedì una raccolta fondi su Kickstarter, una piattaforma di crowfunding, nella speranza di riuscire a raccogliere i 35.000 dollari che consentiranno di produrre e commercializzare i suoi guanti.

Per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, una semplice ma affascinante idea che potrà servire a salvare la vita di migliaia di utenti della strada che attualmente non hanno la possibilità di segnalare preventivamente ed in modo adeguato la svolta a destra o a sinistra.

 

domenica 8 dicembre 2013

L'uso di antidepressivi è salito alle stelle in tutta Europa. Anche in Italia è raddoppiato in 10 anni. Prescritti per la tristezza di tutti i giorni e il dolore

L'uso di antidepressivi è salito alle stelle in tutta Europa. Anche in Italia è raddoppiato in 10 anni. Prescritti per la tristezza di tutti i giorni e il dolore L'uso di antidepressivi è salito alle stelle in Europa, ma anche in Italia paese che come Grecia, Spagna e Portogallo è stato colpito da una crisi che non conta precedenti dall’avvio dell’integrazione europea. Se la diagnosi di depressione e la prescrizione di tali farmaci quali cure primarie ha conosciuto una prima diffusione negli anni novanta, l'uso di questi medicinali ha tuttavia visto un costante escalation tanto da raddoppiare nel corso di un decennio. Secondo gli ultimi dati OCSE, delle 30 dosi giornaliere per 1.000 abitanti registrate nel 2000 si è passati a 64 nel 2011. Se alla fine degli anni Ottanta un aumento progressivo era stato causato dalla comparsa e la diffusione di farmaci come la fluoxetina, a partire dall'inizio della crisi tale escalation si è accresciuta. Tra il 2008 e il 2009 le vendite in farmacia di antidepressivi sono aumentate del 5,7%, e tra il 2009 e il 2010 del 7,5%, a 37,8 milioni di confezioni nella sola Spagna, paese colpito da una crisi simile a quella italiana,, secondo il punto di vista della consulenza di settore IMS Health. Sempre in Spagna, nel 2012 sono stati superati di gran lunga i 38 milioni arrivando a 38,7 milioni di contenitori di questi prodotti venduti. L’estensione delle diagnosi di quella che è considerato una depressione, la medicalizzazione della sofferenza di tutti i giorni e la maggiore indicazione di questi farmaci per altre malattie (come alcuni disturbi endocrini o fibromialgia), sono alcuni dei motivi che, per gli esperti, spiegano perché tale incremento si sia verificato anche in Europa. Ma mentre il consumo non diminuisce, l'utilità e l'efficacia di questi farmaci per combattere la depressione lieve e moderata è incrementato. El Pais, insieme ad altri cinque grandi giornali che condividono il progetto europeo - The Guardian, Le Monde, La Stampa, Gazeta Wyborcza, Süddeutsche Zeitung – hanno chiesto per settimane, se ai propri lettori sono stati prescritti (per la salute) o presi antidepressivi e se hanno lavorato. Più di 4.000 persone provenienti da Germania, Francia, Regno Unito, Italia e Spagna hanno contribuito con le loro esperienze attraverso un questionario online. La maggior parte di loro hanno detto che i farmaci li hanno aiutati, ma in particolare coloro che hanno accompagnato altre terapie. Negli ultimi anni, diversi studi scientifici hanno analizzato l'efficacia o il beneficio degli antidepressivi per combattere sintomi di depressione da lievi a moderati, per le gravi non è in discussione. I risultati erano simili in tutte le ricerche: la loro efficacia è molto limitata. Quindi, per esempio, un ampio studio condotto nel 2008 da ricercatori britannici su tre dei principali principi attivi, che erano i “bestseller” all'epoca: fluoxetina (Prozac popolare, che per anni è stato definito 'la pillola della felicità'), venlafaxina (Efexor) e paroxetina (Serotax, noto anche come 'pillola timidezza'). L'analisi, pubblicata sulla rivista Plos Medical, ha scoperto che per i pazienti che non hanno sintomi gravi antidepressivi era altrettanto utile quanto una pillola di zucchero, cioè un placebo. Un altro lavoro più recente, svolto da esperti che hanno analizzato i dati di 14.000 soggetti che hanno consumato antidepressivi per più di un anno, ha stabilito che questo trattamento farmacologico non si traduca in un miglioramento a lungo termine nei pazienti con disturbi dell'umore . Se anche ricerche recenti dimostrano che non sempre è necessaria la somministrazione di tali farmaci, per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” è auspicabile che s’inverta la tendenza evidenziata anche perché la necessità o meno dell’assunzione di antidepressivi, dev’essere verificata caso per caso dal proprio psichiatra e non per tutti i tipi di disturbi, anche quelli lievi o lievissimi.

sabato 7 dicembre 2013

C’è stata fissazione dei prezzi? Giro di vite dell'UE su Samsung

C’è stata fissazione dei prezzi? Giro di vite dell'UE su Samsung Ispettori dell'UE hanno effettuato ricerche nei locali commerciali del gigante dell'elettronica Samsung in diversi paesi europei, perché sarebbe sospettata di una politica di fissazione dei prezzi. La multinazionale Samsung sarebbe toccata da un'indagine dell'UE con l'accusa di collusione illegale nel settore. La società, secondo un portavoce che non ha comunicato ulteriori informazioni, avrebbe collaborato pienamente con la Commissione europea. Lui non ha fatto maggiori informazioni. Gli ispettore dell'UE avrebbero perquisito gli uffici di aziende di elettronica in diversi paesi dell'UE. I nomi non sono stati però menzionati. La Commissione europea ha comunicato ieri sera giovedì 5 dicembre, che le società in questione sarebbero sospettate di aver ostacolato la vendita su Internet di prodotti elettronici. Ciò potrebbe comportare un aumento dei prezzi per i consumatori. L’istituzione europea ha anche rivelato che le imprese interessate sono coinvolte nella produzione, distribuzione e vendita di prodotti elettronici e piccoli elettrodomestici,. Per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, associazione che si occupa anche dei diritti dei consumatori è importante che si faccia chiarezza presto. È, infatti, superfluo precisare che qualsiasi politica che dovesse alterare i prezzi a danno di chi acquista tali prodotti attraverso la rete che è divenuto uno dei più importanti canali di compravendita per una platea sempre più grande di cittadini, debba essere immediatamente censurata e punita se si vogliono tutelare veramente i consumatori e la libera concorrenza.

venerdì 6 dicembre 2013

   Acqua potabile: milioni di unità abitative non rispettano gli standard. Ed il 25 dicembre scade il termine che abbassa i limiti dei livelli di piombo


COMUNICATO STAMPA

  

Acqua potabile: milioni di unità abitative non rispettano gli standard. Ed il 25 dicembre scade il termine che abbassa i limiti dei livelli di piombo

 

Nel 1998, l’Europa aveva ordinato il cambiamento dei tubi di piombo. Quante abitazioni non sono state adeguate, mentre il 25 dicembre entrerà in vigore il nuovo limite europeo a 0,01 mg/l?

Una direttiva europea del 1998 aveva imposto che per ragioni di salute, il piombo dovesse essere sostituito dalle vecchie linee locali (costruite prima del 1949). Si stima ancora che milioni di abitazioni civili non soddisfino gli standard.

In altri paesi europei, di recente alcune associazioni di consumatori hanno suonato l'allarme e invitato le autorità a fornire supporto nel periodo di transizione tra l’obbligo introdotto e la scadenza dei termini per l’adeguamento. Anche perché non solo è in gioco la qualità dell'acqua e quindi la salute, ma anche milioni di euro di costi a carico dei cittadini.

Ripercorrendo la storia è possibile verificare che già nel 1998 le istituzioni europee si erano preoccupate concretamente del problema piombo nell’acqua. Per arginare la questione, Bruxelles introdusse l’obbligo di cambiare le tubature delle vecchie abitazioni. L'obiettivo: riportare il piombo contenuto nell’acqua entro i livelli massimi stabiliti dalle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che sono pari a 10 microgrammi per litro d'acqua.

La Direttiva Europea per le acque per consumo umano DWD 98/83 CE stabilisce per il piombo nell’acqua il limite di 0,025 mg/l, quindi due volte e mezzo il limite consigliato dall’OMS. Inoltre, tale limite, entrato in vigore il 25 dicembre 2003, varrà fino al 25 dicembre 2013. Solo dopo tale data il limite europeo scenderà ai 0,01 mg/l consigliati dall’OMS.

Quindi, è un dato inequivocabile, ma nessuno ne parla, anche in Italia il limite fra tre settimane scenderà ai 0,01 mg/l, mentre milioni di abitazioni non sono a norma anche per i notevoli costi che comporta la sostituzione delle tubature.  

Alla luce dei ritardi, della scarsa informazione data dalle istituzioni e della grave crisi economica, Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, invita il governo ad attuare misure urgenti stabilendo una proroga del termine e l'attuazione di un piano di assistenza finanziaria per la realizzazione delle opere di sostituzione delle tubature.

 

lunedì 2 dicembre 2013

Sicurezza alimentare. I supermercati Eurospin ritirano in otto regioni le olive nere a marchio Bel Colle. È allarme botulino per un ricovero a Forlì


COMUNICATO STAMPA

  

Sicurezza alimentare. I supermercati Eurospin ritirano in otto regioni le olive nere a marchio Bel Colle. È allarme botulino per un ricovero a Forlì

 

Allerta per botulino lanciata dal Ministero della salute riguardante due lotti di olive nere  a marchio Bel Colle. L’allarme è  seguito al ricovero d’urgenza, presso l’ospedale di Morgagni di Forlì, di una paziente con una grave sintomatologia ascrivibile a sospetta intossicazione da Clostridium botulinum. Le analisi effettuate dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia ed Emilia Romagna effettuate dopo che le autorità competenti hanno fatto scattare immediatamente le indagini, hanno evidenziato, in una confezione aperta di Olive dolci nere 400 g, a marchio Bel Colle, lotto L 95-13 con scadenza 25/12/2013, la presenza di tossina botulinica.

L’alimento era stato acquistato presso il supermercato Eurospin, via G. Deledda 6, 47121 Forlì. A seguito dell’allerta è stato disposto il ritiro dal mercato e il richiamo al consumatore di tutti i lotti e tutte le scadenze dei prodotti a marchio Bel Colle fabbricati dalla ditta Magini Massinissa Liliana, presso lo stabilimento via Milano 35, 0065 Fiano Romano (RM). Sul sito del Ministero sono presenti le immagini del prodotto.

Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” invita i chiunque avesse acquistato le olive nei supermercati Eurospin di: Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo, Lazio, Molise, Campania e in provincia di La Spezia. a non consumarle e a consegnarle alla ASL locale o al punti vendita

 

domenica 1 dicembre 2013

Caso della donna italiana cui è stato forzato il parto cesareo in Inghilterra e levata la bambina. Sportello dei Diritti: “Intervenga la “Farnesina”!”

Caso della donna italiana cui è stato forzato il parto cesareo in Inghilterra e levata la bambina. Sportello dei Diritti: “Intervenga la “Farnesina”!” Da quotidiani inglesi e su segnalazione di alcuni nostri connazionali residenti in Inghilterra abbiamo appreso della sconcertante notizia della donna italiana "abitualmente residente" nel paese d’Oltremanica, affetta da disturbi psichiatrici cui i sevizi sociali britannici, 15 mesi or sono avrebbero fatto forzare un parto cesareo e trattenuto la bambina nonostante la madre, in seguito, abbia cercato invano di potersi vedere riaffidata la propria piccola tramite ricorsi alla giustizia britannica e italiana. Per quanto è dato sapere, la storia è davvero allucinante tanto da sembrare uscita da un film dell’orrore. La signora che si trovava in Gran Bretagna per partecipare a un corso di addestramento presso l'aeroporto londinese di Stansted, quartier generale della compagnia aerea low cost Ryan Air. La stessa pare si trovasse comunque in avanzato stato di gravidanza, e sofferente di una forma di bipolarismo, un disturbo maniaco-depressivo caratterizzato da un'alternanza tra eccitamento e depressione. Poco prima del parto la nostra concittadina, aveva avuto una crisi ed era stata allertata la polizia. La vicenda passava in mano ai locali servizi sociali, che le avevano imposto il ricovero in un reparto psichiatrico. La cosa che dovrebbe far trasecolare chiunque e non poco, è che risulterebbe che all’approssimarsi del parto, i sanitari su ordine della magistratura, senza avvisare neanche i familiari in Italia, hanno deciso di sottoporla a sedazione, le hanno praticato un parto cesareo, e le hanno quindi tolto la neonata, affidandola ai servizi sociali britannici, che avrebbero avviato la procedura d’adozione presso una famiglia inglese. Una volta rilasciata e rientrata in Italia, la signora si è rivolta alla giustizia per riavere indietro la figlia, finora senza successo anche perché il giudice italiano si sarebbe dichiarato incompetente. Il caso in questione è stato svelato dal Daily Telegraph, che oltre ad aver sentito l’avvocato inglese della donna, Brendan Fleming, ha anche intervistato esperti i quali si sono non hanno esitato a definire "altamente insolito" il comportamento della giustizia britannica sin da quando la signora è stata “internata”. Alla luce di tale fatto, apparso anche sulle cronache britanniche ed ormai di dominio pubblico, Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, chiede un intervento urgente anche del Ministero degli Affari Esteri per approfondire anche in via diplomatica i contorni rivelatisi oscuri di una vicenda drammatica, perché sino ad oggi la giustizia di entrambi i paesi pare non abbia fatto il suo corso nonostante si tratti di una questione che coinvolga una mamma e il suo piccolo. Tanto più perché non è la prima volta che i servizi sociali britannici siano nel mirino delle cronache. Non si contano sui giornali, anche nel recente passato, numerose vicende nelle quali sono stati accusati di eccessi o difetti di intervento, a causa del troppo rigore o completa assenza in alcune questioni in cui erano coinvolti bambini.

lunedì 11 novembre 2013

Tarsu ed alberghi

Tarsu ed alberghi . Sempre più consolidato l’orientamento che in materia di TARSU diversifica le superfici in funzione dell’utilizzo Di seguito lo “Sportello dei Diritti” porta in evidenza l’interessante articolo degli avvocati tributaristi Maurizio Villani e Paola Rizzelli che fanno il punto sull’orientamento in materia di Tarsu alberghi ed equiparati, giacché le amministrazioni locali rileva Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, hanno troppo spesso disatteso le normative vigenti creando non poco scompiglio tra gli operatori del settore, cui sovente sono giunte attraverso cartelle esattoriali richieste di pagamento per il tributo in questione che hanno messo in ginocchio le attività nel momento di crisi che tutti conosciamo. Per tali ragioni, la sintesi offerta dai due tributaristi, può essere un utile vademecum non solo per gli albergatori, ma anche per le amministrazioni comunali per evitare il reiterarsi di comportamenti illegittimi. “A healthy eye with full visual capacities is of no use in a dead body,” he said.Lecce, 10 novembre 2013 Giovanni D’AGATA La Commissione tributaria provinciale di Lecce, con la sentenza n. 329/02/13 dello 08.10.13, a pochi mesi di distanza dall’altrettanto recente sentenza emessa dalla medesima sezione in materia (la n. 227/02/13 del 9 luglio 2013), è tornata a pronunciarsi sulla questione inerente alla illegittimità della TARSU riscossa in violazione dell'art. 68 D. Lgs. 507/93, in considerazione del fatto che, anche per i campeggi così come per gli alberghi, il Comune di Gallipoli avrebbe dovuto applicare alle superfici destinate ad unità abitative la medesima tariffa prevista per le civili abitazioni. La questione sottoposta al vaglio dei Giudici salentini è stata ancora una volta quella della illegittimità di una cartella di pagamento emessa in violazione dell’art. 68 del D.Lgs. n. 507/97, posto che anche per i campeggi il Comune di Gallipoli avrebbe dovuto applicare la medesima tariffa prevista per le civili abitazioni, limitatamente alle superfici destinate alle unità abitative, con conseguente disapplicazione del regolamento comunale e della relativa delibera. Innanzitutto, per meglio chiarire i termini della questione, è opportuno partire dall’art. 62 del D. Lgs. 507 del 1993 che ha stabilito i presupposti applicativi del tributo in oggetto, individuandoli nella semplice occupazione o detenzione “di locali ed aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, esistenti nelle zone del territorio comunale in cui il servizio è istituito ed attivato o comunque reso in via continuativa”. Il successivo art. 68 del D. Lgs. N. 507 cit., invece, ne ha disciplinato la regolamentazione da parte dei Comuni, così disponendo: <>. Infine, ai sensi e per gli effetti del successivo art. 69, c. 2, del D. Lgs. N. 507/93, <>. Orbene, dal suddetto quadro normativo, si evince in maniera inequivocabile che i Comuni, per l'applicazione della tassa, devono adottare apposito regolamento che, a sua volta, deve contenere la classificazione delle categorie ed eventuali sottocategorie di locali ed aree con omogenee potenzialità di produrre rifiuti tassabili, applicando a queste la stessa tariffa. Difatti, solo una motivazione rispettosa del dettato normativo di cui all’art. 69 cit., potrebbe giustificare una tariffa differente per le aree con omogenea potenzialità di produrre rifiuti. Sul punto, peraltro, è anche intervenuta la Suprema Corte (Cass., del 04 agosto 2005, nn. 16427, 16428, 16429), statuendo che <> e con ciò riconoscendo in capo al giudice tributario il potere di disapplicare le delibere comunali, in materia di tariffe TARSU, ai sensi dell'articolo 7 D. Lgs. n. 546/1992. Pertanto, facendo corretta applicazione dell’enunciata disciplina normativa e dei suddetti principi giurisprudenziali, la Ctp di Lecce, con sent. dello 08.10.13, n. 329, ha, quindi, ritenuto legittima la tassazione delle aree non destinate ad uso abitativo, disponendo, invece, la riliquidazione della TARSU per tutte quelle superfici del campeggio destinate all'effettiva occupazione di strutture abitative. In questo modo, il Collegio salentino ha dato continuità a quel filone della giurisprudenza di merito che ormai si sta sempre più consolidando (Ctp Lecce nn. 612-614/2008 del 18.11.2008, 629/02/10 del 03.11.2010, 294-295 /02/11 del 10.05.2011.; 536/02/11 del 12.07.2011 del 09.07.13, n. 227/02/13; CTR Puglia – Sez. Staccata di Lecce – nn. 71, 72 e 73 del 04.06.2012), secondo il quale è irragionevole ritenere che un nucleo familiare in vacanza produca maggiori rifiuti di quelli prodotti ordinariamente nella propria abitazione e secondo il quale è <> (TAR Puglia, del 24 ottobre 2013, n. 2184). Né, infine, ad una diversa conclusione può indurre l’altrettanto consolidato principio giurisprudenziale della Suprema Corte di Cassazione, secondo il quale <>, in quanto se tale principio è stato enunciato a fronte della richiesta di equiparazione totale tra alberghi e civili abitazioni, manca, invece, una specifica statuizione della stessa in merito alla prospettata diversificazione delle aree a seconda della loro destinazione e sull’omessa motivazione della negazione di tale diversificazione laddove per l’appunto il Comune decida di agire diversamente.

sabato 9 novembre 2013

Sicurezza consumatori UE: allarme amianto nei thermos venduti in Italia. Le allerte principali del sistema RAPEX per elettrodomestici e apparecchiature elettriche pericolose


COMUNICATO STAMPA

  

Sicurezza consumatori UE: allarme amianto nei thermos venduti in Italia. Le allerte principali del sistema RAPEX per elettrodomestici e apparecchiature elettriche pericolose

 

Trovato amianto nei thermos. La notizia è stata portata all’attenzione dal sistema comunitario di allerta tra gli Stati dell’Unione europea sulla sicurezza dei prodotti (c.d.Rapex). Sul territorio nazionale, in particolare in negozi di articoli casalinghi ma anche presso supermercati, sono offerti in vendita thermos sia per liquidi che per alimenti, con all’interno fibre di amianto nei separatori della doppia parete di vetro del thermos. Purtroppo molti di questi thermos, la cui provenienza + sconosciuta, sono privi di marca e vengono immessi sul mercato da importatori vari.

Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” invita immediatamente le autorità competenti ad attivare una azione di controllo del mercato, per il tipo di rischio cui è esposto il consumatore. Infatti, in Italia è vietata la commercializzazione e l’importazione di prodotti che contengano, anche solo come componenti interni, amianto, sostanza notoriamente dannosa per rischio cancerogeno. I consumatori che abbiano acquistato thermos che rispondono ai dati evidenziati sono invitati, perciò, a: maneggiare il prodotto con cura evitando accuratamente ogni possibilità di rottura; riportare il prodotto presso il punto vendita dove è stato effettuato l’acquisto; in caso di rottura accidentale porlo in un sacchetto chiuso senza manipolare la parte contenente amianto, perché potrebbero liberarsi fibre di amianto dannose per inalazione e avvisare la competente azienda municipalizzata di zona ai fini del corretto smaltimento.

Il prodotto oltre a rappresentare un rischio chimico non è conformi al regolamento REACH che prevede il divieto in Europa di circolazione di sostanze (prodotte o importate in quantità superiori a 10 tonnellate/anno per produttore) non registrate e prive di documentazione sui relativi rischi per salute e ambiente e sulle relative misure di prevenzione necessarie per evitarli. In Italia, l’uso dell’amianto è vietato dal 1992.

 

sabato 2 novembre 2013

  Trovata carne di cavallo in scatolette di manzo importate dalla Romania. La FSA in Inghilterra ritira il prodotto dal commercio

 

COMUNICATO STAMPA

  

Trovata carne di cavallo in scatolette di manzo importate dalla Romania. La FSA in Inghilterra ritira il prodotto dal commercio

 

Le frodi alimentari si verificano ormai quotidianamente ed in particolare per il settore della carne, data la natura transazionale di tale commercio e stanno assumendo una dimensione europea che richiede costantemente il monitoraggio non solo delle autorità sanitarie nazionali ma anche e soprattutto di quelle europee.

A tal proposito, giunge questa volta dall’Inghilterra, un nuovo scandalo della “carne di cavallo”. La FSA, l’agenzia che si occupa della tutela alimentare nel paese d’Oltremanica, infatti, ha disposto il ritiro dai punti vendita di un lotto di scatolette di manzo al sugo perché conteneva DNA di cavallo non dichiarato in etichetta. 

La polpa della carne in scatola con il sugo in lattine da 320 g,  etichettate  Food Hall Sliced Beef in Rich Gravy, sono state prodotte e in Romania nel gennaio 2013 e poi importate nel Regno Unito. La vendita è avvenuta  nei supermercati  della catena Home Bargains (TJ Morris Ltd) e Quality Save.

La presenza di DNA di cavallo è stata riscontrata durante test di routine. Si  valuta che la quantità  possa oscillare dall’1 e 5%. La ricerca del fenilbutazone ha dato invece esito negativo. Il ritiro riguarda il lotto numero  13.04.C  con termine minimo di conservazione  gennaio 2016.

L’episodio non dovrebbe avere rilevanza sanitaria,  perché  l’assenza di fenilbutazone lascia ipotizzare una semplice frode commerciale.

Ciononostante, rileva l’episodio desta qualche perplessità, poiché lo scandalo della carne di cavallo scoppiata in Europa nella primavera di quest’anno era stato considerato un capitolo chiuso da parte delle autorità europee.

Questa, quindi, per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” è l’ennesima prova che non bisogna abbassare la guardia per tutti i prodotti alimentari che vengono commercializzati in UE, anche perché non dovrebbero essere solo le carni e i derivati provenienti dall’Est ad essere sotto la lente d’ingrandimento delle istituzioni sanitarie, ma anche quelle che provengono dal Centro Europa come rivelato da un'altra indagine che la nostra associazione aveva segnalato circa un mese fa per carni che provenivano dal Belgio e dalla Francia.

Una sfida difficile per l’Europa che può essere vinta attraverso migliori e più efficaci controlli a campione, ma anche con sanzioni sempre più pesanti per i responsabili delle frodi alimentari e con una sempre più stringente tracciabilità dei prodotti sin dall’inizio delle filiere alimentari.

lunedì 28 ottobre 2013

Alimentazione & Benessere. L'aglio un  toccasana per la salute. Ecco una ricetta “Aglio sott'olio”


COMUNICATO STAMPA  

Alimentazione & Benessere. L'aglio un  toccasana per la salute. Ecco una ricetta “Aglio sott'olio”

Direttamente dalla natura arrivano alcune risposte alla domanda di salute che spesso vengono confortate anche dagli studi della medicina. Esistono, infatti, piante che utilizzate nelle cucine o nelle tradizioni mediche di alcuni paesi anche da migliaia di anni, possono apportare benefici sufficientemente conclamati anche a livello della ricerca scientifica.

Questa volta, Giovanni D’Agata, fondatore e presidente dello “Sportello dei Diritti, vuol parlare dei benefici ed usi dell’aglio, una pianta conosciuta fin dai tempi antichi tanto che era già utilizzata dagli Egizi nel III millennio a.C e, successivamente, dai Greci, dai Romani, dai Cinesi e dagli Indiani. Oggi viene coltivata in tutti i continenti; in Italia la maggiore produzione è localizzata in Emilia-Romagna, Veneto Campania e Sicilia. E’ una pianta perenne rustica coltivata tutto l’anno.

Non a tutti piace ma basta mangiarne 1-2 spicchi al giorno per depurare i tessuti da grassi e scorie e contrastare cuscinetti, cellulite e ritenzione. Tra gli altri innumerevoli utilizzi si evidenzia anche l’ottima funzione terapeutiche dell’aglio, utili anche se c’è qualche chilo in più da smaltire: regola la pressione sanguigna, è un antibiotico naturale contro le infezioni gastrointestinali che fanno gonfiare e dilatare il girovita, è in grado di abbassare i livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue e ha un’azione ripulente e detossinante sul fegato e l’apparato digestivo in genere. L’aglio è naturalmente ricco di fibre. Le fibre dell’aglio contengono una grande percentuale di fibre solubili rispetto alle fibre insolubili. Queste fibre solubili hanno un ruolo importante nella regolazione dell’assunzione di alcune sostanze nutritive: permetterebbero di meglio assimilare alcuni minerali come il calcio e il magnesio. L’inulina, che costituisce la maggior parte delle fibre solubili, favorisce la crescita corretta dei bifidobatteri nel colon. Inoltre, l’aglio è una fonte di fosforo e di potassio. E 'anche importante notare la ricchezza di vitamina nell’aglio. È ricco di vitamina C (vitamina con enzimi coinvolti nella attivazione di reazioni biochimiche molteplici, tra cui molte reazioni immunologiche) e di vitamina B6 (vitamina coinvolta in molte reazioni essenziali per la vita di quelle cellule che producono globuli rossi). È anche una fonte di vitamina B1 (vitamina del sistema nervoso, responsabile tra l'altro per il buon funzionamento dei tessuti nervosi, gastrointestinali e cardiache). In sintesi l’aglio contiene una preziosa sinergia di vitamine, aminoacidi, enzimi, proteine, minerali e soprattutto sostanze anti tumorali: da recenti studi di settore sembrerebbe che l’assunzione regolare di aglio sia un ottimo “ravvivante” metabolico e sia preventiva nei confronti dei tumori causati dalle nitrosamine, sostanze che si sviluppano nella flora intestinale quando alta è l’assunzione di cibi ricchi di conservanti (come la carne in scatola e gli insaccati). Le sue proprietà disintossicanti sul tratto digerente e l’intestino, inoltre, aiutano ad attenuare putrefazioni e gonfiori. E se la scienza conferma, non possiamo che elogiarne le proprietà e consigliarne il   consumo.

Ecco una ricetta:

Agli sott’olio? Sono una prelibatezza!!! Spesso si trovano anche agli aperitivi e vi assicuro (per chi non li ha mai provati) che non sono nè forti nè pesanti da digerire!!! Peccato che ci vogliono gli agli novelli (con la buccia rosa) e che sbuccia sbuccia rimane ben poco… 2 vasetti con 1 kg di agli!!!!

Ingredienti per circa 2-3 vasetti:

- 1 kg di agli novelli (con buccia rosa)

- aceto di vino bianco

- prezzemolo

- alloro

- peperoncino

- pepe in grani

- olio di semi

- olio d’oliva

- sale

- vasetti sterilizzati

Preparazione:

Prendete le teste di aglio (circa 8 per 1 kg)

Tagliate il gambo (che potete utilizzare per altri piatti a base di aglio), eliminate la buccia esterna fino a trovare gli spicchi

Eliminate totalmente la buccia esterna

Quindi separate i vari spicchi di aglio e privateli della buccia esterna

Metteteli a bagno in una ciotola con acqua e sale per circa mezz’ora

In un tegame ponete a bollire l’aceto bianco con un po’ di sale

Quando bolle aggiungete gli agli

Fateli bollire fino a che vengono a galla e comunque massimo 2-3 minuti

A questo punto scolateli e fateli asciugare in un panno pulito

Quando sono asciutti mettete gli agli nei vasetti sterilizzati  e alternate gli strati di aglio con prezzemolo e peperoncino tritato

Aggiungete le foglie di alloro, qualche grano di pepe e olio di semi di arachide e di oliva in parti uguali fino a coprire interamente gli agli.

 

domenica 20 ottobre 2013

Sicurezza stradale. Attenzione alle gomme auto d’importazione dai mercati paralleli ed in particolare dalla Cina


COMUNICATO STAMPA

  

Sicurezza stradale. Attenzione alle gomme auto d’importazione dai mercati paralleli ed in particolare dalla Cina.

L'inverno è alle porte e i gommisti hanno un gran da fare per il cambio gomme. L'invito degli esperti: attenzione agli pneumatici a buon mercato su internet

 

Arriva il cambio di stagione anche per le gomme. Un italiano su tre si avvia a adottare gli pneumatici invernali e complice la crisi, si muove nei mercati paralleli, anche attraverso internet, per l’acquisto di gomme al prezzo più basso possibile. Sulla rete le offerte di copertoni a buon mercato crescono ogni giorno e stanno causando non pochi problemi tra i professionisti del settore, ma anche per la sicurezza stradale a livello globale.

Anche perché il risparmio può arrivare anche a più del doppio rispetto alla vendita tradizionale al dettaglio presso il gommista di fiducia, ma i rischi di acquistare prodotti scadenti aumentano proporzionalmente alla riduzione del prezzo e della qualità del pneumatico.

Sono ormai tantissimi i siti online che offrono copertoni a primo prezzo da tutto il mondo, Cina e altri paesi asiatici compresi. E un fenomeno, questo, che è stato segnalato proprio dai gommisti che si vedono arrivare i clienti nelle proprie officine solo per il montaggio, spesso carichi di un treno di gomme nuove di zecca bell’e completo.

Ed è ovvio che ciò sta creando non pochi affanni nel settore ma anche preoccupazioni, dovute non solo per i minori guadagni, ma anche perché gli pneumatici a prezzo di discount non offrono quelle prestazioni ottimali sufficienti per viaggiare nella sicurezza normalmente garantita dalle gomme vendute attraverso i canali ufficiali.

Tra i problemi segnalati: spazi di frenata più lunghi e pericolo di scoppio più alto, ma anche minore tenuta di strada e consumi meno contenuti. E non sono rari i casi in cui presso i gommisti giunge clientela con gomme senza marca di qualità infima e addirittura ovalizzati. Ovviamente in tali casi, gli addetti ai lavori dichiarano quasi sempre di non assumersi alcuna responsabilità su eventuali incidenti causati dai difetti di queste gomme.

In tal senso, nella vicina Svizzera, alcune catene di gommisti come la società "Pneuhuus", per esempio, ha deciso di montare soltanto gli pneumatici in vendita nella sua officina, mentre c’è chi fa sottoscrivere un modulo, attraverso il quale il cliente conferma che il servizio prestato si limita unicamente al montaggio

E non tardano, quindi, ad arrivare i consigli per evitare incidenti e danni connessi a prodotti di dubbia provenienza e spesso senza alcuna garanzia, tantomeno di sicurezza.

Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” invita a rivolgersi direttamente al gommista di fiducia sia per l'acquisto che per il montaggio affinché si possa avere un unico punto di riferimento nel caso si presentassero dei problemi. E nel caso l'automobilista volesse comunque acquistare pneumatici su internet, è quello di affidarsi a una piattaforma online che abbia sede principale nel Nostro Paese e di diffidare delle offerte a prezzi stracciati che si trovano in rete.

Montare pneumatici di qualità conviene. Chi è consapevole di montare gomme di scarsa fattura e causa un incidente rischia di dover pagare i danni e rischia di vedersi decurtato il risarcimento di quelli a sua volta subiti.

 

venerdì 13 settembre 2013

Attacco hacker su Vodafone in Europa. Rubati i dati di 2 milioni di clienti

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Attacco hacker su Vodafone in Europa. Rubati i dati di 2 milioni di clienti

Arriva dalla Germania la notizia secondo cui un attacco hacker avvenuto i primi di settembre su Vodafone in Europa avrebbe consentito di carpire i dati di due milioni di clienti Vodafone, tra cui anche numeri di conto corrente.
È stata, infatti, la società ad annunciare sia il grave evento che il numero dei clienti colpiti, in particolare in Germania.
Per gli utenti, come ha comunicato la stessa Vodafone, è utile sapere che tra i dati che sono caduti nelle mani dell’hacker vi sono nomi, indirizzi, date di nascita, sesso, codici bancari e numeri di conto. Mentre l'autore o gli autori del reato non avrebbero avuto accesso alle informazioni relative a carte di credite, password, numeri PIN, numeri di cellulare o connessione dati.
I dati in questione sarebbero riferibili solo a clienti del settore mobile, mentre nessuno da rete fissa. Vi è da specificare che il caso potrebbe riguardare solo Vodafone Germania, mentre altri paesi, tra cui l’Italia ad oggi non sarebbero interessati. Le persone colpite saranno avvisate tramite un’apposita lettera da Vodafone. Inoltre, i clienti Vodafone potranno verificare in www.vodafone.de se i loro dati sono colpiti su Internet.
La società ha precisato che è quasi impossibile per l'autore del reato accedere direttamente ai dati rubati ai conti bancari delle persone colpite. Tuttavia, i criminali potrebbero utilizzare ulteriori attacchi di phishing, ad esempio attraverso falsi messaggi e-mail al fine di recuperare ulteriori informazioni quali password e dati della carta di credito. I dati rubati potrebbero aiutare i criminali che inviano email di phishing particolarmente credibili, perché possono utilizzare, per esempio, nei confronti delle potenziali vittime, i loro veri nomi e il numero di conto. I clienti dovranno essere particolarmente cauti nel prossimo futuro, quando verrà inviata qualsiasi e-mail che richiede l’immissione di dati sensibili.
Il furto di massa di dati a Vodafone rileva Giovanni D'Agata, fondatore e presidente dello “Sportello dei Diritti”, non è un caso isolato. Nel 2006, ben 17 milioni di numeri di telefono e i dati dei clienti sono stati rubati da T-Mobile. Nel 2011 un altro attacco informatico ha consentito di rubare dal "Playstation Network" di Sony i dati di ben 77 milioni di account utente - di cui 32 milioni in Europa.
Ancora una volta ritorna, quindi, il sistema della sicurezza nel campo della telefonia e della rete ed ancora una volta lo “Sportello dei Diritti”, ricorda ai consumatori di stare sempre attenti ai propri dati, e di adottare quelle semplici accortezze come quella di utilizzare password diverse per account diversi e di cambiarle regolarmente. Un altro consiglio è quello di tenere d’occhio sempre il proprio conto e di denunciare immediatamente all’autorità e alla propria banca ogni anomalia per ottenere restituzione dell’eventuale maltolto.

mercoledì 11 settembre 2013

Il verbale e la decurtazione dei punti sulla patente di guida non validi se il modulo di contestazione non indica se il telelaser era segnalato

Il verbale e la decurtazione dei punti sulla patente di guida non validi se il modulo di contestazione non indica se il telelaser era segnalato. Non ammissibile la prova orale dell’agente accertatore ad integrazione delle carenze del verbale Più trasparenza nella redazione dei verbali: in caso contrario la multa è nulla. Lo ripete da anni lo “Sportello dei Diritti” che in tal senso riporta all’attenzione i principi contenuti in un esemplare sentenza la 422/13 del giudice Antonino Fazio del tribunale di Piacenza, che in particolare ha stabilito che il verbale e la decurtazione dei punti sulla patente di guida devono essere annullati se il modulo di contestazione non indica la presenza del cartello che segnala ai conducenti in transito la presenza del famigerato telelaser. Il giudice togato, sottolinea Giovanni D'Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, ha rilevato come l’ente accertatore debba sempre ispirarsi ai principi costituzionali dell’efficienza e dell’imparzialità dell’azione amministrativa e dunque predisporre i prestampati utilizzati dalla polizia municipale in modo che l’obbligo di segnalazione del telelaser o dell’autovelox risulti espressamente rispettato. Nel caso di specie è stato accolto l’appello, con conseguente declaratoria d’invalidità del verbale, ad una sentenza di rigetto del giudice di pace che aveva confermato la validità della contestazione perché il giudice onorario “avrebbe dovuto attenersi alle risultanze dell’atto fidefacente (ndr il verbale), così concludendo per l’assenza sui luoghi dell’apparecchio di rilevamento della velocità”. Dev’essere sottolineato, infatti, che dopo l’entrata in vigore dell’articolo 3 del decreto legge 117/07, che ha modificato il codice della strada, è stato introdotto l’obbligo di segnalazione dell’accertamento delle infrazioni in maniera automatica che ovviamente vale anche per il telelaser e altri apparecchi simili gestiti dalla polizia. Rileva il giudice, che il principio di imparzialità impone all’amministrazione di documentare in qualche modo di aver adempiuto all’incombente di segnalare agli automobilisti la presenza dell’apparecchio: in tal senso si spiega la ragione per cui il modulo di contestazione, anche se prestampato, deve contenere l’indicazione sulla presenza o l’assenza della segnaletica mobile. Ma il giudice di pace, per il giudice dell’appello, aveva commesso un altro errore nell’ammettere la testimonianza dell’ufficiale di polizia che ha elevato la contravvenzione, in quanto il verbale in questione non risulta impugnato con querela di falso e quindi non è contestabile dalla parte, tanto che eventuali prove orali contrarie sono inammissibili. Proprio per tale motivo, quindi, va ritenuta inammissibile la prova orale “integrativa” del vigile urbano che testimonia per suffragare il corretto accertamento dell’infrazione. Non è possibile, infatti, che l’ente, che nel caso di specie è rappresentato dall’Unione dei piccoli Comuni della Bassa Val Trebbia e Val Luretta, si trasformi «in parte privilegiata», “riscontrando una posizione di supremazia solo apparentemente connessa all’esercizio di poteri autoritativi, ma in realtà contraria al corretto esercizio degli stessi; con ciò concedendo una posizione di favor priva di addentellati normativi”. Annullato il verbale, restituiti i punti ed esemplare condanna alle spese per l’amministrazione soccombente.

lunedì 9 settembre 2013

Stop ai cani aggressivi ai pregiudicati. Finisce la moda dei pitbull tra i delinquenti?

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Stop ai cani aggressivi ai pregiudicati. Finisce la moda dei pitbull tra i delinquenti? Arriva l’ordinanza del Ministero della Salute che stabilisce fra l’altro: guinzaglio di un metro e mezzo in città, museruola in caso di necessità

Più tutele per la collettività da eventuali aggressioni da parte degli animali più responsabilità per i proprietari dei cani e stop ad una moda per i delinquenti.
Arriva, infatti, sulla Gazzetta Ufficiale 209/13 l’ordinanza del ministero della Salute che dispone nuove regole per i proprietari del caro fido.
Secondo quanto è indicato nel provvedimento viene stabilito l’obbligo del guinzaglio in città che può essere lungo al massimo un metro e mezzo. Prevista l’eventualità della museruola.
Una delle novità importanti, rileva Giovanni D'Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, al di là di una serie di misure di buon senso contenute nell’ordinanza, consiste nell’aver dato un duro colpo a quella che era divenuta da anni una tendenza: basta cani aggressivi tipo pitbull ai delinquenti abituali e ai pregiudicati «per delitto non colposo contro la persona o contro il patrimonio, punibile con la reclusione superiore a due anni».

domenica 8 settembre 2013

Ancora attacchi alla privacy: Yahoo! comunica di aver ricevuto 29.000 richieste di dati dagli stati, tra cui l'Italia. Il governo chiarisca

COMUNICATO STAMPA

Ancora attacchi alla privacy: Yahoo! comunica di aver ricevuto 29.000 richieste di dati dagli stati, tra cui l'Italia. Il governo chiarisca.

16 paesi, Stati Uniti in primis, hanno chiesto a Yahoo! tra i principali portali internet globali, di fornire informazioni sui propri utenti nei primi sei mesi del 2013.
Nessun dubbio, che queste richieste ci siano state perché Yahoo! lo ha comunicato ufficialmente
venerdì: sono, infatti, ben 29 mila le richieste di informazioni sui suoi utenti provenienti da 16 paesi ricevute sin dall'inizio dell'anno, ma la stragrande maggioranza dall'amministrazione americana. Nella sua prima relazione denominata "trasparenza", il motore di ricerca ha detto di aver ricevuto 12.444 richieste da parte delle autorità statunitensi nei primi sei mesi del 2013. Si tratta di tutti i tipi di richieste di dati, ha sottolineato Yahoo!, sia da autorità giudiziarie o dalle autorità degli Stati Uniti di sicurezza nazionale in virtù della legge FISA (Foreign Intelligence Surveillance Act) e NSL (nazionali Lettere di sicurezza). Ma il governo degli Stati Uniti, ha sottolineato la società, "ci proibisce di rivelare ulteriori dettagli sul numero di applicazioni". Ron Bell, il principale membro dell'ufficio legale di Yahoo! ha tentato comunque di rassicurare il pubblico dichiarando che "che le richieste dei governi sono fatte legalmente e agli effetti di legge." Se é pur vero che, per quanto dichiarato da Yahoo! nel 55% dei casi sono state fornite informazioni "senza contenuto", come nomi o la geolocalizzazione, e per il 6% non si riescono a fornirne, resta circa un 40 % di dati per così dire più significativi o meglio invasivi che, comunque, per Giovanni D'Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti” vanno a ledere la sfera della riservatezza degli utenti.Tra i 16 paesi e territori
richiedenti Yahoo! ci sono in Australia , Hong Kong, l' India , Nuova Zelanda, Taiwan, Francia, Germania, Irlanda, Gran Bretagna, Brasile e anche l'Italia. Non é dato sapere, però cosa abbiano richiesto le autorità italiane ed i dati di chi.É ovvio, per lo “Sportello dei Diritti”, dopo che Google, Microsoft, Facebook ed infine Yahoo! hanno rivelato sin dalla fine di agosto, che più di 70 stati avevano chiesto informazioni sui propri utenti nella prima metà del 2013, si pongono seri problemi di tutela della privacy dei cittadini che semplicisticamente vengono giustificati e archiviati in tutta fretta dagli stati come conseguenze delle esigenze di sicurezza nazionale. Le rivelazioni circa il programma di sorveglianza degli Stati Uniti, per cui l'Agenzia per la Sicurezza americana, NSA, (National Security Agency) ha ricevuto dalle multinazionali della rete e dell'informatica migliaia di dati digitali relativi agli utenti Internet, a questo punto potrebbe essere la punta di un iceberg di un Grande Fratello che spia le nostre vite utilizzando uno strumento divenuto indispensabile nella vita quotidiana: la rete. Giovanni D'Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, si augura, quindi, che alla luce delle dichiarazioni delle principali società che operano su internet, non ultima Yahoo!,
che vedono coinvolta anche l'Italia, vi siano i dovuti chiarimenti da parte del governo italiano e una più severa regolamentazione dell'accesso ai dati sensibili dei cittadini che paiono, allo stato, indiscriminatamente a disposizione delle autorità nazionali.

giovedì 5 settembre 2013

Multe scontate del 30% a chi paga entro 5 giorni: lo Sportello dei Diritti segnala il vademecum del Ministero degli Interni

Multe scontate del 30% a chi paga entro 5 giorni: lo Sportello dei Diritti segnala il vademecum del Ministero degli Interni. Una circolare del Viminale dice che devono essere informati trasgressore e obbligato solidale Il Decreto del Fare, com'è ormai noto ai più, ha introdotto dopo le modifiche apportate all’articolo 202 del Codice della Strada, convertito dalla legge 98/2013, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale 194/13, la facoltà della possibilità del pagamento in misura ridotta del 30 % delle sanzioni pecuniarie. Ovviamente il termine decorre dal giorno dopo la contestazione se immediata, o da quello della notificazione del verbale in caso di differimento della stessa.É però una circolare del Ministero degli Interni ad illustrare alcuni punti ancora non completamente chiariti. Insomma, una sorta di vademecum per agenti accertatori e enti, ma che per Giovanni D’Agata presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti” offre importanti spunti anche agli automobilisti ed utenti della strada ai fini di una maggiore conoscenza di come comportarsi in caso di verbale, oltreché per contestare le multe che non presentano i requisiti indicati.Come ripetuto, la modifica al codice consente al trasgressore e all’obbligato in solido il pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria in misura ridotta di circa un terzo se il versamento risulta effettuato entro cinque giorni dalla contestazione o dalla notificazione del verbale, invece che nei canonici sessanta giorni. L'agente accertatore ha l'obbligo di avvertire il trasgressore in sede di contestazione e comunque informare gli interessati, compreso l’obbligato in solido, tramite il verbale notificato in caso di impossibilità di contestazione immediata.Al momento della riscossione della somma nella misura del 30 %, sottolinea il Ministero, l’operatore dell’ufficio verbali deve controllare la presenza dei dati della contestazione nel sistema informatico della sezione della Polizia stradale, in base alla copia dell’atto esibito dal cittadino, e poi procedere alla verifica del rispetto del termine di cinque giorni dalla contestazione o, se più favorevole, dalla notificazione del verbale. Il termine, ricorda la circolare, decorre dal giorno successivo la contestazione su strada: per il verbale redatto il giorno 21 del mese, ad esempio, il termine utile di pagamento è il giorno 26. E se tale termine cade in un giorno festivo slitta a quello feriale successivo. In caso di pagamento su strada, inoltre, gli agenti non possono servirsi del Pos: solo contanti, quindi. Si ricorda, inoltre, che la riduzione non si applica alle violazioni per le quali è prevista per la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida o della confisca del veicolo e per le infrazioni ove non è ammesso il pagamento in misura ridotta, oltre che per quelle sì connesse alla circolazione stradale, ma la cui disciplina non è riferita al codice della strada, salvo che nelle relative norme non vi sia un rinvio ad hoc al Cds.

Rischio di incendio su milioni lavastoviglie Bosch-Siemens

COMUNICATO STAMPA

Rischio di incendio su milioni lavastoviglie Bosch-Siemens

Il primo costruttore europeo di elettrodomestici Bosch und Siemens Hausgeräte (BSH) dovrà riparare milioni di lavastoviglie in tutto il mondo che sono a rischio di incendio. La notizia pubblicata dal giornale tedesco Die Welt e che Giovanni D’Agata presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti” riporta, interessa 5 milioni di elettrodomestici di questa unità, prodotti tra il 1999 e il 2005.
Il 30 agosto, Bosch und Siemens Hausgeräte (BSH) aveva pubblicato una dichiarazione sul suo sito Web, facendo riferimento ad una "misura di sicurezza volontaria ' e invitando i proprietari di verificare se la loro unità, venduta con i marchi Bosch, Siemens, Neff, Constructa e Junker & Ruh, sono a rischio. Gli interessati, sono stati invitati a sostituire gratuitamente un particolare ricambio soggetto a surriscaldamento della camera. Il costruttore non ha specificato il numero di dispositivi interessati e a rischio di incendio i cui casi sono estremamente rari .
Nel sito di BSH inoltre si legge "Consigliamo come precauzione per i proprietari interessati di non utilizzare l'apparecchio senza la supervisione in quanto deve essere presente una persona quando la lavastoviglie è in esecuzione. La parte di ricambio non è ancora disponibile
Secondo l’articolo pubblicato da Die Welt, il ricambio sarà comunque disponibile solo a metà settembre. Il giornale ha inoltre riferito che il rischio era noto da "almeno quattro anni". Nel 2009, solo negli Stati Uniti, erano state richiamate mezzo milione di questo modello di lavastoviglie.
Le autorità degli Stati Uniti avevano rilevato 51 incidenti di cui 30 incendi.
Nel 2012, le associazioni dei consumatori britanniche avevano anche avvertito del rischio, ma l'avviso non era ancora stato divulgato in Germania, dove sono stati contati 69 incidenti da BSH.

lunedì 2 settembre 2013

Danni esistenzali

Attualità Notizie Ultima Ora Mappa del sito Cassazione: è onere del lavoratore provare il danno esistenziale subito a seguito di trasferimento illegittimo Share on facebook Invia La Corte di Cassazione, con sentenza n. 11527 del 14 maggio 2013, prendendo in esame il ricorso di un lavoratore avverso la sentenza del giudice d'Appello che aveva ritenuto non provato il diritto al risarcimento del danno non patrimoniale derivante dalla illegittimità del trasferimento, ha affermato che "il pregiudizio non si pone come conseguenza automatica di ogni comportamento illegittimo del datore dì lavoro, per cui non è sufficiente dimostrare la mera potenzialità lesiva della condotta datoriale, incombendo sul lavoratore non solo di allegare la illegittimità della condotta datoriale ma anche di fornire la prova ex art. 2697 c.c., anche con presunzioni, del danno non patrimoniale e del nesso di causalità con detta condotta". La Corte d'Appello osservava che il danno esistenziale deve essere provato da colui che lamenti di averlo subito e "se è vero che il danno esistenziale consiste nell'obiettivo peggioramento delle condizioni di vita, conseguenza di un fatto che ha inciso su beni costituzionalmente protetti, e se è altrettanto vero che, nella specie, ci si trova dinanzi ad un fatto ingiusto del datore di lavoro che può avere inciso su diritti costituzionalmente rilevanti, collegati alla famiglia, alla vita di relazione ecc, è altresì vero che non è in re ipsa detto peggioramento.", La Corte di merito - precisano i giudici di legittimità - ha rilevato che il lavoratore, avrebbe dovuto almeno allegare quali conseguenze sul piano degli affetti e della vita di relazione avesse comportato il trasferimento e il fare rientro nella abitazione circa, una volta al mese, ciò ai fini della concreta utilizzazione delle presunzioni dalle quali partire, perché se ne potesse rilevare il carattere di concordanza, univocità ecc, essenziale per ritenere raggiunta una prova sufficiente ad affermare la verificazione di un danno. "Nel caso in esame, non solo nulla era stato detto, ma risultava che già prima del trasferimento il lavoratore viaggiava e di fatto stava tutta la settimana fuori, così che di fatto non coltivava né relazioni né rapporti particolarmente stretti e continuativi con la sua famiglia, di talché, in realtà, nessuna modifica, in senso peggiorativo della sua qualità di vita poteva perfino ipotizzarsi.". La Suprema Corte ha poi ricordato che "in tema di demansionamento e di dequalificazione, il riconoscimento del diritto del lavoratore al risarcimento del danno non patrimoniale che asseritamente ne deriva - non ricorrendo automaticamente in tutti i casi di inadempimento datoriale - non può prescindere da una specifica allegazione, nel ricorso introduttivo del giudizio, sulla natura e sulle caratteristiche del pregiudizio medesimo; mentre il risarcimento del danno biologico è subordinato all'esistenza di una lesione dell'integrità psico-fisica medicalmente accertabile, il danno esistenziale (da intendere come ogni pregiudizio, di natura non meramente emotiva ed interiore, ma oggettivamente accertabile, provocato sul fare areddittuale del soggetto, che alteri le sue abitudini e gli assetti relazionali propri, inducendolo a scelte di vita diverse quanto all'espressione e realizzazione della sua personalità nel mondo esterno) va dimostrato in giudizio con tutti i mezzi consentiti dall'ordinamento, assumendo peraltro precipuo rilievo la prova per presunzioni, per cui dalla complessiva valutazione di precisi elementi dedotti (caratteristiche, durata, gravità, conoscibilità all'interno ed all'esterno del luogo di lavoro dell'operata dequalificazione, frustrazione di precisate e ragionevoli aspettative dì progressione professionale, effetti negativi dispiegati nelle abitudini di vita del soggetto) si possa, attraverso un prudente apprezzamento, coerentemente risalire al fatto ignoto, ossia all'esistenza del danno". (16/05/2013 - L.S.) Lascia un commento • Ultimi commenti • Cita nel tuo sito • Salva in PDF Share on facebook Invia Ti potrebbero interessare anche: Cassazione: risarcibili i danni causati da mobbing purché provati rigorosamente Guadagnare 200€ al giorno. Si è possibile! Dedicati 5 minuti, continua a leggere e capirai. (4WNet) Risarcimento del danno per demansionamento: la prova può essere fornita anche ricorrendo a presunzio... Cassazione: in tema di demansionamento incombe sul lavoratore l'onere della prova del danno subito Commenta con Disqus: Non è obbligatorio registrarsi. Puoi commentare come ospite selezionando "Preferisco commentare come ospite". In tal caso non serve la password. 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domenica 25 agosto 2013

Limiti agli sbiancanti dentali


COMUNICATO STAMPA

Nuovo regolamento UE sugli sbiancanti dentali. Solo dal dentista quelli potenti.

 

L’UE interviene per tutelare la salute dei consumatori contro i rischi degli sbiancanti dentali. A segnalarlo è Giovanni D’AGATA, presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti” che rileva come con due regolamenti le istituzioni europee hanno introdotto, a partire dall'11 luglio 2013, alcune modifiche riguardanti i prodotti per lo sbiancamento o lo schiarimento dei denti (sbiancanti dentali)  con concentrazione > 0,1 % e  ≤ 6 % di perossido di idrogeno.

Data la natura vincolante dei due regolamenti in questione, gli stessi  sono obbligatori in tutti i loro elementi e direttamente applicabili in ciascuno degli stati membri dell’Unione europea.

In particolare, a far data dall'11 luglio scorso i prodotti cosmetici a base di perossido di idrogeno (H2O2), devono essere conformi alle disposizioni delle due disposizione di seguito citate:

- Regolamento (CE) N. 1223/2009 sui prodotti cosmetici, del Parlamento europeo e del Consiglio del 30 novembre 2009, che sostituisce la direttiva 76/768/CEE del Consiglio del 27 luglio 1976, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai prodotti cosmetici, e tutte le sue successive direttive di modifica per adeguamento degli allegati al progresso tecnico.

- Regolamento (UE) N. 344/2013 della Commissione del 4 aprile 2013, che modifica gli allegati II, III, V e VI del Regolamento (CE) n. 1223/2009.

Per ciò che concerne le modifiche essenziali alla normativa precedente bisogna fare particolare riferimento all’allegato III, numero d’ordine 12, del  Regolamento (UE) N. 344/2013, che prevede che a partire dall’11 luglio 2013:

1. In primo luogo che i prodotti per lo sbiancamento o lo schiarimento dei denti (sbiancanti dentali)  con concentrazione > 0,1 % e  ≤ 6 % di perossido di idrogeno, presente o liberato, attualmente classificati come dispositivi medici e marcati CE ai sensi della Direttiva 93/42/CEE, non possono più essere immessi sul mercato come tali ma solo come cosmetici in conformità ai due regolamenti.

2. I prodotti sbiancanti dentali con concentrazione > 0,1 % ≤ 6 % di perossido di idrogeno, presente o liberato, classificati come dispositivi medici e marcati CE già presenti sul mercato non possono essere venduti o distribuiti al consumatore finale.

3. I prodotti con una concentrazione > 0,1 % ≤ 6 % possono essere venduti esclusivamente dai dentisti a cui viene riservata, sotto la loro diretta supervisione, la prima utilizzazione. In seguito, il prodotto deve essere fornito al consumatore per completare il ciclo di utilizzo.

4. I prodotti per lo sbiancamento dei denti con una concentrazione di perossido di idrogeno inferiore allo 0,1% possono invece continuare ad essere venduti in farmacia.

 

lunedì 19 agosto 2013

Smartphone e tablet, in pericolo la vista dei vostri figli.


COMUNICATO STAMPA

 

Smartphone e tablet, in pericolo la vista dei vostri figli.

Nei centri oculistici e oftalmologici sono sempre di più i bambini e i giovani che si presentano con occhi infiammati ed emicranie. Il parere di alcuni esperti

 

Se è sotto gli occhi di tutti la rivoluzione sociale determinata dalla diffusione di smartphone, pad e tablet il cui utilizzo è diventato fenomeno di massa, non sono però ancora definite le conseguenze che questo massivo uso da  parte di tutte le categorie di cittadini, di tutte le età, possa portare al singolo ed al modo d’interagire della collettività. È certo però che una buona regola è quella di fare sin da subito attenzione alla salute degli occhi dei più piccoli per non parlare di quella mentale. Non si contano più, infatti, i genitori che hanno voluto o vorranno soddisfare il desiderio dei propri figli di possedere uno smartphone, un pad o un tablet.

Ma prima di avere chiaro il quadro se l’utilizzo da parte dei bambini possa causare patologie psichiche, in attesa di studi in merito, Giovanni D’AGATA, presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, ritiene doveroso riportare quanto sostenuto da alcuni esperti oftalmologi e oculisti sui rischi per gli occhi dei più giovani.

Partiamo da ciò che sostiene Jan Vonderlin, portavoce della clinica oftalmologica di Zurigo Pallas secondo cui "L'intenso utilizzo di smartphone rappresenta un problema" di cui bisogna tenere conto per la salute dei propri figli. In particolare, sarebbero proprio i più giovani a soffrire di disturbi nella capacità di concentrazione. Ciò perché gli occhi e di conseguenza il cervello sono sottoposti a uno sforzo maggiore quando devono fissare costantemente uno schermo così piccolo come lo è quello di uno smartphone o di un tablet. Un affaticamento che può essere causa di occhi infiammati, lacrimanti e irritati. Tali dati vengono dalla constatazione diretta dei pazienti che si presentano negli ambulatori o nelle cliniche oculistiche per i quali è possibile verificare che la ragione del loro problema ha origine proprio nell'utilizzo eccessivo di smartphone e tablet e tutti questi nuovi strumenti messi a disposizione dalle  nuove tecnologie. Tanto che è stato possibile verificare che tra i giovani è stato osservato un aumento dell'utilizzo di collirio.

Inoltre, sempre a detta degli esperti, la sindrome di visione a questi schermi può portare anche ad un indebolimento della capacità di messa a fuoco, tant’è che un giovane su 10 avrebbe difficoltà a mettere a fuoco un oggetto che si trova nelle sue vicinanze. Mentre è noto che negli ultimi anni sono aumentati, e di molto, i casi di sindrome di visione al computer.

Su un articolo apparso sul quotidiano Daily Mail di giovedì scorso, l'oftalmologo inglese David Allamby, ha addirittura azzardato un ipotesi drammatica sulle conseguenze future che questi abusi potranno comportare sulla popolazione vivente: fino alla metà dei bambini che oggi hanno 10 anni, tra venti anni potranno diventare miopi. La causa sarebbe da attribuire al vizio che hanno tanti ragazzi di stare con lo sguardo fisso a brevissima distanza, a volte a soli 10 centimetri, ai piccoli schermi degli smartphone per lunghi periodi di tempi, che si protraggono per ore.

Dall’altra parte vi è però chi tra gli addetti ai lavori chi contesta le considerazioni giunte dal Regno Unito. Sempre dalla Svizzera, in particolare dall'Istituto di optometria all'Alta Scuola della Svizzera Nord-Occidentale, il direttore Roger Crelier, ha rilevato come non vi siano studi dimostranti la relazione tra l'utilizzo degli smartphones e la miopia. E ha precisato che "con l'utilizzo normale di smartphones non sussistono pericoli per la propria vista".

È ovvio però che per lo “Sportello dei Diritti” la prudenza non è mai troppa e se proprio non si può fare a meno ad evitare di acquistare uno smartphone o un tablet ai propri pargoli è giusto, però, educarli ad un utilizzo corretto per evitare o comunque ridurre qualsiasi rischio per il futuro.

 

Noleggiatori abusivi

http://www3.varesenews.it/gallarate_malpensa/allontanati-dall-aeroporto-i-noleggiatori-di-carrelli-per-bagagli-269539.html

lunedì 12 agosto 2013

Patenti taroccate facili da acquistare su internet

Patenti taroccate facili da acquistare su internet Non solo i contrassegni falsi delle assicurazioni Rcauto, che come lo “Sportello dei Diritti", ha più volte segnalato, sono ormai troppo spesso oggetto di "scoperta" da parte delle forze di polizia stradale di tutto il Paese, ora un altro fenomeno ha preso piede agevolato dalla semplicità con cui sarebbe facile acquistare tramite la rete: le patenti false su internet. Online, infatti, si possono reperire appositi siti, quasi tutti americani dove chi ha bisogno di una patente o un permesso internazionale di guida può agevolmente acquistarlo via internet e ricevere a domicilio a modiche cifre ossia ad un prezzo attorno ai 75 dollari Usa, circa 56 euro. Una propria foto in formato digitale, un pagamento online, un click e via e la patente dopo qualche giorno arriva con il corriere a casa. Di recente, solo per fare un esempio nella sola zona di Parma sono stati sequestrati tre documenti simili, ma di questi fatti che riguardano in particolare cittadini stranieri fermati dalla polizia stradale o dalle municipali se ne segnalano un po' in tutta Italia anche perché il passaparola ha fatto presto a diffondersi sia per la semplicità con cui é possibile ottenere questi documenti che per l'offerta a bassissimo costo che ovviamente appare assai allettante a chi ha bisogno della patente ma non é riuscito a prenderla sia per le difficoltà con la lingua italiana che per gli alti costi dei corsi di guida. Ovviamente per tutti scatta il deferimento in Procura per guida senza patente e poco dopo arriva la condanna ad una pesante ammenda, di solito con apposito decreto penale. Il crescente numero di denunce di questo tipo, fa propendere per definire quello delle patenti taroccate un fenomeno forse più pericoloso dei contrassegni falsificati della Rcauto perché a differenza di quest'ultimo gli automobilisti beccati alla guida potrebbero essere completamente inesperti e non conoscere anche le più elementari regole della circolazione o comunque non essere pronti per la guida in UE. É ovvio che pur in assenza di numeri certi, spiega Giovanni D'Agata, presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti" solo l'intensificarsi di controlli sulle strade potrà evitare che questi soggetti improvvisati alla guida possano causare danni gravi e vittime, ma é attraverso un'opera di informazione specie fra le comunità degli immigrati anche per il tramite delle associazioni di volontariato, gli uffici stranieri delle questure e le Prefetture che si potrà prevenire il fenomeno comunicando i rischi per sé stessi in termini di conseguenze penali per guida senza patente e possesso di documenti contraffatti e soprattutto per gli altri in merito alla sicurezza stradale.

domenica 11 agosto 2013

Pericolo per gli uomini

Pescato un pesce "mangia-testicoli": Avviso ai bagnanti: «Tenete su i costumi»
11-Agosto-2013
ROMA - Un pesce simile al Piranha ma dalla dentatura differente e con una predisposizione che fa paura ai bagnanti: morde i testicoli dell'uomo. Si chiama Pacu, solitamente si trova nelle acque del fiume Orinoco, in Amazzonia, ma è stato avvistato anche in Nuova Guinea e Texas. Nei giorni scorsi, però, un esemplare è stato pescato nello stretto che separa la Svezia dalla Danimarca, segnalandone la presenza anche nelle acque europee. Lo ha riferito il quotidiano danese Ekstrabladet citando esperti del museo di Storia Naturale.

Il Pacu non dovrebbe nuocere all'uomo, ma «ma è anche vero che ha un morso abbastanza rilevante, ci sono stati incidenti in altri Paesi, come in Papua Nuova Guinea dove ad alcuni uomini sono stati strappati via i testicoli» ha dichiarato Henrik Carl, biologo marino al Museo di Storia Naturale danese. «Mordono perché sono affamati e i testicoli si adattano alla loro bocca», ha raccontato al quotidiano svedese The Local.
L'esemplare pescato misurava 21,5 centimetri, ma possono arrivare ai 90 per un peso di 45 kg. La raccomandazione dell'Università di Copenhagen ai bagnanti è stata, comunque, di tenere addosso il costume da bagno.

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venerdì 9 agosto 2013

Le Poste intervengano sui Postamat

Sindacato Europeo dei Lavoratori sito: http://www.sindacatoeuropeolavoratori.it/ e-mail: segreteria-generale@sindacatoeuropeolavoratori.it all’att.ne Simona Giorgetti Direttore Comunicazione Esterna email: segreteriace@posteitaliane.it telefono: 06.59587631; fax: 06.59587647 RELAZIONE CON I MEDIA responsabile: Pierpaolo Cito email: citopier@posteitaliane.it telefono: 06.59589008 Ufficio Stampa Nazionale responsabile: Patrizia Lombardo email: patrizia.lombardo@posteitaliane.it Le Poste intervengano sui Postamat Un paio di giorni fa c’era la coda al Postamat di Poste Italiane a Vergiate. (VA) Avvicinatomi per prelevare ho sentito le lamentele degli utenti che non riuscivano a prelevare a causa dei riflessi della luce solare. Non esiste un modo più sicuro per fare prelevare i soldi? Non c’è possibilità di mettere una tendina parasole per ovviare all’inconveniente? Una maggiore attenzione e sensibilità di Poste Italiane potrebbe con una modica spesa ovviare all’inconveniente. Giuseppe Criseo Segretario Generale Sindacato Europeo dei Lavoratori http://www.sindacatoeuropeolavoratori.it/ Malpensa,09.08.2013

domenica 4 agosto 2013

L’Italia inondata di prodotti contraffatti. Dalle sigarette, alla moda, all'alimentare. L'estate il picco di vendite


COMUNICATO STAMPA

 

L’Italia inondata di prodotti contraffatti. Dalle sigarette, alla moda, all'alimentare. L'estate il picco di vendite

 

In questi ultimi due anni, le dogane e la polizia tributaria hanno sequestrato decine di milioni sigarette contraffatte, che com'é noto, possono essere anche più pericolose per la salute dei consumatori. Nel 2010, c'era stato un declino, ma la quantità aumenta ancora.

Le statistiche per l'anno 2012 hanno confermato che il mercato del falso tocca ogni settore del commercio dove si possono fare ancora guadagni che anzi, con la crisi, aumentano per i prodotti contraffatti perché l'italiano medio non rinuncia alla griffe anche se taroccata. L'anno scorso, sarebbero stati bloccati profumi o cosmetici contraffatti alle dogane per una cifra pari a più del doppio rispetto al 2011, come pure capi di abbigliamento e accessori, orologi e gioielli, giocattoli per bambini o farmaci, prodotti alimentari, tutti contraffatti e quasi tutti provenienti dai mercati asiatici. Con l'avvento dell'estate, sottolinea Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, aumentano anche le vendite al dettaglio di questi prodotti perché le spiagge e le giornate più lunghe consentono un incremento delle vendite certamente superiore alle medie invernali.

Il problema, però, per arginare il fenomeno che tanto danno fa alla tipicità dei nostri prodotti e alle industrie di ogni settore impegnate a far valere i propri marchi, non sono tanto i dettaglianti, giacché le sanzioni previste dalla legge sono diventate sempre più pesanti e gravose per chi vende al pubblico tali beni, ma é la facilità con cui continuano a giungere sul mercato interno i prodotti contraffatti che riescono ancora ad eludere le dogane e i controlli all'interno dell'area Ue dove di frontiere fisiche non ce n'è più. É un fiume in piena che é difficile da contenere, ma che solo una politica comunitaria e non solo italiana dei controlli più accorta potrà disincentivare.

 

sabato 3 agosto 2013

Antidolorifici Ibuprofene richiamati in Canada per errore di etichettatura


COMUNICATO STAMPA

 

Antidolorifici Ibuprofene richiamati in Canada per errore di etichettatura.

Le etichette attuali affermano erroneamente che i prodotti sono confezionati con tappo a prova di bambino. Lo "Sportello dei Diritti" chiede se il problema riguarda anche l'Ue e l'Italia

 

Nella costante attività di monitoraggio delle allerte lanciate dalle autorità sanitarie internazionali e di ogni paese, lo “Sportello dei Diritti”, in data odierna segnala quella lanciata dal Ministero della Sanità canadese che ha emesso un advisory nel quale afferma che centinaia di Safeway Ibuprofene Liquid Capsules (200 mg capsule, 72 in ogni contenitore) e Ibuprofene capsule liquide (200 mg, 72 capsule in una bottiglia) sono stati richiamati a causa di un errore di etichettatura.

Attualmente, le etichette sulle bottigliette riporterebbero erroneamente la dicitura che sono confezionati con un tappo a prova di bambino. I prodotti, in realtà potrebbero rappresentare un rischio per i bambini che potrebbero aprire la bottiglia e ingerirne il contenuto.

Il dicastero della Salute del Canada ha avvertito che il rischio di ingestione da parte dei bambini può causare un'overdose di ibuprofene e gravi conseguenze per la salute tra cui convulsioni, insufficienza renale, problemi cardiaci sino al coma. I primi sintomi di sovradosaggio comprendono nausea, vomito, letargia e dolore addominale. L'istituzione del paese nordamericano ha consigliato i consumatori che sono in possesso attualmente del farmaco, di tenerlo fuori dalla portata dei bambini e restituire le bottiglie in questione dove sono state acquistate. Alla luce di tale allerta,Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, chiede alle autorità sanitarie europee ed italiane se il problema riguarda anche l'Ue o l'Italia ed in caso affermativo di adottare urgentemente analoghe misure.

 

martedì 30 luglio 2013

Sky chiede l'impossibile

Miss Kappa

Ebbene sì, mi scappa spesso. A volte trattengo, ma poi devo farlo. Scriverò, dirò tutto. Benvenuti nel blog di Anna Pacifica Colasacco





mercoledì 19 maggio 2010

Non è possibile
Ieri mi ha telefonato l'impiegata di una società di recupero crediti, per conto di Sky. Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre del 2009. Mi chiede come mai. Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno ho lasciato la mia casa e non vi ho più fatto ritorno. Causa terremoto. Il decoder sky giace schiacciato sotto il peso di una parete crollata. Ammutolisce. Quindi si scusa e mi dice che farà presente quanto le ho detto a chi di dovere. Poi, premurosa, mi chiede se ora, dopo un anno, è tutto a posto. Mi dice di amare la mia città, ha avuto la fortuna di visitarla un paio di anni fa. Ne è rimasta affascinata. Ricorda in particolare una scalinata in selci che scendeva dal Duomo verso la basilica di Collemaggio. E mi sale il groppo alla gola. Le dico che abitavo proprio lì. Lei ammutolisce di nuovo. Poi mi invita a raccontarle cosa è la mia città oggi. Ed io lo faccio. Le racconto del centro militarizzato. Le racconto che non posso andare a casa mia quando voglio. Le racconto che, però, i ladri ci vanno indisturbati. Le racconto dei palazzi lasciati lì a morire. Le racconto dei soldi che non ci sono, per ricostruire. E che non ci sono neanche per aiutare noi a sopravvivere. Le racconto che, dal primo luglio, torneremo a pagare le tasse ed i contributi, anche se non lavoriamo. Le racconto che pagheremo l'i.c.i. ed i mutui sulle case distrutte. E ripartiranno regolarmente i pagamenti dei prestiti. Anche per chi non ha più nulla. Che, a luglio, un terremotato con uno stipendio lordo di 2.000 euro vedrà in busta paga 734 euro di retribuzione netta. Che non solo torneremo a pagare le tasse, ma restituiremo subito tutte quelle non pagate dal 6 aprile. Che lo stato non versa ai cittadini senza casa ,che si gestiscono da soli, ben ventisettemila, neanche quel piccolo contributo di 200 euro mensili che dovrebbe aiutarli a pagare un affitto. Che i prezzi degli affitti sono triplicati. Senza nessun controllo.Che io pago ,in un paesino di cinquecento anime, quanto Bertolaso pagava per un'appartamento in via Giulia, a Roma. La sento respirare pesantemente. Le parlo dei nuovi quartieri costruiti a prezzi di residenze di lusso. Le racconto la vita delle persone che abitano lì. Come in alveari senz'anima. Senza neanche un giornalaio. O un bar. Le racconto degli anziani che sono stati sradicati dalla loro terra. Lontani chilometri e chilometri. Le racconto dei professionisti che sono andati via. Delle iscrizioni alle scuole superiori in netto calo. Le racconto di una città che muore. E lei mi risponde, con la voce che le trema. " Non è possibile che non si sappia niente di tutto questo. Non potete restare così. Chiamate i giornalisti televisivi. Dovete dirglielo. Chiamate la stampa. Devono scriverlo."
Anna alle ore 10:33

45 commenti:

giardigno6519 maggio 2010 12:07
Non è tempo di scrivere e io non ho
che il solco della penna e sotto il foglio.
Un inchiostro facile, un dire fragile
tra voci che confondono, che vanno.
E questo è un anno che trattiene i giorni
li lega al calendario. I volti stanno
lì, per caso. Ci chiedono un appiglio,
lo scompiglio di un’altra primavera.
Quasi non ci fossero, come se
svanissero. Sistemali per poco
qui, con le parole. In qualche stanza
chiusa, in una nuova sera. Una nicchia,
e poi fermarli, e poi imparare a dirli,
a riconoscerli dagli occhi almeno.
Tu, punto a capo senza corpo. Tu
rimedio dell’assenza, poesia.
Ivan Fedeli

è tempo di informazione ...
Rispondi

AntonellaMu19 maggio 2010 12:17
Posso solo divulgare...
Rispondi

zefirina19 maggio 2010 12:26
molto commovente, però dove vive questa ragazza??? è vero che l'informazione del regime tace ma per fortuna di questi tempi chi vuol sapere la verità riesce a scovarla
Rispondi

LaGolosastra19 maggio 2010 12:34
.
Rispondi

Agostino19 maggio 2010 13:14
A me è successo qualcosa di simile, con la differenza che io il decoder l'ho recuperato e l'ho inviato indietro. Davvero toccante questa tua testimonianza, con in sottofondo il giro d'Italia che sta per raggiungere L'Aquila. Grazie Anna.
Agostino
Rispondi

Fabrizio19 maggio 2010 13:14
come commentare?

lascio una traccia, ho letto, come spesso, questo tuo intervento, ma non ho parole... commento solo per dimostrare che le informazioni, grazie a blog come il tuo, arrivano... a pochi forse... ma arrivano.

Coraggio...
Rispondi

silvano19 maggio 2010 14:00
Per Zefi: la ragazza lì magari ascolta il tg1 di minzolini, o il tg2, o il tg4, il tg5, la cloaca di italia 1 scusate ma non mi ricordo come si chiama, la chiamerò cloaca di italia1 e così via...tanta gente gente mica lo sa ancora come stanno le cose.
ciao.
Rispondi

dario19 maggio 2010 14:10
Be'... meno male che ci sei tu a raccontarcelo...

pero' suppongo che non sia per niente sufficiente!
Rispondi

fillerouge19 maggio 2010 14:12
lacrime e rabbia
ancora sul mio volto
per l'ignoranza di questa tizia e di tanti altri
per l'informazione taciuta
per l'impotenza che mi sento d'avere

e sempre una piccola fiammella di speranza
che la gente chieda e si informi
e che connetta ciò che sente con chi vota, con chi ci governa.
Rispondi

sR19 maggio 2010 14:21
almeno ha dimostrato umanità questa signorina... almeno quello
Rispondi

Raffaella19 maggio 2010 16:59
ciao anna, sempre toccanti i tuoi post.... più passa il tempo e più mi rendo conto che siamo soli. abbandonati al nostro destino senza uno straccio di futuro per la nostra città e la nostra gente. quelli che provano a far conoscere la realtà delle cose (tu, giusi, federico....) vengono isolati e catalogati dagli stessi aquilani, figuriamoci all'esterno! sono triste e demoralizza, mi sento inutile anche quelle poche volte che riesco a venire la domenica a "scarriolare" con la mia famiglia.... vorrei ritornare indietro nel tempo a prima di quel maledetto 6 aprile per rivedere l'aquila mia e la mia gente. a volte penso che sarebbe più fattibile questo piuttosto che ricostruire la città un giorno. ti abbraccio
Rispondi

Mary Valeriano19 maggio 2010 17:13
Mi sa che in Italia possiamo riempire un buco nero con le cose che non sapiamo sul paese in cui viviamo... Almeno rimane lo web come unico punto di libertà. E' poco, ma c'è. Vi sentite soli, ma almeno ci fate sapere come stano le cose.
Un grande abbraccio Anna, a te e a tutti gli aquilani.
Rispondi

twigabea19 maggio 2010 19:10
facciamo noi ciò che lo stato non fa.
finchè non ci tapperanno la bocca.
grazie per aver scritto questo post
Rispondi

Felipegonzales19 maggio 2010 20:15
Incredibile! viviamo in una dittatura travestita da democrazia.
Rispondi

mIsi@Mistriani19 maggio 2010 22:33
"Non è possibile che non si sappia niente di tutto questo. Non potete restare così. Chiamate i giornalisti televisivi. Dovete dirglielo. Chiamate la stampa. Devono scriverlo."

...
la voce dell'ingenuità[?]
o solo dell'ormai troppo rara UMANITà.
perchè anche a me sembra davvero,IMPOSSIBILE.
eppure così è.indisturbatamente è così,e continua ad esserlo.
Rispondi

GM C20 maggio 2010 08:45
Già! ok dirlo ma... bisogna vedere se c'è qualcuno che ascolta... disposto VERAMENTE ad ascoltare!

Io posso solo augurarvi Buona Fortuna, in modo sincero e sentito... ma non smettete di provare!
Rispondi

FR:D20 maggio 2010 14:59
se la stampa non ascolta e riferisce quello che dice la gente non ascoltate più quella stampa. lo dicono in molti ma forse nessuno ci pensa. il tg1 lo vede sempre meno gente ma ci deve essere qualcosa di forte al suo posto, fa tutto parte di questo sistema di furberie a delinquere.
Rispondi

dario20 maggio 2010 16:42
Infatti, mi pare che in TV (rai, mediaset, la7... altri non ne piglio) non e' che ci sia la scelta di una informazione onesta. L'unica mi pare sia informarsi sulla rete. Ma anche cosi'... bisogna seguire i blog. Personalmente mi fido di quel che dice Anna, perche' la conosco, ma come farei a credere che si tratta di una informazione obiettiva se non la conoscessi? Il punto e' che l'informazione (obiettiva) la dovrebbero fare le TV, le radio, i giornali, mica i blogger (e grazie a dio c'e' l'Anna, altrimenti saremmo tutti conciati come l'operatrice di Sky di cui parla questo blog.
Rispondi

Carlo20 maggio 2010 16:47
Ciao Miss Kappa... come al solito vengo a "leggere" ma oggi devo anche commentare!

Facciamola noi questa benedetta informazione! Se ognuno si impegna a scrivere un post, raccontando di questa storia ed anche delle tante altre che verranno... se ognuno convince anche un solo blogger a fare altrettanto... e quest'ultimo ne convince ancora un'altro... e così via, alla fine, saranno centinaia o anche migliaia di piccole informazioni che viaggeranno in questo nostro Paese che s'illude e dorme!

Buon pomeriggio a te...
Rispondi

Daniele Verzetti il Rockpoeta®21 maggio 2010 13:19
Purtroppo molti ancora non si rendono conto della realtà dell'Aquila.

Un abbraccio forte
Daniele
Rispondi

Anonimo21 maggio 2010 16:11
c'è gente che è lontana dall'informazione e dalla vita semplicemente perché non le lasciano il tempo di vivere. Qualcuno dice "ognuno pensa solo a se stesso", spesso è un problema di egoismo. E' vero. Ma oggi sempre più spesso capita che proprio non ce la fai a vivere un mondo che non sia il tuo. Quello che ti fa pensare a lavorare al call center per 6 ore al giorno per 400 euro, uscita da lì devi pensare a recarti in fretta a casa della signora alla quale tieni il bambino due volte la settimana. Il sabato e la domenica servi i tavoli in pizzeria... No, non ce l'hai una vita e pensi che neanche gli altri ce l'abbiano. La vita in fondo oggi cos'è? Non è per cattiveria o per menefreghismo che molti non se ne occupano. E' che la vita in un modo o nell'altro la stanno togliendo a molti.
Forse il racconto fatto alla signorina al telefono ha avuto un particolare effetto, come quando senti un profumo di dolci e ti ricorda una scena dell'infanzia ormai dimenticata, si sarà per un attimo ricordata che la vita esiste ancora... ma la stanno lasciano morire.
Marta
Rispondi

emanuele22 maggio 2010 14:36
Carissima Miss Kappa,
dopo aver letto il tuo blog sono anche io miss...infatti mi-ss-cappa da piangere. Versare lacrime per la propria nazione è veramente fuori moda, ma è quello che provo. Ho letto nel tuo profilo che sei una rivoluzionaria impenitente. Forse è stata proprio la mancanza di una vera rivoluzione popolare e il bassissimo profilo dei nostri governanti (dall'unità d'Italia e forse anche da prima!) a renderci così poco uniti da far sembrare un'utopia quella di aspirare ad una classe dirigente meno corrotta (almeno un pò) e più attenta alla vita di chi gli paga stipendi faraonici per non fare nulla.
Grazie per non essere caduta in quel tipico torpore che contraddistingue noi italiani, immobili anche di fronte alle peggiori angherie dei caproni che ci governano. Quello che è successo alla tua città potrebbe succedere in qualsiasi parte d'Italia e le persone come te sono ancora troppo poche. Continua così
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Monique22 maggio 2010 15:58
io sono sempre senza parole... non è concepibile che questo assurdo silenzio continui.

ti abbraccio Anna e se sarai in zona veso fine giugno magari potremo farci uno Zacapa insieme :*
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la Volpe22 maggio 2010 16:30
Non posso far altro che divulgare. D'altra parte se, come dimostrano le elezioni, neanche ad Avezzano sanno cosa sia successo a L'Aquila, significa che la disinformazione procede a passo di marcia. Un abbraccio da un lettore silenzioso.
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Roberta24 maggio 2010 15:27
è veramente scandaloso. poi bondi si permette di disertare cannes perchè semplicemente la guzzanti si è presa la briga di raccontare la verità. :(
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ROSANNA24 maggio 2010 15:35
a me è successa loa stessa cosa con Telekom, pensare che la signorina del call, center che mi rispose a fine Aprile 2009, si impegnò a staccarmi l'utenza... poi l'agenzia di recupero crediti che mi scrive, io rispondo allegando documenti che attestavano che in quella casa non ci viveva più nessuno dal 6 aprile, per grande senso di umanità detta agenzia mi manda l'ingiunzione del pagamento motivando l'azione con "il comune interessato non è nel cratere"... e tante grazie.
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francesco27 maggio 2010 17:56
Vorrei postare il tuo post sul mio blog, è possibile?
francesco
Rispondi

Anna27 maggio 2010 18:04
Certo che puoi, Francesco. Sono sempre contenta quando quello che scrivo viene condiviso.
Grazie!
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Lydia28 maggio 2010 19:09
Ciao, mi chiamo Lydia e sono una delle promotrici delle 99 colombe http://www.99colombe.blogspot.com/, non so se ne hai sentito parlare. Un blog nato per dare una mano ad un'aziensa aquilana.
Ti dispiace se pubblico il tuo post, naturalmente citandoti, sul blog?
Rispondi

Genny G.28 maggio 2010 21:33
ho la pelle d'oca.e non conta niente.conta come state voi.e che non so come possiamo aiutarvi..
Rispondi

Anna29 maggio 2010 11:00
Certo Lydia che puoi. Non può che farmi piacere....
Rispondi

fiOrdivanilla30 maggio 2010 05:38
Ciao Anna, ho rabbrividito leggendoti. Fortuna che c'è qualcuno che sa esprimere questa disperazione in parole. i cuori di voi tutti hanno crepe di dolore tanto quanto la terra della vostra terra.
Mi dispiace da morire. E il mio dispiacere immagino sia niente confronto a ciò che provate voi.
Un abbraccio, immenso.
Rispondi

Roby@Warszawa31 maggio 2010 13:24
Ciao,
ti chiedo esplicitamente di poter copia-incollare questo tuo post, o brani di esso, sul social meemi.com, ovviamnte citandone la fonte. Per non dimenticare. Per far sapere la verità.

Altresì ti chiedo esplicitamente di poter copia-incollare questo tuo post, o brani di esso, sul mio blog, citandone la fonte.

In bocca al lupo.


Roberto.
Uno nato in italia e scappato all'estero.
Rispondi

Anonimo02 giugno 2010 01:22
E come al solito ci si dimentica dei fondamenti; della lotta di classe, del conflitto capitale/lavoro, di CHI è riuscito a gettare le basi per concepire e creare una società migliore.La dignità dell'essere umano è data dal tipo di sistema economico nel quale egli vive, dal lavoro stabile e dal benessere diffuso garantito dallo stesso.
la dignità è creata dall'educazione che la società offre ai suoi cittadini. Ma voi non ricordate nessuno. Non ricordate nè Marx , nè Lenin, Volete dimenticare Stalin e togliatti. Voi volete volare più in alto, ma non avete le ali. E con questo non voglio aprire una polemica, ma lo dichiarate. Il Socialismo, quello vero, è anticapitalista. E' Scienza, piccoli borghesi.
Rispondi

blumauri02 giugno 2010 18:29
E'sempre così. Il momento della tragedia è sempre solo l'inizio della tragedia. Dopo si dimentica. Si dimenticaNO..... C'è solo la grande corsa ai soldi, e nessuno ne parla più.
Vorrei copiare e incollare anche io il tuo post sul mio blog se me lo permetti. Un saluto
Rispondi

vittoriobond06 giugno 2010 05:15
ciao, sono Vittorio.
ho ascoltato il racconto del tuo post da una trasmissione di radio popolare di milano.
bellissimo. mi permetterò di segnalarlo ad alcuni amici.
ciao
Rispondi

nico13 giugno 2010 17:00
seguo sempre te e federico! io sono nato a chieti, anche se mi sento siciliano per tante cose. però l'abruzzo è sempre la mia terra. e l'aquila è per me quel nido circondato dalle montagne che non ha eguali. l'ultima volta ci ho ascoltato un concerto del mitico claudio lolli mangiando arrosticini!
non smettete mai di informarci anna, tu, federico e gli altri vostri amici, anche di queste storie che mai verranno raccontate da chi avrebbe il dovere di farlo, ma che tutti devono sapere!
un abbraccio grandissimo
nico
Rispondi

tootsie30 giugno 2010 02:26
cara anna, una volta ti scrissi che certe difficoltà mi avrebbero impedito di poterti seguire con regolarità... ma continuo sempre, a cercarti fra le pagine, a leggere i commenti degli amici, il sostegno di una 'rete' sempre più fitta, oltre i blog, i social-network, per non disperdere e non perdersi.
orbene, questo tuo post è diventato una sorta di "catena di sant'antonio", una e-mail che collega questa fitta rete ad un filo unico e continuo, e travalica i confini.
la e-mail termina aggiungendo un semplice: "Loro non scrivono voi fate girare.", ricevuta e rimandata, con il link al tuo blog. e ora anche pubblicata su "il fatto quotidiano", mercoledì 30 giugno 2010, pg. 8:
"Lettera da L’Aquila
La mia esistenza sotto le macerie e il silenzio delle tv
Questo post è sul blog Miss Kappa
di Anna
IERI MI HA TELEFONATO (...)"
giusto che scrivano, giusto che riportino, perchè a nessuno sia concesso dimenticare, mai, che le sole parole non bastano...
un abbraccio a te, famiglia e amici
patty
Rispondi

Anonimo01 luglio 2010 14:24
Mi è arrivato oggi il tuo post su facebook.
L'ho postato su Friendfeed e uno dei miei contatti mi ha indirizzato a te.
Almeno su internet, l'informazione gira.
ciao
Elena
Rispondi

Ipazia06 luglio 2010 15:32
Anna cara, mi è arrivato via mail senza firma, il tuo pensiero, che ho provveduto a pubblicare sia sulla home page che nei forum e in FaceBook nelle pagine di Mammeonline.

Poi, recuperata la tua firma, l'ho aggiunta all'articolo
http://www.mammeonline.net/l-Aquila-dopo-il-terremoto-i-provvedimenti-del-governo

Non siete soli, vi siamo vicini e come possiamo cerchiamo di darvi voce.
Un abbraccio
Debora Cingano
Rispondi

SeNonNoiChiAltro07 luglio 2010 15:35
Credo che la lettera sollevi problemi reali.

Certo, penso sia poco probabile che un'impiegata addetta al recupero crediti sia sensibile ai problemi delle persone e spenda del tempo per ascoltarli dichiarando il suo amore per l'Aquila e per la scalinata dove guarda caso la persona abitava; ma tutto può essere, le coincidenze poco probabili esistono e non è detto che le persone siano sempre e tutte ciniche.

Detto ciò ho guardato la sostanza della lettera ed ho provato a verificare alcuni contenuti arrivando alla conclusione sopra esposta.

1) La questione delle tasse

Nella lettera c'è scritto "Le racconto che, dal primo luglio, torneremo a pagare le tasse ed i contributi".
Qualcuno in rete sostiene che il pagamento delle tasse in realtà è stato rinviato a fine anno:

15/6/2010 "Soluzione per le tasse a L'Aquila" Letta annuncia un emendamento
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/06/15/news/tasse_l_aquila-4870645/

Ma la notizia riportava una dichiarazione di intenzioni rimaste tali e per tale ragione oggi 7/7 si svolge la protesta a Roma.

30/6/2010 Proroga solo per autonomi e restituzione al 100%:
http://www.abruzzo24ore.tv/news/Il-governo-pagherete-caro-pagherete-tutto/17426.htm

1/7/2010 Tasse, all'Aquila da oggi si torna a pagare. Proroga solo promessa.
http://ilcentro.gelocal.it/laquila/cronaca/2010/06/30/news/tasse-all-aquila-da-oggi-si-torna-a-pagare-proroga-solo-promessa-il-tempo-e-scaduto-2133718?ref=HREC1-10

2) La questione dell'ICI

Nella lettera c'è scritto "Le racconto che pagheremo l'i.c.i. ed i mutui sulle case distrutte.".
Chi dice che questa lettera potrebbe essere una bufala perché l'ICI è stata abolita fa un'obiezione errata e non pertinente. A parte che l'ICI è stata abolita solo per alcune categorie di immobili, la questione semmai è che se l'edificio è dichiarato inagibile o inabitabile sussiste l'esenzione come indicato qui:

http://it.wikipedia.org/wiki/Imposta_comunale_sugli_immobili

Allora resta dimostrato che è una bufala? No. Nella seguente notizia si trova la richiesta dell'ICI da parte del sindaco nonostante gli edifici siano inagibili:

10/12/2009 Perché bisogna pagare una tassa su case distrutte?
http://www.abruzzo24ore.tv/articolo/Perche-bisogna-pagare-una-tassa-su-case-distrutte/668.htm

3) La questione dello stipendio lordo e netto

L'autore dice poi "Che, a luglio, un terremotato con uno stipendio lordo di 2.000 euro vedrà in busta paga 734 euro di retribuzione netta".
Qualcuno obietta che non ci può essere un prelievo in busta paga pari al 63% ( (2.000-734)/2000*100=63,3% ). Credo che i 734 euro si riferiscano allo stipendio al netto della rata per la restituzione delle tasse non pagate in questi mesi. Qui c'è la simulazione fatta sugli stipendi di alcuni impiegati pubblici:

12/5/2010 Restituzione tasse: L'Aquila rischia di volare nel baratro
http://www.abruzzo24ore.tv/news/Restituzione-tasse-L-Aquila-rischia-di-volare-nel-baratro/16548.htm

Considerando lo stipendio lordo mensile di € 2000 per 13 mensilità si ottiene un lordo annuo di 26.000. Prendendo come riferimento lo stipendio lordo di € 30.000 indicato nella simulazione si ottiene:

reddito lordo annuo: € 30.000
reddito lordo mensile (13 mens.): € 2.308
reddito mensile netto con restituzione tasse e imposte: € 840
Incidenza del prelievo sul lordo: (2.308-840)/2.308*100=63,60%

Questa è esattamente l'incidenza per gli importi indicati nella lettera.

Spero di essere stato utile.
Grazie Anna.

Un saluto a tutti.
Rispondi

Alessia (Ale)09 luglio 2010 15:25
Sta girando tra i blogger... spero non ti dispiaccia se copio ed incollo direttamente da te.
in caso contrario avvisami e toglierò immediatamente il post.
un abbraccio
Ale
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Italy Calling13 luglio 2010 23:18
Ciao Anna, ho trovato quest'articolo su Italy Indymedia e l'ho tradotto per il mio blog...vivo in Inghilterra da un paio d'anni e da poco ho un blog su cui traduco/scrivo articoli sull'Italia. Di recente ho tradotto un paio di cose sull'Abruzzo e L'Aquila, una situazione che mi fa incazzare come non mai. Non c'ero fisicamente, a prendere botte dai servi del potere a Roma, ma c'ero davvero nel cuore. Resistere, resistere, resistere.
http://italycalling.wordpress.com/2010/07/13/letter-from-a-resident-of-laquila/
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alsalto15 luglio 2010 18:45
Questo tuo post e' divenuto una e-mail, io l'ho ricevuta quest'oggi ed ho riconosciuto il post.
Quindi...a furia di spingere, spingere, se si e' in molti si spostano le montagne, eccome se si spostano.
Ed oggi e' il 15/07/2010.
Rispondi

Anonimo16 luglio 2010 12:32
Pubblicata dal direttore di GQ:

http://gq.menstyle.it/56/notizie-da-l-aquila

Elenucci
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Anna
Sognatrice incallita, rivoluzionaria mai pentita, utopista nata, don Chisciotte consapevole,insomma, una diversa non integrata, felice di esserlo! Dal 6 aprile 2009 nata a nuova vita, ché quella precedente è stata spezzata. Vita diversa la nuova. Vita da sopravvissuta.
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