martedì 26 marzo 2013

Lavoratori stagionali extra Ue

COMUNICATO STAMPA

Lavoratori stagionali extra UE. Da oggi si possono presentare le domande per il nulla osta sul sito del Ministero dell’Interno a seguito della pubblicazione del Decreto flussi 2013 in Gazzetta Ufficiale
Trentamila ingressi programmati fino al 31 dicembre. Procedura semplificata: il contratto di soggiorno ai fini della comunicazione

A partire dalle 8 di stamattina è possibile inoltrare sul sito del Ministero dell’Interno le domande per il nulla osta per la chiamata di lavoratori stagionali extra UE. Tale procedura è resa possibile dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale 71/2013 del decreto flussi, ossia il provvedimento ministeriale che stabilisce «la programmazione transitoria dei flussi di ingresso nel territorio dello Stato per lavoratori non comunitari stagionali per l’anno 2013».
Come già negli anni passati le istanze devono essere inviate per il tramite del sito del ministero dell’Interno, utilizzando la procedura che è reperibile all’indirizzo https://nullaostalavoro.interno.it/Ministero/index2.jsp
Giovanni D'Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, sottolinea che le domande possono essere trasmesse al Viminale fino al 31 dicembre prossimo.
Il decreto, inoltre,ha stabilito le quote per paese di provenienza, prevedendo un massimo complessivo di 30 mila cittadini stranieri provenienti da paesi extraUE tutti per lavori subordinati stagionali.
Di seguito i Paesi da dov’è possibile l’ingresso regolato dal decreto flussi:
Albania, Algeria, Bosnia-Herzegovina, Croazia, Egitto, Repubblica delle Filippine, Gambia, Ghana, India, Kosovo, Repubblica ex Jugoslava di Macedonia, Marocco, Mauritius, Moldavia, Montenegro, Niger, Nigeria, Pakistan, Senegal, Serbia, Sri Lanka, Ucraina, Tunisia.
Peraltro, è opportuno ricordare che nell’ambito della quota delle 30 mila unità, vi è una quota riservata a 5 mila lavoratori non comunitari che abbiano fatto ingresso in Italia per prestare lavoro subordinato stagionale per almeno due anni consecutivi e per i quali il datore di lavoro presenti richiesta di nulla osta pluriennale per lavoro subordinato stagionale.
Proprio per la semplificazione della procedura, si ricorda che la sottoscrizione del contratto di soggiorno risulta essere valida ai fini della comunicazione obbligatoria.

lunedì 25 marzo 2013

Danni alla persona

COMUNICATO STAMPA
Danni alla persona. Per il danno non patrimoniale arrivano le tabelle del Tribunale di Milano 2013. Aumento i parametri anche per i giorni d’inabilità assoluta: nell’ottica della “personalizzazione” il range passa da 91-136 euro a 96-144 euro. Cambiano in melius anche i valori minimo e massimo per risarcire la perdita dei prossimi congiunti


Possiamo dire in anteprima che arriva finalmente il via libera alle tabelle 2013 del Tribunale di Milano per la determinazione del danno alla persona di natura “non patrimoniale”. Ne dà notizia Giovanni D'Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, che ricorda come a seguito di autorevoli pronunce giurisprudenziali, a partire dalla sentenza 12408 del giugno 2011 della Corte di Cassazione, le stesse sono quelle genericamente utilizzate dai tribunali italiani per la liquidazione del danno “non patrimoniale”, mettendo peraltro non del tutto la parola “fine” ad una vera e propria Babilonia a causa delle diverse valutazioni, per non dire sperequazioni, da parte della miriade di corti delle varie province italiane che utilizzavano parametri assai diversi ed anche non costantemente aggiornati come se le persone valessero più a Milano piuttosto che a Siracusa.
Con l’adeguamento delle nuove tabelle aumentano tutti i valori sia per quanto riguarda il valore monetario dei punti d’invalidità permanente che per quello dei giorni di inabilità assoluta che ora partono da un minimo di 96 euro, fino a 144 euro nell’ottica della “personalizzazione” del danno auspicata dalla stessa Suprema Corte. A tal proposito si ricorda che due anni fa il range era compreso tra 91 e 136 euro.
L’approvazione dei parametri è stato effettuato, come in precedenza, dall’Osservatorio sulla Giustizia civile di Milano. In particolare, bisogna sottolineare che l’aggiornamento dei valori di liquidazione è stato effettuato in base agli indici Istat, sulla scorta di quanto accaduto gli anni scorsi.
In virtù di tale ratio, gli importi, sono stati aumentati del 5,6 % sui valori ricavati dalle variazioni del costo della vita fra il 2011 e il 2013 e arrotondati a un euro nella tabella sui danni da lesione permanente e temporanea all’integrità psico-fisica e alla decina di euro nella tabella sui danni da perdita e grave lesione del rapporto parentale.
Sul punto pubblichiamo in anteprima i parametri per il ristoro del danno da perdita del rapporto parentale in favore di:
- ciascun genitore per la morte di un figlio: da 163.080 a 326.150 euro;
- figlio per la morte di un genitore: da 163.080 a 326.150 euro;
- coniuge (non separato) o del convivente sopravvissuto: da 163.080 a 326.150 euro;
- fratello per la morte di un fratello: da 23.600 a 141.620 euro;
- nonno per la morte di un nipote: da 23.600 a 141.620 euro.
Come già precisato il range individuato dall’Osservatorio meneghino permette ai danneggiati, ma soprattutto all’operatore del diritto che dovrà applicare i parametri al caso concreto, di prendere in esame tutte le circostanze variabili di ogni fattispecie, e nel caso della perdita del “prossimo congiunto” partendo in primo luogo dalla qualità e dell’intensità della relazione affettiva che caratterizzava il rapporto parentale con la persona perduta; ma anche la sopravvivenza o meno di altri congiunti, il rapporto di convivenza o meno di questi ultimi, e la qualità e l’intensità della relazione affettiva residua.
Alla luce di tale importante novità che adegua la quantificabilità dei danni al costo della vita attuale, lo “Sportello dei Diritti” si augura che i tribunali applichino le nuove tabelle su tutto il territorio nazionale per evitare le frequenti sperequazioni e diseguaglianze che, nonostante il valore estremamente persuasivo delle decisioni della Corte di Cassazione in tal senso, persistono a verificarsi nel Nostro Paese. Allo stesso modo, continua costante l’impegno dell’associazione affinché tali ingiustizie non si verifichino e per consentire il massimo ristoro possibile a tutti i danneggiati.

Morte di un luogotenente della Finanza


LA SEZIONE TERRITORIALE FICIESSE ROMA-ANAGNINA E TUTTA L'ASSOCIAZIONE FINANZIERI CITTADINI E SOLIDARITA' SI STRINGONO CON COMMOZIONE ED AFFETTO ALLA FAMIGLIA DELL'AMICO E SOCIO FONDATORE DELLA SEZIONE DANIELE LEMBO, LUOGOTENENTE DELLA GUARDIA DI FINANZA, DECEDUTO IMPROVVISAMENTE IN SERVIZIO IN DATA 17/03/2013.
ESPRIMIAMO TUTTA LA NOSTRA VICINANZA ALLA MOGLIE ANNA ED AI SUOI RAGAZZI MARTA E MATTEO.

I FUNERALI SI TERRANNO DOMANI, 21/03/2013, IN CISTERNA DI LATINA (LT), CHIESA DI SAN FRANCESCO D'ASSISI, ALLE ORE 10,30.
AL TERMINE DEL RITO FUNEBRE LA SALMA VERRA' TRASFERITA AL PAESE DI ORIGINE DI DANIELE, IN PROVINCIA DI SALERNO, DOVE VERRA' TUMULATA DOPO UNA CELEBRAZIONE EUCARISTICA PRESSO LA CHIESA DI SANTA TROFIMENA DI MINORI (SA) CHE AVRA' LUOGO ALLE ORE 15,30.


IL SEGRETARIO DELLA SEZIONE FICIESSE ROMA-ANAGNINA
ANTONIO STERPETTI
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domenica 24 marzo 2013

Indonesia. Proposta di legge shock. Sesso fuorilegge per i non sposati

COMUNICATO STAMPA

Indonesia. Proposta di legge shock. Sesso fuorilegge per i non sposati. Minacciato il carcere per i trasgressori.
Una revisione del codice penale indonesiano renderebbe illegale per le coppie che vivono insieme per fare sesso

Mentre nella gran parte del mondo cosiddetto “occidentalizzato” si continua a discutere di coppie di fatto, matrimoni omosessuali e parità tra figli anche se nati al di fuori dei matrimoni dall’altra parte del pianeta c’è chi prova introdurre norme che vietano completamente il sesso al di fuori del matrimonio paventando addirittura sanzioni penali per chi viola questa prescrizione. È corretto precisare, rileva Giovanni D'Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, che non ci è mai piaciuto ingerirci nelle vicende che riguardano le religioni o gli ordinamenti sovrani degli altri Paesi, ma quando si tratta di diritti umani che hanno valore universale, allora è opportuno segnalare i pericoli che scelte politiche vetuste per non dire obbrobriose possono comportare per i cittadini residenti in quegli stati.
Purtroppo, è notizia fresca di questi giorni che in Indonesia le persone non sposate sorprese a fare sesso rischierebbero fino a cinque anni di carcere secondo una nuova proposta di legge.
La norma contenuta in una proposta di revisione del codice penale renderebbe addirittura illegale anche per le coppie che vivono insieme fare sesso, con una potenziale condanna fino a un anno di carcere.
A confermarlo sarebbe il direttore generale del Ministero indonesiano della giustizia, Wahiduddin Adams, che ha confermato la proposta di sanzioni per chi fa sesso prima del matrimonio. Ed i single verrebbero trattati ancora più duramente con una pena prevista fino a cinque anni di carcere.
Per la verità, secondo lo stesso rappresentante, le modifiche proposte rifletterebbero le norme e le prassi prevalenti nella società indonesiana.
Secondo quanto è dato apprendere, la proposta, almeno apparentemente avrebbe il sostegno di altri membri del Parlamento indonesiano.

martedì 19 marzo 2013

Nuovo scandalo alimentare in Francia: dopo Hhorsegate scoperte 57 tonnellate di carne di montone di origine britannica nei magazzini di un'azienda francese

COMUNICATO STAMPA

Nuovo scandalo alimentare in Francia: dopo Hhorsegate scoperte 57 tonnellate di carne di montone di origine britannica nei magazzini di un'azienda francese. L’importazione è vietata in Europa in seguito alla malattia della mucca pazza e dello scrapie


Per i consumatori ancora problemi: dopo lo scandalo della carne di cavallo e già arrivato quello della carne di pecora. La scoperta è stata fatta dagli ispettori sanitari francesi ancora una volta nei magazzini della Spanghero, azienda del sud della Francia. Trovate 57 tonnellate di carne di montone di origine britannica, la cui importazione è vietata in Europa per la tecnica di macellazione autorizzata per il pollame, ma non per bovini, ovini e caprini. La preparazione infatti è a rischio in seguito alla malattia della mucca pazza e dello scrapie. Il prodotto congelato doveva servire alla fabbricazione di morgue, una specie di pasta viscosa, che secondo la regolamentazione europea non può essere definita carne e che viene ottenuta passando in speciali apparecchiature le carcasse degli animali. La società in questione era stata autorizzata a riprendere la produzione dopo la storia della carne di cavallo finita nelle lasagne alla bolognese della Findus e di altri marchi. Ma proprio lo scorso mese, gli ispettori sanitari hanno scoperto nei suoi magazzini 57 tonnellate di carne di montone di origine britannica, la cui importazione è di fatto vietata in Europa in seguito alla malattia della mucca pazza e dello scrapie.
La carne è stata fornita dalla Draap Trading, che appartiene al trader olandese Jan Fasen, già incriminato nello scandalo della carne di cavallo. La partita portava la dicitura di "carne senza nervi di agnello". Una definizione, secondo il ministero dell'Agricoltura, che occultava la tecnica con cui era prodotta, illegale in Europa.
Tutti i prodotti fabbricati con quella carne di montone sono stati richiamati a titolo preventivo.
Secondo Giovanni D'Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, ancora una volta in Europa si stanno verificando gravi episodi di violazione delle norme igienico sanitarie. In particolare per l’ennesima volta il commercio di carne è nell’occhio del ciclone nonostante i ripetuti sequestri su tutto il vecchio continente. Ciò fa intuire che si tratta solo della punta di un iceberg per l’enorme mole di animali e di carne da macello che transitano in Europa che richiedono un innalzamento dei livelli di guardia delle autorità sanitarie per evitare la commercializzazione di prodotti che rappresentano delle vere e proprie frodi alimentari oppure rappresentano dei rischi per la salute dei consumatori.

domenica 17 marzo 2013

Actos farmaco ancora in vendita

COMUNICATO STAMPA

Actos. Farmaco ritirato in Francia dal 2011 ma ancora venduto in Italia. L’Aifa (agenzia del farmaco italiana) elimini ogni dubbio

L’ Actos è un farmaco antidiabetico il cui principio attivo è il Pioglitazone.
Il pioglitazone agisce attivando recettori cellulari presenti nelle cellule adipose, epatiche e muscolari. L’assunzione di questa molecola consente un considerevole miglioramento della sensibilità di tali tessuti all’azione dell’insulina che come è noto è l’ormone secreto dal pancreas che ha funzione di abbassare il livello di glucosio. In tal senso l’azione del pioglitazone è di ottimizzare l’utilizzo di glucosio da parte dei tessuti menzionati. Per tali ragioni l’Actos viene utilizzato per curare il diabete mellito di tipo 2 noto anche come diabete non insulinodipendente. In tal senso, coloro che soffrono di tale malattia hanno o cellule del pancreas che secernono o quantità insufficiente di ormone insulinico o, anche se questo è in quantità adeguata, il corpo non riesce ad utilizzarlo in maniera efficiente.
L’autorizzazione alla commercializzazione dell’Actos era stata rilasciata dall’agenzia Europea del Farmaco (EMA - European Medicines Agency) e recepita dall'AIFA (agenzia del farmaco italiana) nel lontano ottobre del 2000. Già all’epoca e quindi in fase di rilascio dell’autorizzazione furono indicati alcuni possibili effetti collaterali che dovevano essere indicati nei foglietti indicativi del farmaco. Rischi che dovevano essere comunque sottoposti a futura revisione, tant’è che sette anni dopo, nel 2007, l’ EMA utilizzando i dati raccolti negli anni sottoponeva i farmaci antidiabetici appartenenti alla categoria dei tiazolidinedioni, in particolare il rosiglitazone (commercializzato come Avandia) ed il pioglitazone (commercializzato come Actos), a revisione benefici/rischi e stabiliva che i benefici di entrambi superavano ancora i rischi ma foglietti illustrativi e medico curante dovevano chiaramente indicare il rischio di:
• possibili fratture ossee per le donne;
• possibile patologia cardiaca ischemica e quindi al limite anche infarto per entrambi i sessi.
Tutto questo si andava ad aggiungere ai già accertati effetti collaterali e precisamente:
• aumento di peso;
• capogiri e vertigini;
• insonnia;
• disturbi della vista;
• infezioni recidivanti delle alte vie respiratorie;
• aumento della probabilità di gravidanze nelle donne affette da ovaio policistico.
L’ultima revisione però non ha eliminato i dubbi riguardo all' Actos.
Tant’è che nei primi di giugno del 2011 l’Agenzia francese del farmaco ha ritirato i farmaci con pioglitazone perché ha ritenuto che aumentassero il rischio di contrarre cancro alla vescica. L’omologa agenzia tedesca ha subito dopo raccomandato ai medici di non prescrivere il farmaco prima di nuovi chiarimenti.
Nonostante ciò, l’EMA ha allora avviato una nuova revisione ed ha concluso che i benefici del farmaco continuano a superare i rischi ma dovranno essere adottate una serie di misure per ridurre i possibili rischi di cancro alla vescica.
Alla luce di tali osservazioni, Giovanni D'Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, si rivolge all’AIFA, chiedendo se non sia il caso di prendere le stesse misure dell’agenzia del farmaco tedesca, ossia di raccomandare una sospensione delle prescrizioni in attesa che siano presi i provvedimenti richiesti dall’EMA circa una verifica più puntuale dei rischi di cancro alla vescica, se non si vuole vietarne la commercializzazione come quella francese.

venerdì 15 marzo 2013

Pesticidi killer delle api: l’UE non ne vieta l’uso. Vincono le lobbies del settore



Oggi a Bruxelles i 27 Stati membri dell'Unione europea, in seguito alle forti pressioni esercitate dalle lobbies del settore, hanno respinto la proposta della Commissione di vietare, l'utilizzo di pesticidi letali per la sopravvivenza delle api. Ciò nonostante via sia una mole enorme di prove a sostegno dell’impatto negativo sulla salute delle api di questi fitosanitari,
Al termine di due giorni di discussioni sulla sospensione dell'utilizzo di tre antiparassitari, della famiglia dei neonicotinoidi, sospettati di rappresentare un rischio elevato per la salute e la vita degli insetti produttori di miele, nessuna maggioranza qualificata è stata raggiunta. Si sono schierati a favore del bando 13 membri guidati da Italia, Francia, Spagna, Polonia, Olanda, 9 hanno detto "no" e cinque si sono astenuti. Eppure il recente parere pubblicato dall’Efsa aveva concluso che le sostanze clothianidin, thiamethoxan e imidacloprid potessero rappresentare un rischio per le api. La proposta della Commissione se approvata, avrebbe imposto restrizioni all’utilizzo di questi fitosanitari su colza, mais, girasole e, in Europa meridionale sul cotone. Mentre oggi l’Authority europea ha ritenuto che l’utilizzo di questi neonicotinoidi  su colture non attraenti per le api da miele possa essere considerato accettabile. Ma le lobbies del settore criticano fortemente la valutazione dell’ Efsa. Secondo Sygenta il parere dell’Authority sarebbe “affrettato” e sarebbe sbagliata la stima della quantità di api esposte a questi fitosanitari: questo comporterebbe un calcolo del rischio sbagliato. Inoltre, nonostante Efsa abbia dichiarato di aver tenuto conto delle prove sul campo la multinazionale nega che questo sia effettivamente avvenuto.
Per  Giovanni D'Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, le api sono patrimonio di tutti, agricoltori, consumatori e cittadini, e si sono trasformate in uno strumento per interpretare diversamente il mondo che ci circonda. E così, oltre a dare un apporto economico quali impollinatori, di produttori di alimenti e di agenti della conservazione ambientale, sono diventate un simbolo della cultura della non violenza. L’ape è diventata un soggetto politico, un simbolo di resistenza e di affrancamento dalle prevaricazioni. Rispettare le api vuol dunque dire rispettare l’ambiente, quindi tutti gli insetti e le altre forme di vita animali e vegetali. Per queste ragioni diventa importante agire con consapevolezza, quindi anche scegliere se e come effettuare un trattamento chimico, assumendosi le responsabilità derivanti dalle eventuali conseguenze sull’ambiente e sulle altre forme di vita.


giovedì 14 marzo 2013

Tubercolosi bovina

COMUNICATO STAMPA

Allerta alimentare: primo caso di tubercolosi bovina da mezzo secolo in Svizzera.

Rimbalza dalla Svizzera una notizia che dovrebbe invitare all’attenzione le nostre autorità sanitarie nazionali. È stato accertato nel canton Friburgo, per la prima volta da circa cinquant'anni, un caso di tubercolosi bovina. A seguito di tanto le autorità locali hanno sottoposto a sequestro l'intera mandria interessata e emesso un divieto di fornitura del latte.
A detta delle autorità cantonali che hanno rivelato la scoperta, si tratta, in particolare, di una mucca nata il 31 gennaio 2002 nella regione dello Gibloux che presentava i sintomi e le lesioni tipiche della malattia al momento della macellazione lo scorso 4 marzo. Il povero bovino non produceva più latte da oltre un mese. Ovviamente la carcassa è stata posta sotto sequestro. Ed a seguito delle analisi del laboratorio nazionale di riferimento è stato confermato il sospetto che si trattava di tubercolosi bovina.
È quindi scattata la procedura che prevede le analisi epidemiologiche; e così ogni capo della mandria è sottoposto ad accurati esami.
Le preoccupazioni delle autorità sanitarie che hanno sottolineato come siano state prese tutte le misure dettate dal caso, sono state determinate dal fatto che la tubercolosi bovina può essere trasmessa all'uomo, sia attraverso il consumo di latte crudo e prodotti non pastorizzati oppure attraverso il contatto diretto con un animale che abbia subito il contagio.
Ad ogni modo, l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha fatto sapere di aver sottoposto ad analisi dei rischi i formaggi prodotti con il latte proveniente dallo stesso allevamento ed ha appurato che è stato utilizzato solo per la trasformazione in prodotti trattati termicamente. In virtù delle metodologie adottate e alla durata della maturazione i formaggi sono considerati sicuri.
Venendo allo specifico, vi è da precisare che nei bovini adulti il periodo di incubazione della malattia può durare diversi mesi, mentre la fonte del contagio può essere un altro animale o l'uomo. In Svizzera non erano più stati registrati casi di tubercolosi bovina addirittura dagli anni Sessanta. Mentre in Francia, Germania e Austria si è rilevato un aumento dei casi negli animali da allevamento ma anche in quelli selvatici, in particolare nei cervi e nei tassi.
Alla luce della diffusione di questa pericolosa malattia, anche in connessione con i rischi di contagio animale – prodotti derivati – uomo, Giovanni D'Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, invita le Autorità Sanitarie italiane a vigilare sui prodotti provenienti da oltre frontiera in particolare sulle carni, sul latte e i rispettivi derivati affinché, in virtù del sacrosanto principio di precauzione si eviti che i consumatori entrino in contatto con prodotti contaminati dal temibile batterio causa del particolare tipo di tubercolosi in questione.

mercoledì 13 marzo 2013

Indisciplinati anche fuori Italia

COMUNICATO STAMPA


Italiani indisciplinati alla guida anche oltrefrontiera. Secondo le statistiche svizzere i nostri concittadini automobilisti vengono multati ogni 4 minuti. Una media di quasi 330 al giorno, per 100 / 120 mila all’anno

Siamo un popolo d’indisciplinati alla guida. Lo evidenziano sia le statistiche italiane che dimostrano come non diminuisca il numero dei verbali per infrazioni al codice della Strada anche per effetto dei sistemi di rilevazioni elettronici che hanno reso più agevole il compito delle polizie stradali ma utilizzati anche per “far cassa”, ma anche i dati che provengono dai Paesi d’oltre confine sui quali transitano i nostri veicoli.
Secondo una statistica pubblicata sul quotidiano "Il Giorno" di Como e riportata sulla stampa elvetica, gli automobilisti italiani in Svizzera verrebbero multati in media ogni 4 minuti. Una cifra sorprendente rileva Giovanni D'Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, che è calcolabile in base al numero complessivo di sanzioni al codice della strada elvetico elevate nel corso dell’anno che oscillano tra le 100 e 120mila, ossia quasi 330 al giorno.
Per tali ragioni e per cercare di recuperare i proventi delle infrazioni elevate dalle forze di polizia stradale svizzere si è dovuta creare un’apposita interfaccia tra le motorizzazione dei due Paesi per consentire la notifica dei verbali ai proprietari dei veicoli in caso di impossibilità di contestazione immediata dell’infrazione.
La gran parte dei nostri concittadini beccati a violare il codice stradale elvetico, circa il 70 % paga appena giunge la multa a casa, il resto paga quasi sempre in seconda battuta o in ritardo per una ragione pratica: in Svizzera non si scherza e chi non salda la multa rischia l’arresto.

martedì 12 marzo 2013

 L’ospedale di Legnano risponde alle mie lamentele


L’ospedale di Legnano risponde alle mie lamentele

Gentile signor Criseo, mi spiace molto dell’incidente che Le ha rovinato la bella immagine che si era costruito di noi. Ho indagato sia presso l URP che presso la direzione infermieristica ma non ho trovato alcuna precedente segnalazione o lamentela, se non un anno fa quella di un Signore che aveva criticato la depilazione operata dagli infermieri. Il provveditorato mi ha riferito di non aver cambiato recentemente il materiale acquistato. E che esso è di qualità media, a giudicare dal prezzo. Con la prossima partita vedremo di cambiare prodotto e intanto ci scusi. Con i migliori saluti
Carla Dotti
direttore generale
Sotto il testo integrale della mia lamentela e la foto del rasoio
Spett.le Direzione sanitaria.
vorrei farvi presente che in occasione di un recente intervento nella Vs. bella ed efficiente struttura, ho trovato una piccola pecca che gradirei prendeste in considerazione.
Al mattino dell’intervento nella fretta non mi sono fatto la barba ( di questo mi scuso) e il personale mi è venuto prontamente in soccorso offrendomi un rasoio “usa e getta” in dotazione con del sapone curativo per ovviare all’inconveniente.
Ero stato quindi  avvisato che tagliava molto.
Al momento non avevo altra scelta e quindi ho usato quello che mi è stato gentilmente donato.
Devo però ammettere che nonostante le mie attenzioni mi sono procurato parecchi tagli ed un arrossamento sul collo.
Vi segnalo la cosa per chiederVi di cambiare i rasoi in dotazione, visto che si tratta di una spesa di poca entità rispetto ai costi delle strutture e delle degenze.
Non sono medico però avevo dubbi su una potenziale infezione a causa dei tagli.
L’operazione è andata bene e ringrazio tutto il personale per la professionalità e l’umanità dimostrata, però ci tenevo a segnalarVi l’accaduto.
Grazie per l’attenzione
Giuseppe Criseo
Segretario Generale

L'Ospedale Nuovo risponde

Gentile signor Criseo, mi spiace molto dell’incidente che Le ha rovinato la bella immagine che si era costruito di noi. Ho indagato sia presso l URP che presso la direzione infermieristica ma non ho trovato alcuna precedente segnalazione o lamentela, se non un anno fa quella di un Signore che aveva criticato la depilazione operata dagli infermieri. Il provveditorato mi ha riferito di non aver cambiato recentemente il materiale acquistato. E che esso è di qualità media, a giudicare dal prezzo. Con la prossima partita vedremo di cambiare prodotto e intanto ci scusi. Con i migliori saluti
Carla Dotti
direttore generale

venerdì 8 marzo 2013

Risultato sondaggio su Ata


                                                                                              Sindacato  Europeo dei Lavoratori
sito: http://www.sindacatoeuropeolavoratori.it/
Risultato sondaggio su Ata
Il nostro sondaggio ha riscosso un successo senza precedenti in tutti i settori : i lavoratori in massa hanno risposto alle domande che noi abbiamo posto per renderci conto delle aspettative, dell’organizzazione e degli ambienti di lavoro in Ata a Malpensa.
Alla prima domanda, ritieni che il tuo lavoro sia ben organizzato, la totalità delle persone hanno posto accento negativo.
Un es. di risposta concreta: “mettere nelle postazioni operative personale competente e con esperienza che sappia creare reale sinergia tra i reparti” lascia intendere quanto avviene e  i malumori che ci sono.
La seconda domanda su turni e ferie, pone l’accento sulla programmazione delle ferie che avverrebbe in maniera clientelare e non secondo criteri di alternanza ed equità.
La terza domanda sulle aspettative personali e la possibilità di fare carriera, denota la frustrazione degli addetti, un es.: “far crescere le persone secondo merito” è una delle risposte tipo selezionate tra le tante e che meglio rappresenta lo status attuale.
La quarta domanda sugli ambienti di lavoro, mette in luce la scarsa pulizia e la poca frequenza della medesima negli ambienti di lavoro.
L’ultimo campo del sondaggio lascia piena libertà di commentare e suggerire eventuali problemi e carenze: i mezzi sono uno degli aspetti evidenziati e carenti assieme alla gestione inadeguata.
La segreteria nazionale ringrazia Selimov per l’impegno e la dedizione dedicata all’ascolto dei lavoratori dando esempio concreto di vicinanza del Sindacato Europeo alle problematiche sentite e al disagio di cui ci faremo carico.

Giuseppe Criseo,
Segretario Nazionale
Federazione Dipendenti Aziende Trasporto Aereo- Sindacato Europeo L.
Malpensa,08.03.2013

giovedì 7 marzo 2013

Truffa iPhone su facebook

Migliaia di persone stanno attendendo con ansia l’8 marzo poiché è questo il giorno in cui, stando a quanto indicato su una pagina Facebook che sta raccogliendo molti adepti, avverrà il sorteggio per regalare «20 iPhone 5 16GB che non possono essere venduti perché non sono sigillati». Svariate migliaia di persone, invece, attendono con ansia l’8 marzo per veder avverata una facile profezia: non c’è alcun prodotto Apple in regalo e la pagina “Prodotti Apple Gratuiti” altro non è se non una chiara ed evidente ennesima bufala.
Recita testualmente la pagina su Facebook:
Abbiamo ricevuto 20 iPhone 5 16GB che non possono essere venduti perché non sono sigillati. Per questo motivo, stiamo facendo una lotteria su questa pagina!
Tutto quello che dovete fare è completare i semplici passi qui sotto per partecipare!
Fase 1. Metti “Mi piace” alla foto e alla pagina
Passo 2. Condividi questa foto.
Passo 3. Commento colore nero / bianco
I fortunati vincitori saranno selezionati entro l’8 Marzo. Solo le persone che hanno completato tutte le fasi possono partecipare. I vincitori saranno annunciati alla nostra fan page di Prodotti Apple Gratuiti o in messaggio privato in modo da assicurarsi che ci segui su Facebook. Buona fortuna.

Il passaparola ha preso il via in pochi giorni su di un canovaccio già ampiamente noto: si promette un regalo e si chiede in cambio un like, una condivisione ed un commento per poter partecipare a quello che si presenta come un contest. Ognuna delle operazioni ha un suo ruolo preciso: il like serve a legare l’utente alla pagina, mentre la condivisione ed il commento servono per propagare quanto più possibile il passaparola automatico verso gli amici e gli amici degli amici. La viralità scatta immediata al grido di “tentar non nuoce”.
Ma in realtà, pur se non direttamente, nuoce.
Conseguenze della truffa
La truffa non porterà problemi particolari agli oltre 6400 utenti che hanno già affidato il loro “mi piace” alla pagina “Prodotti Apple Gratuiti”: chiamarla “bufala” può essere per molti versi più appropriato, quindi, ma rischia di abbassare i toni su di un fenomeno che su Facebook rischia di rendersi sempre più pericoloso oltre che fastidioso.
La pagina ha raccolto moltissimi fan in pochi giorni e con ogni probabilità farà passare l’8 marzo nel silenzio. Una volta passato il clamore, potrebbe “monetizzare” immediatamente la catena creata, oppure potrebbe investire nuovamente nella truffa cambiando nome alla pagina stessa o lanciando un nuovo contest, il tutto per stratificare i fans alla ricerca di una massa critica utile per la conversione dell’ammucchiata in moneta.
Per monetizzare la pagina, i truffatori posteranno con ogni probabilità un qualche link o venderanno la pagina stessa a chi ha intenzione di propagare messaggi a basso costo (a sua volta probabilmente alla ricerca di pubblico e pubblicità); per perpetrare la truffa, invece, è sufficiente fare affidamento al fatto che soltanto una minima parte dei truffati cancellerà il proprio “mi piace”, rimanendo pertanto inconsapevolmente fedele alla pagina a cui si è legato. La fase due non sarà immediata: passerà probabilmente nel silenzio, quando tutti i truffati avranno ormai dimenticato il “mi piace” accordato e non si accorgeranno di quel che andrà ad accadere.
Tentare, insomma, nuoce. Il proprio “mi piace” è infatti un modo per partecipare ad una truffa conclamata ed il proprio commento “bianco” o “nero” (richiesto esplicitamente nelle istruzioni) alimenta il passaparola compartecipando all’imbroglio. Nella fattispecie la foto ha raccolto oltre 11 mila condivisioni ed oltre 10 mila commenti, il che implica per l’annuncio-truffa una vetrina da almeno cento mila persone. Dieci mila delle quali si fanno complici, pur se in buona fede, del meccanismo.
Come distinguere una bufala
Distinguere la truffa da un contest reale è peraltro estremamente semplice: basta analizzare cosa c’è e, soprattutto, cosa non c’è.
Il nome “Prodotti Apple Gratuiti” non richiama ad alcuna azienda (che dovrebbe avere invece almeno interesse a promuovere il proprio marchio), ma presenta soltanto l’esca con cui catturare utenti;
La descrizione dell’azienda “Noi ti troviamo lavoro” non soltanto è un’esca ulteriore, ma non ha nemmeno alcuna correlazione con il contest;
Non c’è traccia di regolamento;
Non ci sono link, non ci sono indirizzi email di contatto.
Nulla può far pensare che sia un concorso reale, insomma, il che ben esplica il perché si tratti di una evidente bufala. Ma su Facebook, si sa, la velocità di un click e di un commento è spesso superiore alla riflessione circa quel che si sta operando. Ed in questa dinamica, il “tentar non nuoce” genera like, condivisioni e tutto quel sostrato fiorente su cui le truffe si nutrono di passaparola.


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mercoledì 6 marzo 2013

Farmaci e immigrazione


A. M. S. I.
Associazione Medici di origine Straniera in Italia

Farmaci, Immigrazione ,Cultura e Religione.
Una grande questione ignorata.



È un mercato da quattro miliardi di euro, rappresentato in Italia dai consumatori attenti all’aspetto halal, cioè lecito secondo il Corano, dei farmaci e dei cosmetici,attualmente, sono solo una decina le aziende italiane emultinazionali, che producono farmaci, integratori e cosmetici in proprio o perconto terzi, che hanno ottenuto la certificazione di mancanza di contaminazione per farmaci, ingredienti, principi attivi e integratori alimentari, incluso il processo di produzione, stoccaggio e trasporto. Sono questi i dati presentati in un recente incontro dall'Hia.

Per la certificazione dei farmaci ingeriti va verificata tra gli ingredienti’assenza totale di sostanze di origine animale che provengano da animali proibiti. , anche' le capsule di rivestimento sono di origine animale e quindi vanno certificate. Inoltre, la presenza di alcol deve essere inferiore allo 0,05% che è la soglia massima ammessa. Gli stessi criteri sono validi per i prodotti cosmetici per uso esterno, con una maggiore tollerabilità per l’alcol" ,dichiara Aodi Foad, Presidente Amsi e Co-mai,deve diventare uno standard applicato a tutto il mercato, adeguandoci alla produzione dei farmaci monodose o in package per terapia, come fanno tutti i paesi avanzati,risparmiando così preziose risorse per il sistema sanitario.

Il Presidente Amsi e Fondatore di Uniti per Unire Foad Aodi ha illustrato in occasione del convegno dell’Iss sulla prescrizione farmaceutica nella popolazione immigrata svoltosi il 4 marzo presso l'Istituto Superiore di sanità ,l'importanza del ruolo delle associazioni e delle comunità straniere rappresentative ed accreditate nell'informazione, la comunicazione, la ricerca, l'analisi e le proposte per la soluzione delle varie problematiche che riguardano tutti i professionisti e cittadini italiani e di origine straniera presentate alle forze politiche e alle istituzioni per l'interesse comune. Nel suo intervento Aodi ha illustrato le varie attività e collaborazioni a livello nazionale ed internazionale iniziate con l'Amsi nel 2000 ed ultimamente intensificate ed ampliate a tutte le professioni con "Uniti per Unire", il primo Movimento non apartitico Interprofessionale Transculturale Internazionale in Italia ,e le associazioni e comunità aderenti .


Il ruolo del farmacista è fondamentale per la popolazione immigrata, dato che ha un bassissimo tasso di utilizzo di farmaci e ricorso a prestazioni sanitarie: E’ questo risparmio eccessivo non è un buon indicatore, perché bisogna raggiungere una soglia minima di assistenza valida per tutti. Infatti,secondo Foad Aodi e la "Commissione Farmacisti dell'Amsi" che sta approfondendo ed affrontando delle ricerche su tematiche di primaria importanza dal punto di vista sociale ed economico ma tante volte ignorate,“ gli immigrati molto spesso sono cittadini che non hanno un medico di famiglia continua Aodi e per loro il farmacista rappresenta il riferimento principale per i problemi di salute, ed è importante che sappiano dare consigli e informare nel modo più corretto possibile, invitando gli immigrati a rivolgersi maggiormente ai medici di famiglia, al pronto soccorso e agli ambulatori specialistici ospedalieri e sul territorio”.

Uno dei prossimi obbiettivi dell'Amsi e di Uniti per Unire conclude Aodi ,è quello di intensificare la collaborazione tra i farmacisti di origine straniera ed italiani per creare una rete di collaborazione ,informazione ed aggiornamento professionale su immigrazione ,sanità ,cultura e religione per promuovere piu' prevenzione e piu' scambio sociosanitario come e' stato fatto in questi anni a favore dei medici ,infermieri ,fisioterapisti ,dentisti e fisioterapisti italiani e di origine straniera tramite i 280 convegni e congressi Amsi e di Uniti per Unire .
I farmacisti di origine straniera sono piu' di 4500 farmacisti in Italia provenienti da tutti i contenenti ma maggiormente da Iran ,Grecia ,Africa ,paesi arabi ed europei invece sono pochi i farmacisti provenienti dai paesi dell'Europa dell'Est al contrario dei medici ed infermieri.

Cordiali Saluti.
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lunedì 4 marzo 2013

CONTINUO A CHIEDERE ASSISTENZA DOMICILIARE PER LORENZO AFFETTO DA SINDROME RARISSIMA CON SOLO 85 CASI NEL MONDO

Caro Direttore Massimo D' Amanzo,

Spero che questo muro di silenzio sia giustificato a difesa del buon nome degli incarichi pubblici che ricoprite. Non ci si stupisca poi di certe forme di reazione populistiche e popolari concretizzatisi nell' esito elettorale anticamera di quello che avverra' alle prossime amministrative Comunali se non si puo' o semplicemente non si sa dare una risposta ad una emergenza sociale come la mia. Perche' devo star qui ad implorare non prebende e meriti o privilegi ma semplicemente quello che spetta di diritto ad cittadino italiano disabile che non e' nemmeno in grado di gridare la frustrazione e la insensibilita' che si ottiene ogni qual volta ci si rivolge alle istituzioni anche di base? Signori aspetto anzi pretendo attenzione e rispetto da voi che siete stati eletti e chiamati attraverso un percorso pseudo democratico di rappresentanza ad occuparvi della nostra RES PUBLICA . Al vostro contrario Io di tempo da dedicarvi ne ho proprio tanto , tutta la mia vita, perche a ragion veduta agisco secondo giustizia in nome e per conto di mio figlio : Bussa e ti verra' aperto . Io posso aspettare ma non in silenzio bensi dimostrando pacificamente e democraticamente con la forza dei giusti per conquistare quel minimo di rispetto e decenza che si manifesta anche con la lettera di solidarieta dell'amico Walter Scognamiglio. Si puo scegliere certo di ignorare le mie richieste e nascondere la testa sotto la sabbia ma attenzione che il resto del corpo prono a 90^ si offre come facile e utile bersaglio mediatico e politico. Tutti i giorni che seguiranno senza offrire un positivo riscontro, attraverso i modi consentiti dalla legge , proseguira la mia non piu richiesta ma protesta in forma democratica allungando i destinari a piu di cinquemila indirizzi su Roma soltanto. Poi si passera' ai Media di quartiere,regionali e sensazionalistici. Io cerco pace e giustizia per mio figlio . Voi che in qualche modo mi rappresentate avete il dovere di assicurarmeli e io il diritto di chiedere. E non liquidatemi con un "...comprendo la sua frustrazione " perche' nessuno di voi sta sperimentando come la mia famiglia il vero inferno che non è quello del fuoco ma quello di questa terra con pene,demoni e fantasmi sempre piu reali. Non resistereste nemmeno un giorno voi.
Cortesemente

Dott Domenico BROCATO

2013/3/2 Walter Scognamiglio


Il giorno 02 marzo 2013 14:01, Domenico Brocato ha scritto:

Capisco l'enorme massa di comunicazioni alle quali Lei e le sue assitenti , Direttore dovete dar seguito con priorita assoluta ma almeno un " acknowledgment" della mia se non in un accoglimento potrebbe almeno darci una strenua speranza con la quale andare avanti. Lei sa cosa vuol dire togliere anche la speranza ad un uomo ? c' è solo la disperazione a seguire con le decine di lettere lasciate a unico muto testimone di un " J'accuse" istituzionale.
Cordialmente,

Dr Domenico BROCATO
III° Degree K of C
+++ Vivat Jesus+++
Casa 06 8120697
Cell 349 4207541






2013/2/26 Domenico Brocato

Carissimo Massimo,
anch'io sono molto coinvolto "affettivamente" sia verso Lorenzo, che verso i coniugi Brocato.
Conosco come ben pochi la situazione che loro vivono per assistere amorevolmente il loro figlio. E credimi..questa volta si è arrivati allo sfinimento!!!
Ti sarei infinitamente grato se potessi intervenire con i Servizi Sociali per l'aumento delle ore di assistenza domiciliare e se credi che io potessi intercedere verso Istituzioni maggiori..sono a disposizione per ogni eventuale Tuo suggerimento.
Ti ringrazio e spero di sapere al più presto liete notizie!
Con l'ammirazione e la stima di sempre!
Walter Scognamiglio
(Vice Presidente del Consiglio del IV Municipio)



2013/2/26 Domenico Brocato

Egregio Direttore D' Amanzo,

Sono oramai trascorsi quasi quattro anni dalla data del nostro incontro sollecitato dall' Amico Bruno che anche recentemente si e' adoperato in favore di mio figlio
Lorenzo di 10 anni ( uno dei 85 pazienti in tutto il mondo affetti dalla Herdnon, Dudley Sydney Syndrome che impietosamente paralizza il corpo, rende impossibile il controllo del capo a rischio autosoffocamento e impedisce la parola e qualsiasi altro gesto ivi compreso l'asciugarsi le lacrime..). Viviamo anzi io e mia moglie sopravviviamo per il solo progetto comune di allevare nell'amore il nostro unico figlio . Inoltre la sindrome da piu di un anno a questa parte ha incalzato con circa 10/15 micro attacchi epilettici sia di giorno che di notte . Non abbiamo amici ne parenti essendo i miei genitori ottuoagenari con i loro problemi; non abbiamo ne vita di coppia ne di relazione: io ho raggiunto il peso di 220 kili per problemi psicologicamente correlati a questa situazione mentre mia moglie Stefania è arrivata a 49 kili ( e alta 1.75) sviluppando per sollevare Lorenzo di 35 kili schiacciamenti ai dischi, menopausa precoce ed anemia. Non si puo nemmeno andare al bagno se non ci diamo i turni a sorvegliare Lorenzo. Sono plurilaureato,con un master USA, parlo quattrolingue etc ec ma senza lavoro da 5 anni in regime ISEE. Forse da qui a breve dovro accettare un lavoro a Sacramento in California poiche oramai siamo alle soglie inoltrate della poverta ove a quasi 50 anni devo accettare dai miei anziani genitori la spesa per la settimana e le 50 euro per tirare avanti. Dovro lasciare sola mia moglie. E oramai un anno circa che mi sono rivolto a Bruno il quale ha intercesso presso di Lei . Sono a conoscenza del carteggio fra lei e Roma Capitale. Ci sono persone che so per sicuro che hanno anche 36 ore di assistenza domiciliare da molti anni contro le mie appena 12 ore . La prego lei che puo' spezzi questa lancia non a favore mio che ho gia avuto dalla vita ma per Lorenzo. Lei ha oneri ed onori. Un difficile compito sopratutto quando i fondi non sono mai abbastanza e a volte da altri mal gestiti. La prego con tutta la mia umilta' con l'ultima dignita' rimastami , per quello che forse non dovrei implorare e che dovrebbe essere un diritto aquisito e naturale della persona : essere aiutati da uno Stato che si definisce in qualche modo sociale ma che poi taglia le vite e l'assistenza proprio ai oiu deboli ovvvero a quella moltitudine che non puo' protestare se nel silenzio delle nostre coscienze quando guardiamo i nostri figli. Direttore non sto qui a mercanteggiare conoscendo il suo valore come persona in primis sul quante ore aumentare a Lorenzo. Conosce la nostra emergenza e il mio urlo disperato . Nono hai voluto importunarla come questulante presso il suo ufficio sebbene ne avessi la voglia, la determinazione e il diritto di farlo. Non ho mai voluto imbarazzare ne lei ne il suo ufficio con gesta mediatiche sebbene ne abbia avuto l'opportunita : Pero' ora la situazione è cambiata e in peggio e penso che vorra' scusare la mia onesta sfrontatezza nel chiederle un consistente ( per quanto possibile ) aumento di ore di assistenza domiciliare. Spero di ricevere a breve un riscontro positivo quanto meno un cenno che mi faccia capire che ha letto questa mia supplica e che l' abbia raccolta. Grato per quanto possibile.

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Dr Domenico BROCATO
III° Degree K of C
+++ Vivat Jesus+++
















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Dr Domenico BROCATO
III° Degree K of C
+++ Vivat Jesus+++













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